La terapia occupazionale, un aiuto importante per recuperare l’autonomia negli ambiti di vita quotidiana

La terapia occupazionale, un aiuto importante per recuperare l’autonomia negli ambiti di vita quotidiana

2019-05-25
La terapia occupazionale, un aiuto importante per recuperare l’autonomia negli ambiti di vita quotidiana

Dottoressa Elena De Toma, di che cosa si occupa un terapista occupazionale?
Il terapista occupazionale è un professionista sanitario che si occupa di riabilitazione, la sua figura è stata riconosciuta dal ministero della Salute con il decreto n. 136 del 17/01/1997 (G.U. 25.05.1997, n. 119) e inserita nell'area delle Professioni Sanitarie Riabilitative con decreto ministeriale 29 marzo 2001 (G.U. 23 maggio 2001, n.118). È abilitato a esercitare con titolarità e autonomia professionale le attività dirette alla prevenzione, alla cura, alla riabilitazione e a procedure di valutazione funzionale, al fine di espletare le competenze previste dal profilo professionale. Si tratta di una professione conosciuta e molto sviluppata in tutta Europa, Stati Uniti e Canada, mentre in Italia è relativamente giovane e spesso le persone non ne conoscono le specificità di azione e intervento.

Quali sono le principali patologie che cerca di curare?
In riferimento alla diagnosi e alla prescrizione del medico, il terapista occupazionale tratta tutte le patologie di interesse riabilitativo, le disabilità temporanee e permanenti riguardanti sia la sfera fisica sia psichica, rivolgendosi a persone di tutte le età.

Come si svolge una seduta con un terapista occupazionale?
Le sedute di trattamento variano in base alle caratteristiche e alle problematiche del paziente, ma vengono sempre impostate sulla base di un’attenta valutazione funzionale che si avvale di test e scale validate dal punto di vista psicometrico. Molta attenzione viene posta agli interessi del paziente, in quanto l’obiettivo principale dell’intervento occupazionale è il recupero dell’autonomia negli ambiti di vita quotidiana per lui/lei prioritari. Questi possono essere la cura personale (abbigliamento, igiene, nutrimento, spostamenti in casa), la cura della casa, il lavoro, lo svago e il tempo libero.

Di quali strumenti si avvale il lavoro del terapista occupazionale?
Le possibilità di approccio sono molteplici ma si possono riassumere in 3 macro-aree: occupazioni e attività utilizzate a scopo terapeutico, tecniche e metodi preparatori, educazione. L’igiene e l’abbigliamento al mattino, la preparazione di un pasto, il riordino della cucina sono esempi di occupazioni su cui il terapista occupazionale lavora, mentre fare pratica nel selezionare i vestiti o nel manipolare cerniere e bottoni, cercare o ricordare una ricetta, stilare un elenco degli ingredienti e del materiale necessario sono tipicamente attività significative usate a scopo terapeutico che permettono al paziente di sviluppare le abilità utili per l’occupazione. Queste competenze possono venire compromesse dal punto di vista motorio e/o cognitivo a seguito di patologie acute come lo stroke ischemico/ emorragico, il trauma cranico o a seguito di patologie cronico-degenerative come la malattia di Parkinson, di Alzheimer o la sclerosi multipla. Il secondo approccio prevede l’uso di metodi e tecniche in preparazione o in contemporanea a occupazioni e attività. Ne fanno parte il lavoro sulla stimolazione tattile e pressoria per migliorare la sensibilità, la mobilizzazione passiva e/o attiva/assistita per preparare i muscoli all’attività, la fornitura di ortesi o splint per fornire supporto e favorire il movimento, il rinforzo muscolare della presa digito palmare e dell’arto superiore. Infine l’intervento di tipo educativo consiste nel fornire informazioni utili alla gestione in sicurezza delle attività di vita quotidiana e al mantenimento di un corretto stile di vita. Comprende la sensibilizzazione degli anziani alla necessità di mantenersi attivi e uscire di casa per prevenire il decalage fisico/cognitivo, la prevenzione delle cadute, le norme di protezione articolare nell’artrite reumatoide, la prevenzione della lussazione nella protesi d’anca, l’educazione all’utilizzo di dispositivi e ausili e la consulenza sulle modifiche necessarie a domicilio.

Qual è il percorso di studi che bisogna intraprendere per diventare terapista occupazionale?
Il titolo da conseguire per diventare terapista occupazionale è la laurea triennale. Nello specifico il percorso accademico prevede la laurea di primo livello direttamente abilitante alla professione e una laurea magistrale di secondo livello conseguibile da tutti coloro che appartengono alla classe della riabilitazione e che permette di acquisire competenze relative al management, alla didattica e alla ricerca clinica. I corsi di laurea sono organizzati presso le facoltà di Medicina e Chirurgia degli atenei di molte città italiane, tra queste: Vercelli, Milano, Pavia, Bolzano, Chieti, Roma e Modena. Il corso prevede diverse tipologie di attività didattica: lezioni frontali, laboratori didattici e tirocini professionalizzanti.

Come si svolge il lavoro in équipe con le altre specialità al San Camillo?
Il Presidio Sanitario San Camillo è organizzato in sei reparti, cinque di ricovero ordinario e uno di ricovero in Day Hospital, ciascuno di essi si avvale di un terapista occupazionale che lavora in collaborazione con l’équipe riabilitativa multiprofessionale composta da: medico, fisioterapista, terapista occupazionale, logopedista, psicologo clinico, neuropsicologo, musicoterapeuta e infermiere. All’interno del Progetto Riabilitativo Individuale (PRI), concordato in équipe e stabilito dal medico di reparto, il ruolo elettivo del terapista occupazionale è trasferire il recupero ottenuto in contesto ecologico. Per intenderci, laddove un paziente abbia recuperato una buona capacità di spostarsi e deambulare o sufficienti abilità mnesiche e attentive è necessario lavorare affinché lui/lei sia in grado di integrare queste competenze per la gestione a casa delle attività di vita quotidiana.

Com’è organizzato al Presidio Sanitario San Camillo il team dei terapisti occupazionali?
Il team di terapisti occupazionali del San Camillo è composto da sei persone che lavorano in sinergia ma in completa autonomia e responsabilità professionale. Ciascuno gestisce e controlla le richieste di trattamento inviate dal medico di uno dei sei reparti del presidio, adotta modalità di comunicazione e collaborazione con le altre figure professionali congeniali e funzionali al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dal PRI, propone e sperimenta modalità di presa in carico dei pazienti in piccoli gruppi omogenei e concorda con il medico responsabile le priorità contingenti. La coordinatrice del Servizio presiede e supervisiona i processi, è chiamata a interagire ai tavoli decisionali con la direzione e risponde alle richieste dei portatori di interesse esterni al presidio.

 

La festa per san Camillo de Lellis, che la Chiesa ha scelto come patrono di ospedali e malati

La festa per san Camillo de Lellis, che la Chiesa ha scelto come patrono di ospedali e malati

2019-05-23
La festa per san Camillo de Lellis, che la Chiesa ha scelto come patrono di ospedali e malati

Un gigante buono, visti i quasi due metri altezza, ma facile a cadere in tentazione. Questo era Camillo de Lellis, nato il 25 maggio 1550 a Bucchianico, vicino a Chieti, in Abruzzo. Il padre era un ufficiale di famiglia nobile, che serviva Carlo V imperatore, mentre la madre era quasi sessantenne quando mise al mondo il figlio e muore quando Camillo ha tredici anni. Una volta adulto, a diciotto anni segue le orme del padre, diventando militare di carriera. Una vita in cui non si sottrae al vizio del gioco e a un comportamento fuori dalle righe, a cominciare dal linguaggio.

