Open Day del “Corso di alta formazione in Neuropsicologia dell’età evolutiva e disturbi del neurosviluppo”

2019-07-18
Open Day del “Corso di alta formazione in Neuropsicologia dell’età evolutiva e disturbi del neurosviluppo”

Il “Corso di alta formazione in Neuropsicologia dell’età evolutiva e disturbi del neurosviluppo: dalla teoria alla pratica clinica” individua il principale obiettivo nell'offerta di conoscenza e suggerimenti finalizzati alla pratica clinica per una presa in carico integrata del minore. L'esigenza di una tale proposta nasce dopo aver constatato come in tempi relativamente recenti - e contestualmente con l’evoluzione esplosiva delle conoscenze in ambito neuroscientifico - sia stato possibile osservare un progressivo movimento di affermazione delle discipline che studiano la neuropsicologia dell’età evolutiva in quanto corpo dottrinale autonomo rispetto ai più numerosi e affermati studi che riguardano il mondo dell’adulto e dell’anziano. Di conseguenza, a fronte di un sapere sempre più raffinato e concreto, è particolarmente avvertita l’esigenza di contestualizzare le conoscenze in ambito clinico, riguardanti gli aspetti diagnostici e quelli attinenti alle possibilità di recupero, rappresentate soprattutto dalle tecniche riabilitative.

Il corso, progettato dalle dottoresse Manuela Rogina e Patrizia Gindri (quest'ultima ne è anche il responsabile scientifico), si svolgerà tra marzo 2020 e aprile 2021 presso il Presidio Sanitario San Camillo a Torino. E nella stessa sede verrà presentato durante l'Open Day programmato per il 9 settembre, dalle 21 alle 22.30.

All'Open Day occorre prenotarsi con una mail: p.gindri@h-sancamillo.to.it e manuela.rogina@libero.it

“Corso di alta formazione in Neuropsicologia dell'Età Evolutiva e Disturbi del Neurosviluppo: dalla teoria alla pratica clinica”

2019-07-01
“Corso di alta formazione in Neuropsicologia dell'Età Evolutiva e Disturbi del Neurosviluppo: dalla teoria alla pratica clinica”

illustrazione di Valeria Tomasi

Presentazione del corso

In tempi relativamente recenti, contestualmente all’evoluzione esplosiva delle conoscenze in ambito neuroscientifico, è stato possibile osservare un progressivo movimento di affermazione delle discipline che studiano la neuropsicologia dell’età evolutiva in quanto corpo dottrinale autonomo rispetto ai più numerosi e affermati studi che riguardano il mondo dell’adulto e dell’anziano.

Di conseguenza, a fronte di un sapere sempre più raffinato e concreto, è particolarmente avvertita l’esigenza di contestualizzare le conoscenze in ambito clinico, riguardanti sia gli aspetti diagnostici sia quelli attinenti alle possibilità di recupero, rappresentate soprattutto dalle tecniche riabilitative. In tale ottica nasce il “Corso di Alta Formazione in Neuropsicologia dell’Età Evolutiva e Disturbi del Neurosviluppo” che individua il proprio principale obiettivo nell’offrire conoscenze e suggerimenti finalizzati alla pratica clinica per una presa in carico integrata del minore.

La scelta di destinare, e pertanto limitare, la proposta formativa a Medici e Psicologi si giustifica sulla base di un’esigenza di individuare il focus nel management clinico, includendo sia aspetti inerenti alla formulazione diagnostica ed alla progettualità terapeutica, sia aree relative alla gestione di immancabili criticità familiari, scolastiche e socio-ambientali. Il Corso è dunque stato pensato come un percorso formativo multidisciplinare integrato tenendo conto del funzionamento neuropsicologico in età evolutiva e delle possibili manifestazioni di disturbo e psicopatologia.

La scelta dei docenti è stata altresì pensata per un ampio confronto fra i vari ambiti della neuropsicologia dell’età evolutiva e dunque poter integrare ricerca scientifica, intervento clinico ed aspetti sociali e normativi.

Programma

10 moduli, 120 ore di lezioni frontali, strumenti diagnostici e pratica operativa con materiale audiovisivo e attività laboratoriali; attività di supervisione casi sia in individuale che di gruppo, anche online. Si prevede un bonus di un’ora di supervisione su un caso clinico da concordare anche successivamente alla chiusura del Corso. La direzione si riserva di apportare eventuali variazioni relative a docenti e date.

