Missione

san camillo torino

IL PRESIDIO SANITARIO SAN CAMILLO DI TORINO

Il Presidio Sanitario San Camillo è inserito nella rete del Servizio Sanitario Nazionale della Regione Piemonte e svolge attività ospedaliera specializzata in Riabilitazione intensiva di secondo livello. Ubicato sulle prime propaggini della collina torinese e conosciuto come Villa Lellia la struttura è inserita nel grande polmone verde che dà respiro a tutta la città, godendo di un panorama che spazia sulla catena alpina - dal Monviso al Monte Rosa -, fino alla collina di Superga. Al tempo stesso è vicinissima al centro cittadino, che si stende ai suoi piedi.

Fondato e diretto dai Religiosi Camilliani, il Presidio Sanitario si propone come struttura ospedaliera polifunzionale. L'edificio, articolato su un corpo centrale e due ali laterali, ospita reparti di degenza, day hospital, ambulatori di medicina fisica e riabilitazione, radiologia, laboratori di analisi. Inoltre è sede di didattica e tirocinio universitario e centro di ricerca clinica per l'osteoporosi, le malattie metaboliche dell'osso e la neuropsicologia.

 

SAN CAMILLO DE' LELLIS

Il Presidio Sanitario San Camillo è significativamente intitolato al santo dei malati: San Camillo de' Lellis (1550-1614). Dopo una giovinezza passata sui campi di battaglia come soldato di ventura, Camillo si converte a nuova vita, dedicandosi all'assistenza e alla cura dei malati, dei poveri, di tutti i bisognosi di aiuto. La sua spiritualità nasce dall'invito paolino di «servire Gesù nelle sue membra». Camillo non solo prende alla lettera questo invito, ma lo fa proprio e lo pratica sino alle vette più alte, insegnando ai suoi figli a fare altrettanto: a considerarsi "servi" di quell'unico vero e solo padrone e signore che deve essere il malato.

 

I CAMILLIANI

San Camillo de' Lellis è il fondatore dell'Ordine dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi, più comunemente noti - dal nome del loro fondatore - come Camilliani.
I religiosi e le religiose camilliane (sacerdoti, medici, psicologi, infermieri) hanno per vocazione specifica l'assistenza agli infermi. Sono presenti in centri di aiuto sparsi in tutto il mondo per malati di Aids, bambini denutriti, disabili, case di soggiorno per anziani, ospedali, case di cura, poliambulatori, lebbrosari, comunità terapeutiche e di accoglienza per i senza fissa dimora.

 

I Camilliani sono inoltre attivi come cappellani in molti ospedali, hanno centri di formazione sanitaria per volontari e laici, consultori familiari e animano associazioni nel mondo della salute. Sono presenti anche con iniziative culturali: a Roma hanno costituito l'Istituto internazionale di Teologia Pastorale Sanitaria Camillianum come centro di ricerca e di approfondimento specifico delle tematiche attinenti alla teologia sanitaria pastorale, mentre a Torino operano a diffondere una cultura umanista e cristiana nei rapporti con il malato, gli operatori sanitari e tutto il mondo della salute, attraverso una casa editrice, le Edizioni Camilliane.

 

 

DA VILLA COLLINARE A PRESIDIO SANITARIO

Giunti in strada Santa Margherita a Torino i Camilliani acquistano nel novembre 1905 quella che fino ad allora era stata una "vigna", un termine che indicava un luogo di vacanza e di svago dei nobili torinesi. La villa apparteneva alla famiglia Martinengo, ma ben presto viene indicata come "Villa Lellia", dal nome di San Camillo de' Lellis, e viene utilizzata come casa di formazione religiosa fino alla fine dell'ultima guerra, accogliendo di volta in volta chierici, novizi e postulanti.

Nel 1949 viene autorizzata l'apertura di un preventorio che ben presto, vista l'alta incidenza, della tubercolosi viene trasformato in sanatorio. Vent'anni dopo, nel 1969, la sconfitta della tubercolosi, consente di trasformare "Villa Lellia" in una casa di cura convenzionata, con due due divisioni di medicina generale e di riabilitazione, e quindi, nel 1977, in un centro mono specialistico di medicina riabilitativa dotato di cento posti letto. Nel 1990, con il riconoscimento a Presidio sanitario viene inserito nella rete degli ospedali regionali, del tutto equiparato alle strutture pubbliche, pur mantenendo la propria autonomia giuridica e amministrativa.