Combatte contro i Turchi per la Repubblica di Venezia, poi sotto gli Spagnoli, che lo mandano in Dalmazia e a Tunisi. Ma lo perseguita un'ulcera varicosa a un piede, contratta quando era ancora al soldo della Serenissima. Viene congedato nel 1574 e si ritrova senza un soldo, avendo perso tutto al gioco. Dopo aver fatto il mendicante e aver lavorato da manovale, si converte e, il 2 febbraio 1575, chiede di entrare tra i Cappuccini. Ma l'ulcera non dà tregua, e Camillo torna all'ospedale di San Giacomo degli Incurabili, dove si mette al servizio dei malati sotto la direzione di san Filippo Neri.

Un servizio che si trasforma in carisma quando Camillo pensa a una famiglia religiosa indipendente. Diventa sacerdote il 26 maggio 1583 e il 21 settembre 1591 papa Gregorio XIV riconosce i Chierici regolari ministri degli infermi come un ordine religioso. Da Roma l'opera dei camilliani si diffonde presto prima in Italia e poi in tutto il mondo, portando il suo messaggio “più cuore in quelle mani” in ogni angolo del mondo dove ci sia una persona che soffre, avendone cura nel corpo e nell'anima.

Camillo de Lellis viene proclamato santo da Benedetto XIV il 29 giugno 1746 e patrono degli ospedali e dei malati da Leone XIII nel 1886. Il 14 luglio, giorno della morte avvenuta nel 1614, si celebra la sua festa.

La formazione al San Camillo: uno strumento per mantenere elevati gli standard riabilitativi e assistenziali

La formazione al San Camillo: uno strumento per mantenere elevati gli standard riabilitativi e assistenziali

2019-05-21
La formazione al San Camillo: uno strumento per mantenere elevati gli standard riabilitativi e assistenziali

Il dottor Marco Trucco è il referente della Formazione al San Camillo ed è coordinatore al corso di laurea in Fisioterapia all'Università degli studi di Torino. Quella organizzata e proposta al Presidio Sanitario è un'attività di formazione definita “a 360 gradi”, fatta non solo per adempiere agli obblighi di legge, ma per rispondere alle esigenze di chi opera in quei settori in cui la struttura è diventata un punto di riferimento nella realtà torinese.

Dottor Trucco, perché è necessario fare formazione?
Perché per noi si tratta di un'esigenza che nasce dalla volontà di mantenere elevati gli standard riabilitativi e assistenziali, in modo da rimanere sempre all'avanguardia con la pratica clinica.

In che modo viene organizzata?
Al San Camillo ci occupiamo direttamente della nostra formazione. Questo ci è possibile perché possediamo le risorse umane necessarie, abbiamo accumulato esperienza e c'è la disponibilità degli spazi in cui poter organizzare gli eventi. Utilizzando queste componenti miriamo a creare una formazione calata sul contesto specifico del nostro Presidio Sanitario, con ricadute positive sulla pratica clinica. I corsi di formazione a 360 gradi sono uno dei migliori investimenti per il presente e per il futuro della struttura.

Dove ospitate chi partecipa ai corsi?
I corsi sono erogati al terzo piano del San Camillo, in un'area completamente dedicata. Questo è stato reso possibile dall'ampliamento del Presidio nel 2008 e dallo spostamento dei servizi di riabilitazione in un'altra zona. Ora abbiamo a disposizione circa 300 metri quadri da poter dedicare alla formazione. C'è un'aula per corsi teorici da 50 posti a sedere, e attrezzata con gli schermi, e ce ne un'altra con 15 lettini per i corsi pratici. Tutti gli spazi sono coperti da una rete wi-fi.

Che tipo di formazione proponete?
Un primo livello è quello della formazione universitaria con i tirocini. Gli studenti dei corsi di laurea hanno gli stage nel loro percorso di studi, vale a dire un lavoro sul campo con l'affiancamento individuale da parte di un professionista. Li organizziamo per i corsi di laurea in Fisioterapia, Infermieristica, Logopedia, Terapia Occupazionale, Psicologia, Medicina Fisica e Riabilitazione. Un momento importante per gli studenti e anche per chi li segue: insegnare ti fa crescere.

Poi c'è la formazione richiesta dalla legge.
Sì, certamente. Assolviamo questi obblighi con corsi che caliamo sempre nella nostra realtà, grazie alla disponibilità di formatori interni, con esempi pratici e contestualizzati sul posto.

Infine c'è quella, come si diceva all'inizio, “per restare all'avanguardia”.
Ci rivolgiamo a professionisti che vogliano migliorare le loro competenze. In ambito fisioterapico, per esempio, nel 2018 abbiamo organizzato una decina di corsi, un numero decisamente considerevole. Sono corsi aperti agli interni, per accrescere il livello del nostro personale, e agli esterni. Vogliamo formare chi lavora nel Presidio Sanitario e quei professionisti che vedono nel San Camillo un punto di riferimento in questo ambito.

Che aree coprite?
Quelle proprie del San Camillo come fisioterapia, terapia occupazionale, psicologia, logopedia. Senza dimenticare le aree di medici, educatori professionali e infermieri.

E chi partecipa ottiene anche i crediti ECM.
Questo perché siamo riconosciuti come provider regionali e possiamo erogarli: possediamo i requisiti e i nostri corsi di formazione hanno la qualità certificata. Oltre alla possibilità di ottenere i crediti, però, voglio sottolineare la qualità dei docenti chiamati a tenere i corsi. Sono tutti di chiara fama nazionale e internazionale, provenendo da Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Norvegia, solo per citare alcuni paesi. E, analizzando i report a fine corso, che contengono le valutazioni di gradimento di chi lo ha frequentato - rigorosamente anonime -, il 90% dei partecipanti ha una opinione molto positiva. Ribadisco: per noi la formazione è un investimento.

 

 il dottor Marco Trucco

"Musica in ospedale" al San Camillo con il recital ”L'antico e il moderno. Due mondi per toccare le corde”

"Musica in ospedale" al San Camillo con il recital ”L'antico e il moderno. Due mondi per toccare le corde”

2019-05-22

Torna l'appuntamento con la rassegna “Musica in ospedale”, concerti ospitati al Presidio Sanitario San Camillo a Torino e organizzati dall'Associazione di promozione musicale “Musica e cura” del professor Maurizio Scarpa. L'obiettivo della rassegna non è soltanto quello di proporre un momento di svago e di socializzazione per gli ospiti della struttura e per i loro parenti e amici. La musica, come dimostra il servizio di Musicoterapia ospitato al San Camillo, è un modo importante per affrontare certe problematiche in campo neurologico: inserito in un lavoro di équipe con Logopedia, Terapia occupazionale, Neuropsicologia e Psicologia clinica, aiuta le persone colpite da malattia di Parkinson e ictus a recuperare un senso di autoefficacia attraverso il ritmo e l'uso degli strumenti musicali.

Venerdì 24 maggio al San Camillo sono protagonisti Sara Palmisano, alla tiorba (grande liuto dalle origini cinquecentesche), e Luca Spagnuolo, alla chitarra elettrica, con il recital ”L'antico e il moderno. Due mondi per toccare le corde”. Appuntamento alle 16.30 nel Presidio Sanitario di strada Santa Margherita 136.