Obiettivi formativi

Fornire una conoscenza clinica e scientifica integrata di tipo neurocognitivo e psicosociale solida ed ampia, che permetta il corretto utilizzo di strumenti nell’area dell’Età Evolutiva e dei Disturbi del Neurosviluppo. L’insegnamento di una presa in carico completa dei bambini, adolescenti e del loro sistema familiare e sociale: dal riconoscimento delle difficoltà alla valutazione (attraverso l’utilizzo di strumenti specifici) al fine di pianificare un intervento abilitativo-riabilitativo integrato. 

ECM

È stato richiesto l’accreditamento di 50 crediti ECM per il 2020 e 50 per il 2021 per Medici e Psicologi. L’attestato ECM sarà rilasciato solo ed esclusivamente ai partecipanti che avranno superato il questionario di apprendimento e che avranno raggiunto la soglia minima di partecipazione (90% di frequenza).

Responsabile scientifico

dott.ssa Patrizia Gindri

Progettista del Corso (Direttori Didattici)

dott.sse Manuela Rogina e Patrizia Gindri

I docenti del Corso sono costantemente affiancati dal Direttore Scientifico e/o Didattico del Corso con la funzione di coordinare e monitorare i partecipanti nell’apprendimento dei contenuti dei singoli moduli.

Docenti

Maurizio Arduino

Psicologo Dirigente in ruolo nel Servizio Sanitario Nazionale. Psicologo Dirigente, Responsabile Coordinamento Attività sull’autismo ASL 15, 16 e 17 Regione Piemonte. Coordinatore attività per l’autismo presso l’ASL CN1 di Mondovì. Condirettore della rivista “Autismo e Disturbi dello sviluppo”. Fa parte del gruppo di lavoro istituito dalla Regione Piemonte per l’autismo. Membro del comitato scientifico di ANGSA, di Autismo Italia e del Progetto Autismo PRIA della Regione Emilia Romagna. È Professore per l’insegnamento “Handicap e Riabilitazione” presso la Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute dell’Università di Torino.

Cesare Cornoldi

Professore Ordinario di Psicologia dell’Apprendimento professore di Psicologia Generale presso la facoltà di Padova. Responsabile del laboratorio di memorie di apprendimento del dipartimento di Psicologia dell'Ateneo, dirige progetti di ricerca sperimentale nell'ambito della Psicologia Cognitiva. Presidente AIRIPA.

Chiara Davico

Medico Chirurgo specialista in Neuropsichiatria Infantile, Ricercatrice (a tempo determinato) presso Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatrica. Docente presso Corso di Laurea in terapia della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva di Torino.

Chiara Gagliardi

Neuropsichiatria Infantile e Psicoterapeuta Età Evolutiva, svolge attività clinica, riabilitativa e di ricerca in ambito neurocognitivo e neuroriabilitativo, con particolare interesse per i disturbi dello sviluppo cognitivo e dell’apprendimento non verbali e ai quadri di disabilità neuromotoria e sindromici. Responsabile di attività di formazione in team anche multi professionali anche con accreditamento DSA. Docente in corsi universitari, Master di I e II livello sui Disturbi dell’Apprendimento e i Disturbi di Sviluppo. Svolge attività di progettazione e realizzazione di servizi integrati in ambito socio-sanitario. Autrice di pubblicazioni di livello internazionale su riviste indicizzate e di capitoli di libri.

Marina Gandione

Neuropsichiatra Infantile. Docente presso il Dipartimento di Scienze pediatriche e dell’Adolescenza e Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche dell’Università degli Studi di Torino. Ex Responsabile della Sezione Piccoli del reparto di degenza della sezione di Neuropsichiatria infantile presso il Dipartimento di Scienze Pediatriche e dell’Adolescenza dell’Università degli Studi di Torino dove era coordinatrice del gruppo di lavoro per la diagnosi dei Disturbi dello Spettro dell’Autismo e del gruppo di lavoro per i Disturbi Alimentari su base non organica nei pazienti preadolescenti ed i relativi ambulatori.

Geninatti Neni Giovanni

Neuropsichiatra Infantile. Ex Responsabile dell’unità operativa territoriale specializzata per la “diagnosi e presa in carico dei disturbi pervasivi dello sviluppo” dell’ASL TO 1. Consulente Neuropsichiatra presso il Presidio Sanitario San Camillo.

Marco Gilardone

Specialista in Foniatria e Audiologia. Professore a contratto, Corso di laurea in Logopedia, Università degli Studi di Milano. Responsabile del Servizio di Foniatria, Audiologia, Dipartimento di Scienze Riabilitative, Casa di Cura del Policlinico di Milano. Consulente CPL Rivoli.