 

L'appuntamento Musica in Ospedale è riservato ai pazienti del Presidio e ai loro accompagnatori
L'incontinenza urinaria, un problema nascosto: come la fisioterapia lo affronta al San Camillo

L'incontinenza urinaria, un problema nascosto: come la fisioterapia lo affronta al San Camillo

2019-04-23
L'incontinenza urinaria, un problema nascosto: come la fisioterapia lo affronta al San Camillo

L'incontinenza urinaria è un problema diffuso, che richiede un trattamento specifico sotto il profilo fisioterapico. Ne abbiamo parlato con Serena Balocco, referente del servizio di Rieducazione delle Disfunzioni del Pavimento Pelvico presso Fisioterapia al Presidio Sanitario San Camillo di Torino.

Che cosa si intende per incontinenza urinaria?
L’incontinenza urinaria è definita come qualsiasi perdita involontaria di urina in tempi e luoghi non appropriati.

Quali persone colpisce?
Questa condizione, che spesso è misconosciuta o nascosta, coinvolge invece un elevato numero di persone, giovani e anziani, uomini e donne. In Italia si stima che colpisca circa cinque milioni di cittadini, e che circa un terzo delle donne ne soffra, soprattutto dopo i parti o al sopraggiungere della menopausa.

Da che cosa è provocata?
Generalmente nelle donne l’incontinenza è causata da un indebolimento dell’uretra e delle strutture che la sostengono, configurando la condizione clinica dell’”incontinenza da sforzo”, che si manifesta soprattutto con la tosse, gli starnuti e in occasione di “sforzi” in genere. Un’altra forma di incontinenza è quella “da urgenza”, caratterizzata da urgenza minzionale e perdite di urina durante lo stimolo prima ancora di raggiungere la toilette. Essa è sostenuta da una disfunzione vescicale chiamata “iperattività vescicale”. Esistono anche le forme miste, caratterizzate dal coesistere delle due condizioni. Nel maschio, invece, la problematica dell’incontinenza, è legata in particolar modo agli interventi chirurgici di prostatectomia.

Con quali cure la si affronta?
Le persone che ne soffrono spesso non dispongono delle informazioni e degli strumenti atti a comprendere la patologia stessa. Nel momento in cui si presentano i primi sintomi, il paziente si dovrebbe rivolgere subito al proprio medico di famiglia che rappresenta il primo punto di riferimento a livello territoriale. Il medico di medicina generale, infatti, può indicare le analisi di screening necessarie ed eventualmente quali ausili utilizzare, procedere alla loro prescrizione, illustrare al paziente quali potrebbero essere le soluzioni terapeutiche per l’uomo e per la donna e indirizzare verso i centri specializzati di riabilitazione e di cura. La Regione Piemonte si trova in una posizione di assoluta avanguardia in Italia per l'attenzione che dedica al tema incontinenza, con l’istituzione, a partire dal 2006, di una rete di centri per l’incontinenza, denominata Rete Incontinenza Piemonte o RIP. RIP è articolata in centri di primo, secondo e terzo livello, diffusi su tutto il territorio regionale, in cui operano specialisti urologi, ginecologi e fisiatri, particolarmente esperti in patologie disfunzionali del pavimento pelvico e della vescica urinaria. La rete rappresenta una realtà al servizio dei cittadini, per garantire la presa in carico clinica, riabilitativa e chirurgica di pazienti affetti da incontinenza urinaria.

Qual è l’importanza della fisioterapia per questa patologia?
Le linee guida per la terapia dell’incontinenza urinaria ci dicono che nella prima fase è necessario iniziare una riabilitazione del pavimento pelvico, che non è invasiva, e potrebbe evitare interventi chirurgici successivi. La fisioterapia ha lo scopo di rinforzare la “muscolatura uretrale” e quella del pavimento pelvico, si avvale di personale specializzato e di strumentazione idonea al rinforzo di questi gruppi muscolari. È possibile anche utilizzare una terapia farmacologica, che viene prescritta dallo specialista.

Come si opera al San Camillo?
Il San Camillo di Torino è sede di un Centro specialistico di secondo livello, riconosciuto dalla Regione Piemonte, per la terapia conservativa dell’incontinenza urinaria, composto da due medici specialisti in fisiatria, un infermiere dedicato e un team di fisioterapisti esperti in riabilitazione del pavimento pelvico. Il nostro Centro, oltre a svolgere un’attività di tipo ambulatoriale per i pazienti che afferiscono al nostro ospedale, collabora con i reparti di degenza e il Day Hospital per garantire un supporto diagnostico-terapeutico per i casi di maggiore complessità, sostenuti da malattie del sistema nervoso centrale e periferico, malattia di Parkinson e Sclerosi Multipla, anch’esse causa di incontinenza urinaria.

Il 24 maggio una giornata dedicata a “Le terapie psicologiche di nuova generazione in ambito riabilitativo”

Il 24 maggio una giornata dedicata a “Le terapie psicologiche di nuova generazione in ambito riabilitativo”

2019-05-16
Il 24 maggio una giornata dedicata a “Le terapie psicologiche di nuova generazione in ambito riabilitativo”

Le terapie psicologiche di nuova generazione in ambito riabilitativo”: è questo il titolo del convegno organizzato e ospitato dal Presidio Sanitario San Camillo venerdì 24 maggio, con inizio alle 8.30 e conclusione alle 17.30. L'obiettivo è quello di presentare i nuovi approcci psicoterapeutici basati sull'integrazione tra aspetti cognitivi, emotivi e corporei e sull'attenzione all'esperienza qui e ora. Emerge un nuovo modello di benessere che fonda le proprie radici sull'accoglienza e sulla integrazione della sofferenza, sulla consapevolezza dei processi mentali più che dei contenuti, sulla flessibilità psicologica.

Nella prima parte della giornata tali approcci terapeutici verranno analizzati dal punto di vista neurofisiologico e dal punto di vista clinico applicativo, con la descrizione delle più recenti acquisizioni scientifiche e dell'evoluzione conseguente degli orientamenti psicoterapeutici. Particolare attenzione verrà rivolt alla Mindfulness, all'EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) e all'ACT (Acceptance and Commitment Therapy). Verrà presentato l'utilizzo di questi tre approcci nel contesto sanitario.

Nella seconda parte della giornata è prevista la possibilità per i partecipanti, di sperimentare in prima persona, grazie a esercizi guidati, l'esperienza della presenza consapevole come risorsa personale e nella relazione con il paziente.

 

Tra i relatori che interverranno sono presenti il dottor Marco Cavallo (Università degli Studi eCampus), la dottoressa Gabriella Bertino (supervisore EMDR, docente di Mindfulness clinica) e il dottor Massimo Castaldo (conduttore e formatore in percorsi di Mindfulness rivolti a medici, infermieri e psicologi).

 

 

Per informazioni e iscrizioni cliccare QUI

 

Foto: Pressfoto

Giornata mondiale per la sensibilizzazione dell'igiene delle mani: vince il Reparto Giallo

Giornata mondiale per la sensibilizzazione dell'igiene delle mani: vince il Reparto Giallo

2019-05-15
Giornata mondiale per la sensibilizzazione dell'igiene delle mani: vince il Reparto Giallo

Il Reparto Giallo ha vinto il concorso interno organizzato dal Presidio Sanitario San Camillo di Torino in occasione della Giornata mondiale di sensibilizzazione per l’igiene delle mani, celebrata domenica 5 maggio. L’idea era quella di coinvolgere tutti i reparti e i servizi della struttura creando su un cartellone bianco dato in dotazione a ciascuno il proprio world splash incentrato sulla frase “igiene delle mani”. La partecipazione è stata numerosa e coinvolgente: sono stati i dipendenti a votare con una scheda prestampata e a premiare tra i 12 poster presentati in concorso, appunto il Reparto Giallo, che si trova al piano terra, nell’ala destra della struttura e che è dedicato a padre Florindo Rubini, camilliano.

 

                                                                                    L'opera seconda classificata

 

Al secondo posto si è piazzato il Servizio di Neuropsicologia, al terzo il Reparto Rosso, situato al secondo piano, nell’ala sinistra, e dedicato a padre Lorenzo Benzi, camilliano. Il successo dell'iniziativa sottolinea come gli operatori del San Camillo abbiamo a cuore la prevenzione, propria e delle persone cui si dedicano. Un'attenzione costante, come raccontato in questa intervista da Eliana Lazzaris, coordinatrice infermieristica di reparto e infermeria addetta al controllo delle infezioni.

 

L'opera terza classificata

La musicoterapia al San Camillo: uno strumento prezioso per affrontare problematiche neurologiche

La musicoterapia al San Camillo: uno strumento prezioso per affrontare problematiche neurologiche

2019-05-08
La musicoterapia al San Camillo: uno strumento prezioso per affrontare problematiche neurologiche

Il Presidio Sanitario San Camillo di Torino dal 2001 offre un servizio di Musicoterapia, per un lavoro di équipe nell'affrontare le problematiche di salute che vengono prese in esame e curate. Il referente è il professor Maurizio Scarpa, musicista e musicoterapista.

Come nasce la musicoterapia?
Dalle esperienze umane. Nell'antica Grecia il dio Apollo calmava le ire con il suono della cetra. Ne parlavano Platone e Pitagora, la musica è sempre esistita come cura. Oggi si fa invece fatica ad accettarla, perché si pensa abbia solo una funzione commerciale. Da oltre quarant'anni la musicoterapia è stata attivata in tutto il mondo, in Italia non viene invece ancora riconosciuta come specializzazione sanitaria.

Come funziona?
La musica attiva aree cerebrali che non possono essere raggiunte in altri modi: le neuroscienze cominciano a capire perché la musicoterapia funzioni. Ed è naturale che sia così, perché tutte le caratteristiche della musica appartengono all'uomo.

Che cosa offre il servizio al San Camillo?
Al San Camillo lavoriamo con problematiche neurologiche: riabilitazione da ictus e malattia di Parkinson. Proponiamo una terapia individuale e di gruppo per l'ictus e soltanto di gruppo per il Parkinson, secondo metodologie che abbiamo sviluppato in quasi due decenni di esperienza.

Come intervenite sui malati di Parkinson?
La nostra metodologia prende origine da una stimolazione ritmico-volitiva conosciuta come RAS (Rhythmic Auditory Stimulation). Chi ha difficoltà nel controllo motorio, con il ritmo ristabilisce modalità del cammino: si batte il ritmo. Partendo dal RAS abbiamo creato un modello che va più sulla percezione ritmico-corporea. Se aiuti a migliorare la capacità autopercettiva del corpo si riesce a migliorarne il controllo: più mi conosco e più mi controllo. Lavoriamo sul respiro, sul movimento controllato, sul doppio compito (la capacità di compiere due azioni contemporaneamente) fino ad andare a sottrarre la musica perché il paziente ha sviluppato una capacità ritmica interiore e riesce a muoversi senza aiuto. I risultati sono interessanti.

E su chi è rimasto vittima di un ictus?
Una conseguenza dell'ictus è l'afasia. Lavoriamo molto sulla percezione corporea, usando diapason in bassa frequenza. Le vibrazioni ristabilizzano le funzioni corporee. È molto importante il respiro, che diventa suono: prima vocali, poi, sillabe, quindi parole delle canzoni. Chi è stato colpito da ictus fatica nel parlare non nel cantare. Raggiunta questa fase sottraiamo la musica per lasciare il solo lessico: si tratta di un training per difficoltà crescenti. In questo modo riusciamo ad agire su afasie importanti. Il lavoro deriva dal MIT (Melodic Intonation Therapy), una forma di musicoterapia dalle evidenze scientifiche importanti. Si tratta di Modified Melodic Intonation Therapy, nuovo modello adattato alle persone con cui ci confrontiamo.

Perché funziona il canto?
Attraverso il canto il paziente recupera un senso di autoefficacia che pensava di aver perduto. L'afasico ascolta e decodifica ma non riesce a esprimersi. Invece, quando canta, può farlo in modo chiaro, con conseguenze benefiche generali: scatta il sorriso, cambia la postura.

Quello del San Camillo è un lavoro di gruppo.
Il servizio di Logopedia coglie tutto e adatto quanto indicato dal musicoterapeuta: quale sia la velocità di espressione del paziente, quante sillabe pronunci al minuto. Le persone sono seguite da un'équipe che comprende Terapia occupazionale, Neuropsicologia e Psicologia clinica.

Come è il rapporto del paziente con la musicoterapia?
Solitamente si fidano, perché c'è di mezzo una relazione. Una relazione bella da instaurare, basata sul non verbale. Io parlo poco e allo scopo arriviamo sempre. Usiamo percussioni, strumenti a corda, che invento e costruisco. Poi a fiato, come fischietto e flauto. Sono importanti per un afasico, che deve imparare nuovamente a soffiare. Con i pazienti affrontiamo sedute intorno ai 50 minuti. Sono faticose emotivamente perché lavoriamo molto sulla spinta emotiva. Si sfrutta quello che è un desiderio per attivare le emozioni, è molto stancante.

All'inizio accennava al “non riconoscimento” della musicoterapia in Italia. Al San Camillo è diverso?
Al San Camillo hanno sempre creduto nella musicoterapia. Quando ho cominciato questa esperienza le mie relazioni erano controllate da padre Rossi: solo dopo ho scoperto che era un camilliano che insegnava musicoterapia vocale ad Assisi. Mi ha telefonato e incoraggiato. Otteniamo risultati facendo quattro trattamenti alla settimana. E con Musica e cura, la mia associazione, una volta al mese portiamo la musica al Presidio, per intrattenere i pazienti in un rapporto sempre più stringente.

"Le mani sono il principale veicolo di infezione, al San Camillo lavoriamo per un'opera continua di sensibilizzazione"

"Le mani sono il principale veicolo di infezione, al San Camillo lavoriamo per un'opera continua di sensibilizzazione"

2019-05-01

Domenica 5 maggio si celebra la Giornata mondiale di sensibilizzazione per l’igiene delle mani, un appuntamento particolarmente sentito al Presidio Sanitario San Camillo di Torino dove, quest'anno, è stato organizzato il concorso ”Una mano lava l’altra - World Splash”Eliana Lazzaris, coordinatrice infermieristica di reparto e infermeria addetta al controllo delle infezioni, spiega l’importanza del progetto che la vede coinvolta in prima persona: “Innanzitutto mi piace l’idea di coinvolgere l’AVO, l’Associazione Volontari Ospedalieri, spesso al nostro fianco nell’assistenza ai malati. Ci aiutano all’ora di pranzo e un pomeriggio alla settimana organizzano attività per i parenti e i pazienti. Era quindi importante che anche loro venissero interessati all’argomento igiene delle mani”.
Che, come conferma Eliana Lazzaris, rimangono il principale veicolo di infezione: “Stiamo cercando di fare un minimo di formazione sull’importanza di avere sempre le mani pulite. Proprio attraverso le mani si trasmette la grandissima maggioranza delle infezioni, anche tra paziente e paziente. Il Presidio San Camillo da tempo si è dotato di una serie di dispenser: sono presenti non solo in tutte le camere di degenza, ma anche sui carrelli degli operatori sanitari, sul carrello dell’igiene, sul carrello della medicazione, sul carrello della terapia, sul carrello per il cambio della biancheria. Non sempre c’è il tempo e il modo per raggiungere un lavandino e lavarsi con acqua e sapone. Ecco dunque l’importanza di questi dispenser con una soluzione alcolica”.
In realtà, esistono vari livelli di “igiene delle mani”, come spiega ancora Lazzaris: “Abbiamo tante modalità. Il classico acqua e sapone, la soluzione alcolica dei dispenser, il lavaggio delle mani chirurgico e ancora il lavaggio antisettico, quando bisogna effettuare una manovra invasiva sul paziente”. L’importante, in ogni caso, è recepire il messaggio. Le mani sono il principale veicolo di infezione e quindi occorre tenerle sempre pulite, soprattutto quando si ha a che fare con altre persone. Anche la Giornata mondiale di sensibilizzazione, anche il concorso del Presidio Sanitario San Camillo di Torino possono contribuire a ridurre concretamente il contagio.

Il 5 maggio è la Giornata mondiale dell'igiene delle mani: un concorso al San Camillo

Il 5 maggio è la Giornata mondiale dell'igiene delle mani: un concorso al San Camillo

2019-04-24
Il 5 maggio è la Giornata mondiale dell'igiene delle mani: un concorso al San Camillo

Il 5 maggio si celebra la Giornata mondiale di sensibilizzazione per l'igiene delle mani, un appuntamento voluto nel 2009 dall'Organizzazione mondiale della sanità. La data non è casuale perché cinque sono le dita della mano, e in ambito sanitario sono il veicolo più frequentemente implicato nella trasmissione di patogeni, e perché cinque sono i momenti individuati per l'igiene dellemani: prima del contatto con il paziente, prima di una manovra asettica, dopo l'esposizione a un liquido biologico, dopo il contatto con il paziente e dopo il contatto con quanto si trova intorno al paziente.

In occasione dell'evento il Presidio Sanitario San Camillo di Torino ha organizzato, per la prima volta, un concorso rivolto a tutti i reparti e ai servizi della struttura: “Una mano lava l'altra - Word Splash”. A ciascun reparto e servizio è stato dato in dotazione un cartellone bianco, sul quale creare il proprio word splash incentrato sulla frase “Igiene delle mani”. I lavori saranno esposti nel salone del piano terra da lunedì 29 aprile e lunedì 6 maggio e ogni dipendente potrà votare il suo preferito con una scheda prestampata, disponibile alla reception, da imbucare nell'apposito scatola.

Saranno premiati i tre migliori lavori e la cerimonia avverrà mercoledì 8 maggio durante l'iniziativa “Una mano lava l'altra”, organizzata dal Presidio in collaborazione con gli operatori dell'AVO e i pazienti.

Il Presidio Sanitario San Camillo si è dotato di una nuova Carta dei Servizi per i suoi pazienti

Il Presidio Sanitario San Camillo si è dotato di una nuova Carta dei Servizi per i suoi pazienti

2019-03-14
Il Presidio Sanitario San Camillo si è dotato di una nuova Carta dei Servizi per i suoi pazienti

Abbiamo dato una nuova veste grafica alla nostra Carta dei Servizi che racconta tutto il nostro impegno quotidiano nella cura dei malati sulle orme dell'insegnamento di San Camillo De Lellis.

All'interno di questo documento consultabile e scaricabile in questa pagina, si trovano tutte le informazioni per accedere ai percorsi di diagnosi, riabilitazione e cura del Presidio Sanitario San Camillo di Torino, una struttura ospedaliera di 120 posti letto, tra ricovero ordinario e Day Hospital, che ospita un poliambulatorio per le specialità di Recupero e Rieducazione funzionale, un servizio di Diagnostica per immagini e un importante polo per la Ricerca Universitaria e i Corsi di Formazione Avanzata con accreditamento ECM.

La Carta dei Servizi racconta i principi che guidano i percorsi di Riabilitazione e Cura, oltre che le missioni camilliane per i malati in Italia e nel mondo. Da sempre cerchiamo infatti di conciliare i principi ispiratori dell’Ordine camilliano, ossia lo spirito di servizio ai malati e ai bisognosi, con principi di efficienza ed efficacia. Per il bene dei nostri pazienti.

RICOVERO E SOGGIORNO

Il Presidio garantisce il ricovero ordinario per le patologie che richiedono cure riabilitative che non possono essere effettuate in ambulatorio o a domicilio. Il ricovero prevede visite mediche, assistenza infermieristica e riabilitativa e ogni atto e procedura diagnostica, terapeutica e riabilitativa necessaria per risolvere i problemi di salute del degente.

L’attesa dipende dalla disponibilità di posti letto e dall’eventuale condizione di priorità del trattamento riabilitativo. Al momento del ricovero in ospedale, che avviene ogni giorno feriale a esclusione del sabato, è necessario presentarsi presso l’Ufficio ricoveri per effettuare la registrazione.

Una volta completate le pratiche amministrative di registrazione, l’ospite sarà accolto dal personale incaricato (coordinatore, infermiere, operatore socio-sanitario), dotati di cartellino di riconoscimento, e accompagnato nel reparto di destinazione.

I reparti sono identificati da un colore: rosso, azzurro, lilla, giallo o verde. Al paziente sarà mostrata la propria camera e gli verranno trasmesse tutte le informazioni necessarie per agevolarne la permanenza. Nei giorni successivi, la “giornata tipo” di chi è ricoverato sarà scandita da appuntamenti fissi dedicati alla rieducazione funzionale e al recupero dell’autonomia complessiva secondo il progetto terapeutico riabilitativo individuale. I pazienti potranno ricevere visite nei giorni feriali tra le 16 e le 20, nei giorni festivi tra le 10.30 e le 12 e tra le 16 e le 20. La dimissione avviene di norma entro le ore 10.30 nei giorni feriali. La data viene comunicata al paziente (o ai suoi familiari, secondo disposizioni dell’interessato) dal medico di reparto con anticipo sufficiente a consentire di organizzare al meglio il rientro al domicilio. All’interno del Presidio Sanitario San Camillo sono a disposizione diversi servizi per rendere il soggiorno più apprezzabile: telefono, wi-fi, giornali e riviste, punto ristoro, parrucchiere, lavanderia.

SERVIZIO AMBULATORIALE

Il Presidio San Camillo offre un servizio ambulatoriale che comprende visite mediche, prestazioni specialistiche di riabilitazione, di diagnostica radiologica convenzionale, ecotomografia ed eco-color-doppler e densitometria ossea.

Presso il Poliambulatorio Ospedaliero è possibile prenotare una visita fisiatrica o neurologica, effettuare una valutazione protesica, intraprendere un percorso riabilitativo delle incontinenze sfinteriche, delle sindromi vertiginose o motorie. Inoltre sono presenti i servizio di radiologia diagnostica, di psicologia, di logopedia e di diagnostica per immagini.

L’orario dell’ufficio relazioni con il pubblico è il seguente: lunedì e venerdì ore 9-13, mercoledì ore 9-15. È anche disponibile un indirizzo e-mail: urp@h-sancamillo.to.it.

 

 

Il 21 maggio terzo appuntamento con il corso "Organizzazione aziendale della continuità assistenziale"

Il 21 maggio terzo appuntamento con il corso "Organizzazione aziendale della continuità assistenziale"

2019-04-05
Il 21 maggio terzo appuntamento con il corso

Avviato il 19 febbraio, il corso “Organizzazione aziendale della continuità assistenziale” prevede cinque appuntamenti per fornire una formazione concreta, fruibile nella prassi quotidiana, e per formulare possibili suggerimenti di miglioramento organizzativo. Due gli obiettivi. Interesse nazionale: integrazione tra assistenza territoriale e ospedaliera. Formativi di processo: sviluppo delle competenze nelle attività e nelle procedure idonee a promuovere il miglioramento di qualità, efficacia, appropriatezza e sicurezza degli specifici processi di produzione delle attività sanitarie.

Il primo appuntamento, svoltosi il 19 febbraio presso la sala convegni dell'ospedale Mauriziano, ha avuto come argomento “NOCC e NDCC: composizione, procedure, criticità e punti di forza”. Il secondo, il 2 aprile, è stato ospitato all'ospedale Molinette e ha trattato il tema “Cure domiciliari: criteri di presa in carico, tipologia di prestazioni, casistica, criticità e punti di forza. Attività per i minori”.

Il terzo appuntamento si svolgerà il 21 maggio presso l'Asl Città di Torino. Si parlerà di “CAVS: procedure e criteri di ingresso, casistica, tempi di attesa, tipologia dei pazienti”. Dopo l'estate seguiranno quelli del 15 ottobre e del 26 novembre, entrambi in sede da definire. È previsto un numero massimo di 50 partecipanti con profili sanitari e assistenti sociali. Ha priorità il personale dei NOCC e dei NDCC delle aziende e dei presidi.

Il corso è gratuito

Per ogni informazione rivolgersi a Giorgina Giolito, che si occupa della segreteria ECM e della parte organizzativa (0118199567 - g.giolito@h-sancamillo.to.it), dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13.


QUANDO
21 maggio (3° incontro), dalle 13 alle 17


DOVE
Asl Città di Torino (via San Secondo 29)


RESPONSABILE SCIENTIFICO
dottor Paolo Bruni (direttore sanitario Presidio San Camillo)


PROGETTISTA
dottoressa Daniela Corsi (medico NOCC - Direzione sanitaria Città della salute Torino)

Primo appuntamento per il corso "Trattamento fisico dell'edema linfovenoso": 11-14 maggio

Primo appuntamento per il corso "Trattamento fisico dell'edema linfovenoso": 11-14 maggio

2019-04-04
Primo appuntamento per il corso

La Terapia Decongestiva Complessa (TDC) è considerata, nelle Linee Guida della Società Internazionale di Linfologia (ISL), il trattamento d’eccellenza per la cura del linfedema. La maggior parte delle tecniche in uso hanno, ancora oggi, un fondamento puramente empirico. Il metodo insegnato nel corso deriva dalle metodiche storiche di Vodder e Leduc. Questi metodi sono stati revisionati grazie a metodiche di studio dei vasi linfatici all’avanguardia, che consentono di valutare l’efficacia delle tecniche usate per la decongestione dell’edema in tempo reale.

Il metodo si basa quindi su sperimentazioni cliniche ampiamente documentate nelle più rappresentative riviste scientifiche internazionali ed è considerato tra i più efficaci dalla comunità internazionale di Linfologia. L’unità di ricerca in Linfologia de l’Université Libre de Bruxelles persegue attivamente questa attività, in collaborazione con altri centri di ricerca europei, per ottimizzare costantemente le tecniche.

La finalità del corso organizzato presso il Presidio Sanitario San Camillo è di far acquisire ai partecipanti le competenze necessarie per la gestione ottimale dell’edema linfatico, a breve, medio e lungo termine, secondo le più recenti evidenze scientifiche, mediante l’insegnamento delle tecniche di linfodrenaggio manuale e bendaggio multicomponente, adattate alle diverse situazioni clinico riabilitative; l’utilizzo appropriato della pressoterapia e i criteri di scelta delle contenzioni elastiche terapeutiche.

L’apprendimento delle modalità di esecuzione delle manovre di linfodrenaggio manuale sarà immediato, per l’eccezionale opportunità di verificare, durante le esercitazioni, l’efficacia della propria manualità, mediante la visualizzazione dello spostamento della linfa, mediante Linfofluoroscopia. Il corso rispetta l’insegnamento “EVIDENCE BASED MEDICINE”.


 

QUANDO
dall'11 al 14 maggio


 

DOVE
Presidio Sanitario San Camillo
strada S. Margherita, 136 Torino
tel. 0118199411


 

DIRETTORE DEL CORSO E DOCENTE
Dottor Jean Paul Belgrado, PhD fisioterapista, docente dell’Università Libera di Bruxelles


 

TUTOR
Dottoressa Marzia Di Giulio, fisioterapista
Dottor Giuliano Natoli, fisioterapista

Per la parte dedicata alla Linfofluoroscopia il dottor Belgrado sarà coadiuvato dalla dottoressa Silvia Fontana


 

CREDITI
50 crediti ECM


 

INFORMAZIONI E ISCRIZIONI
Per informazioni e iscrizioni cliccare QUI

 

Le uova di Pasqua della Onlus Madian Orizzonti in vendita per promuovere la solidarietà pasquale

Le uova di Pasqua della Onlus Madian Orizzonti in vendita per promuovere la solidarietà pasquale

2019-04-15
Le uova di Pasqua della Onlus Madian Orizzonti in vendita per promuovere la solidarietà pasquale

Un’iniziativa pasquale per aiutare Madian Orizzonti-Missioni Camilliane finanziarie le proprie iniziative di solidarietà. Nascono così le uova di cioccolato, al latte o fondente, che in questi giorni, e fino al 21 aprile, si potranno trovare presso la sacrestia della chiesa di San Giuseppe di via Santa Teresa 22, presso la Farmacia Pensa, in via Cernaia 14, e presso Chave Arredamenti,  in via Pietro Micca 15. Anche il Presidio Sanitario San Camillo di Torino, con la sua sede in strada Comunale Santa Margherita 136, si è schierato al fianco dell’iniziativa di solidarietà portata avanti dalla Onlus dei religiosi camilliani di Torino, nata nel 2005 e diventata oggi un punto di riferimento importante per tutte le sue iniziative di solidarietà.

Haiti, Georgia, Kenya: sono soltanto alcuni dei paesi dove opera Madian Orizzonti. Sotto la Mole c’è una comunità di accoglienza per ammalati e senza fissa dimora italiani e non; in Georgia è sorto un centro per disabili che dal 2012 ospita oltre 500 persone; in Armenia il Redemptoris Mater è un ospedale da 110 posti letto che offre cure e assistenza medica. E poi ancora, Madian è presente in Argentina, in India, in Indonesia, in Kenia e in Nepal. Infine c’è Haiti, che merita una menzione particolare: tra Port au Prince, con il presidio socio sanitario Foyer Saint Camille e con la scuola primaria e secondaria Saint Camille, e Jérémie, con il Centro Ospedaliero per la cura delle lesioni cutanee, è tra i fiori all’occhiello della solidarietà firmata Madian Orizzonti. È il paese più povero del continente americano e dell’emisfero occidentale, quindi quello con più bisogno di aiuti. “Nell’ospedale c’è anche un reparto maternità - spiega Franca Berardi, che fa parte dell’organo direttivo nel segretariato missioni - e proprio in questi giorni una mamma ha avuto un parto trigemellare”. Anche per loro servirà l’iniziativa pasquale organizzata da Madian Orizzonti con le uova della solidarietà.

Il 24 maggio un corso dedicato alle terapie psicologiche di nuova generazione in ambito riabilitativo

Il 24 maggio un corso dedicato alle terapie psicologiche di nuova generazione in ambito riabilitativo

2019-03-19
Il 24 maggio un corso dedicato alle terapie psicologiche di nuova generazione in ambito riabilitativo

LE TERAPIE PSICOLOGICHE DI NUOVA GENERAZIONE IN AMBITO RIABILITATIVO

Le terapie psicologiche di nuova generazione in ambito riabilitativo”: è questo il titolo del corso organizzato e ospitato dal Presidio Sanitario San Camillo venerdì 24 maggio, con inizio alle 8.30 e conclusione alle 17.30. L'obiettivo dell'evento, che ha ottenuto il patrocinio dell'Ordine degli Psicologi del Piemonte, è quello di presentare i nuovi approcci psicoterapeutici basati sull'integrazione tra aspetti cognitivi, emotivi e corporei e sull'attenzione all'esperienza qui e ora.

Nella prima parte della giornata tali approcci vengono analizzati da un punto di vista neurofisiologico e clinico applicativo, descrivendo le più recenti acquisizioni scientifiche e l'evoluzione conseguente degli orientamenti psicoterapeutici, con particolare attenzione alla Mindfulness, all'EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) e all'ACT (Acceptance and Commitment Therapy). Verrà presentato l'utilizzo di questi tre approcci nel contesto sanitario.

La seconda parte della giornata prevede la possibilità, per i partecipanti, di sperimentare in prima persona, grazie a esercizi guidati, l'esperienza della presenza consapevole come risorsa personale e nella relazione con il paziente.

 

QUANDO
24 maggio, dalle 8.30 alle 17.30

 

DOVE
Presidio Sanitario San Camillo
strada Santa Margherita 136 - Torino
tel. 0118199411

 

PROGETTISTE DEL CORSO
dottoresse Elena Magli e Manuela Dotta

 

RESPONSABILE SCIENTIFICO DEL CORSO
dottoressa Elena Magli

 

RELATORI
dottoressa Gabriella Bertino
psicologa psicoterapeuta, supervisore EMDR, docente di Mindfulness clinica, conduttrice di gruppi Mindfulness

dottor Massimo Castaldo
psicologo psicoterapeuta e practitioner EMDR, conduttore di gruppi di Mindfulness clinica e formatore in percorsi di Mindfulness rivolti a medici, infermieri e psicologi

dottor Marco Cavallo
psicologo psicoterapeuta, ricercatore in Neuropsicologia presso l'Università degli studi eCampus

dottoressa Manuela Dotta
psicologa psicoterapeuta specialista in Psicologia della salute, terapeuta EMDR, conduttrice di gruppi Mindfulness, Presidio Sanitario San Camillo

dottoressa Patrizia Gindri
psicologa psicoterapeuta EMDR, responsabile Servizio di Psicologia, Presidio Sanitario San Camillo

dottoressa Laura Gullone
psicologa psicoterapeuta, conduttrice di gruppi Mindfulness, Presidio Sanitario San Camillo

dottoressa Elena Magli
psicologa psicoterapeuta, specialista in Psicologia della salute, practitioner EMDR, conduttrice di gruppi Mindfulness e ACT, Presidio Sanitario San Camillo

 

CREDITI
8 crediti Ecm

 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE
professionisti: 60 euro (comprensiva di coffee break e pranzo)
s
pecializzandi e studenti: 35 euro

 

INFORMAZIONI E ISCRIZIONI
Per informazioni e iscrizioni cliccare QUI

Mercoledì 17 aprile appuntamento con Update for lunch: Bando "Vivo meglio" Fondazione CRT

Mercoledì 17 aprile appuntamento con Update for lunch: Bando "Vivo meglio" Fondazione CRT

2019-04-10
Mercoledì 17 aprile appuntamento con Update for lunch: Bando

Torna l'appuntamento con Update for lunch, la serie di incontri di approfondimento su varie tematiche organizzato dal Presidio Sanitario San Camillo. Quello di mercoledì 17 aprile è finalizzato a presentare il bando "Vivo Meglio" della Fondazione CRT per progetti nell'ambito della disabilità. Al fine di poter partecipare con nuovi progetti verranno esposte le indicazioni e le tempistiche del bando e sarà raccontato un progetto del San Camillo già precedentemente svolto e finanziato.

 

QUANDO
mercoledì 17 aprile, dalle 12 alle 13

DOVE
sala convegni terzo piano

REFERENTI
Sara Gallo, Piero Bottino, Marcella Lepore

 

INFORMAZIONI E ISCRIZIONI
Per informazioni e iscrizioni cliccare qui

La formazione al San Camillo: una proposta a 360° per stare al passo con i tempi

La formazione al San Camillo: una proposta a 360° per stare al passo con i tempi

2019-03-27
La formazione al San Camillo: una proposta a 360° per stare al passo con i tempi

La formazione è uno degli aspetti fondamentali dell'attività sul territorio del Presidio Sanitario San Camillo a Torino. La struttura, oltre a essere un punto di riferimento per quanto riguarda la riabilitazione per patologie neurologiche e ortopediche e per la diagnostica per immagini, lo è anche per quanto riguarda l'attivazione di corsi che consentano agli operatori del settore di essere sempre aggiornati.

L'ideazione e la proposta degli eventi è curata dei responsabili per la formazione del Presidio Sanitario. Vengono ospitati dalla stessa struttura, nella sala Convegni che si trova al terzo piano, oppure sono organizzati in collaborazione con altre realtà di Torino. I corsi vedono la partecipazione di professionisti che aiutano i partecipanti ad approfondire gli argomenti messi a tema. E molti degli appuntamenti offrono anche la possibilità di accumulare crediti Ecm.

Un esempio di questa attività sul territorio è il corso “Organizzazione aziendale della continuità assistenziale”, strutturato in cinque momenti, il cui scopo è quella di proporre un modello di formazione concreta e fruibile nella prassi quotidiana, in modo da formulare possibili suggerimenti per un miglioramento organizzativo. Cominciato il 19 febbraio, la seconda data del corso è fissata per martedì 2 aprile, presso l'ospedale Molinette, in corso Bramante 90 a Torino.

A questo link trovate le informazioni complete e le modalità per iscriversi.

Giornata mondiale dell'autismo, una malattia che vede il San Camillo di Torino in prima fila

Giornata mondiale dell'autismo, una malattia che vede il San Camillo di Torino in prima fila

2019-04-02
Giornata mondiale dell'autismo, una malattia che vede il San Camillo di Torino in prima fila

Il 2 aprile è la giornata mondiale dedicata all'autismo, una problematica che spiazza le famiglie quando scoprono che un loro figlio ne soffre. Il Presidio Sanitario San Camillo di Torino è diventato, nel corso degli anni, un punto di riferimento per quanto riguarda i disturbi dello spettro autistico, grazie agli specialisti che lavorano nella struttura della Riabilitazione e grazie alla possibilità di garantire a padri e madri un servizio che vada oltre la sola presa in carico della malattia.

Il centro del Presidio è nato nel 2003 con il DH VEGA, che approccia l'autismo secondo il programma TEACCH, un modello riabilitativo sperimentato negli Stati Uniti e di ispirazione cognitivo-comportamentale. La scelta di questo metodo è stata fatta anche perché la strutturazione di tempi e spazi di trattamento risultava efficace nell'approccio alle difficoltà presentate dai ragazzi inseriti e nell'organizzazione di un servizio di riabilitazione che presentasse caratteristiche di multidisciplinarietà.

Oggi l'équipe del Presidio è formata da due educatori professionali (uno dei quali si incarica del coordinamento), una psicologa, una infermiera in carico al Day Hospital, un medico fisiatra, una neuropsichiatra infantile, una logopedista, una neuropsicologa e una neuropsicomotricista. Nel corso degli anni sono state accumulate importanti esperienze che, nel 2018, si sono tradotte in “Giochi non solo per gioco”, un manuale dedicato ai genitori in cui viene raccontata una pratica sul territorio lunga quindici anni. Si tratta di giochi alla portata di tutti, che possono essere costruiti con materiale che si reperisce facilmente e che aiutano a interagire con chi è colpito da un disturbo dello spettro autistico. Un sostegno prezioso, che non lascia sole le persone.

 

 

Primo appuntamento con il corso "Organizzazione aziendale della continuità assistenziale"

Primo appuntamento con il corso "Organizzazione aziendale della continuità assistenziale"

2019-02-06
Primo appuntamento con il corso

ORGANIZZAZIONE AZIENDALE DELLA CONTINUITÀ ASSISTENZIALE

Avrà inizio il 19 febbraio il corso “Organizzazione aziendale della continuità assistenziale”: cinque appuntamenti per fornire una formazioneconcreta, fruibile nella prassi quotidiana, e per formulare possibili suggerimenti di miglioramento organizzativo. Due gli obiettivi. Interesse nazionale: integrazione tra assistenza territoriale e ospedaliera. Formativi di processo: sviluppo delle competenze nelle attività e nelle procedure idonee a promuovere il miglioramento di qualità, efficacia, appropriatezza e sicurezza degli specifici processi di produzione delle attività sanitarie.

Primo appuntamento il 19 febbraio presso la sala convegni dell'ospedale Mauriziano, dal titolo “NOCC e NDCC: composizione, procedure, criticità e punti di forza”. Gli altri sono in programma il 2 aprile (ospedale Molinette), il 21 maggio (ASL Città di Torino), il 15 ottobre (da definire) e il 26 novembre (da definire). È previsto un numero massimo di 50 partecipanti con profili sanitari e assistenti sociali. Ha priorità il personale dei NOCC e dei NDCC delle aziende e dei presidi


 

Per ogni informazione rivolgersi a Giorgina Giolito, che si occupa della segreteria ECM e della parte organizzativa (0118199567 – g.giolito@h-sancamillo.to.it), dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13.


 

QUANDO
19 febbraio (1° incontro), dalle 13 alle 17


 

DOVE
sala convegni ospedale Mauriziano (corso Turati 62, Torino)


 

RESPONSABILE SCIENTIFICO
dottor Paolo Bruni (direttore sanitario Presidio San Camillo)


 

PROGETTISTA
dottoressa Daniela Corsi (medico NOCC - Direzione sanitaria Città della salute Torino)


 

DOCENTI 1° INCONTRO
Eva Anselmo (ASL TO4)
Liliana Cocozza (A.O. ordine Mauriziano Torino)
Daniela Corsi (Città della salute Torino)
Maria Roberta Crua (ASL TO5)
Federica Gamna (A.O.U. San Luigi Orbassano)
Lorenzo Marchese (Presidio Ausiliatrice Fondazione Don Gnocchi)
Edoardo Milano (Presidio sanitario San Camillo Torino)
Marina Nicoletti (ASL TO3)
Roberto Russo (Presidio ospedaliero Cottolengo)
Maria Luisa Toso (Presidio ospedaliero Gradenigo)
Fabiano Zanchi (ASL Città di Torino)
Maurizia Zucca (A.O. ordine Mauriziano Torino)


 

CREDITI
5 crediti ECM


 

Informazioni e iscrizioni
Per informazioni e iscrizioni cliccare QUI

Il 2 aprile secondo appuntamento per il corso "Organizzazione aziendale della continuità assistenziale"

Il 2 aprile secondo appuntamento per il corso "Organizzazione aziendale della continuità assistenziale"

2019-03-28
Il 2 aprile secondo appuntamento per il corso

Avviato il 19 febbraio, il corso “Organizzazione aziendale della continuità assistenziale” prevede cinque appuntamenti per fornire una formazione concreta, fruibile nella prassi quotidiana, e per formulare possibili suggerimenti di miglioramento organizzativo. Due gli obiettivi. Interesse nazionale: integrazione tra assistenza territoriale e ospedaliera. Formativi di processo: sviluppo delle competenze nelle attività e nelle procedure idonee a promuovere il miglioramento di qualità, efficacia, appropriatezza e sicurezza degli specifici processi di produzione delle attività sanitarie.

Il primo appuntamento, svoltosi il 19 febbraio presso la sala convegni dell'ospedale Mauriziano, aveva come argomento “NOCC e NDCC: composizione, procedure, criticità e punti di forza”. Il secondo, il 2 aprile, verrà ospitato all'ospedale Molinette e tratterà “Cure domiciliari: criteri di presa in carico, tipologia di prestazioni, casistica, criticità e punti di forza. Attività per i minori”. Seguiranno quelli del 21 maggio (ASL Città di Torino), del 15 ottobre (sede da definire) e del 26 novembre (sede da definire). È previsto un numero massimo di 50 partecipanti con profili sanitari e assistenti sociali. Ha priorità il personale dei NOCC e dei NDCC delle aziende e dei presidi.

Il corso è gratuito

Per ogni informazione rivolgersi a Giorgina Giolito, che si occupa della segreteria ECM e della parte organizzativa (0118199567 - g.giolito@h-sancamillo.to.it), dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13.


QUANDO
2 aprile (2° incontro), dalle 13 alle 17


DOVE
ospedale Molinette (corso Bramante 90, Torino)


RESPONSABILE SCIENTIFICO
dottor Paolo Bruni (direttore sanitario Presidio San Camillo)


PROGETTISTA
dottoressa Daniela Corsi (medico NOCC - Direzione sanitaria Città della salute Torino)

 

DOCENTI
Paola Cento Vella (ASLTO3)
Daniela Corsi (Direzione sanitaria Città della salute Torino)

Ferdinando Di Masi (ASLTO4)
Maria Beatrice Luzzi (ASLTO3)

Carlo Pontillo (ASL Città di Torino)
Samanta Ronco (ASLTO5)
 

INFORMAZIONI E ISCRIZIONI
Per informazioni e iscrizioni cliccare QUI

 

Archivio news

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