Patrizia Gindri

Psicologa-psicoterapeuta. Responsabile del Servizio di Psicologia del Presidio Sanitario San Camillo di Torino. Docente a contratto del Dipartimento di Psicologia. Docente del Master Universitario “Autismi “. Docente presso la Scuola di Specializzazione di Psicologia della Salute e nella Scuola di Specializzazione in Neuropsicologia.

Daniela Lucangeli

Professore ordinario di psicologia dello sviluppo presso l’Università di Padova. Presidente dell’Associazione per il Coordinamento Nazionale degli Insegnanti Specializzati (CNIS) e membro di numerose associazioni di ricerca nazionale e internazionale (IARLD, AIRIPA, AIP-Sviluppo). Componente Comitato Scientifico European Agency for Development in Special Needs Education. Componente del Comitato Tecnico Scientifico, presso il Ministero della Pubblica Istruzione, che ha elaborato la Legge 170/2010 “Norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico. Dipartimento di Psicologia UNIPD. Presidente nazionale CNIS.

Luigi Marotta

Logopedista e formatore presso l’IRCSS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Santa Marinella. Vicepresidente dell’Associazione Scientifica Italiana Logopedisti. Direttore del Master di Logopedia clinica in età evolutiva dell’Università LUMSA di Roma. Direttore della rivista «Logopedia e Comunicazione» e della Collana Logopedia in Età Evolutiva. Docente Accademia di Neurosviluppo, Parma. Membro della I Consensus Conference Nazionale 2018 Federazione Logopedisti Italiani e CLASTA per le “Linee Guida sui Disturbi Evolutivi Specifici di Linguaggio”.

Simona Moschini

Psicologa-Psicoterapeuta. Collaboratrice e docente presso l’Università di Torino per la Facoltà di infermieristica, consulente tecnico d’ufficio (C.T.U) per il Tribunale di Torino e CTP, psicologa convenzionata in qualità di esperto ex art.80 per l’osservazione scientifica della personalità, del trattamento e dei “nuovi giunti” per il Ministero di Grazia e Giustizia, docente per Enti di formazione. Operatrice sociale esperta rationae in ambito delle Commissioni Medico- Legali dell’INPS. Consulente CPL Rivoli.

Anna Maria Re

Psicologa. Docente presso ilDipartimento di Psicologia dell’Università degli studi di Torino. Socio GATE- Italy. Membro del direttivo dell’associazione CNIS. Socio AIRIPA. Socio AIDAI. Socio IARLD.

Manuela Rogina

Psicologa Psicoterapeuta esperta in Neuropsicologia dell’Età Evolutiva. Socio fondatore e responsabile CPL Rivoli. Conduce numerose attività di formazione sui DSA rivolte a insegnanti e clinici. Membro del Gruppo di Lavoro dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte DSA e BES.

Barbara Sini

Ricercatrice Universitaria presso Dipartimento di Psicologia di Torino. Psicoterapeuta analista SIPI. Socia fondatrice di Ludis S.r.l, spin-off accademico per la ricerca e interventi sui disturbi dell'apprendimento.

Danila Siravegna

Tnpee. Coordinatrice Servizio di Riabilitazione NPI Città della Salute e della Scienza di Torino, Ospedale Regina Margherita. Tutor e Docente presso Corsi di Laurea Triennali per le discipline inerenti la Riabilitazione Psicomotoria in età evolutiva. Esperta nella valutazione e nel trattamento delle principali patologie del neurosviluppo, in particolare dei Disturbi della Coordinazione Motoria, nell’area prassica, visuo-percettiva e visuo-spaziale, e della loro correlazione con le problematiche dell’apprendimento e dello sviluppo neuropsichico.

Luogo

Presidio Sanitario San Camillo Strada S. Margherita, 136 Torino
Periodo del corso: MARZO 2020 – APRILE 2021
Orari: al venerdì pomeriggio (parte teorica) 13-18
e tutta la giornata del sabato (strumenti 9-13 e metodologia di intervento 14-18).
OPEN DAY: 9 settembre 2019 presso il Presidio Sanitario San Camillo dalle 21 alle 22:30,
previa prenotazione tramite e-mail (p.gindri@h-sancamillo.to.it e manuela.rogina@libero.it)

Modalità d’iscrizione

È prevista una valutazione delle candidature attraverso l’analisi dei CV per l’ammissione al Corso. La quota di iscrizione è pari a euro 2400 (iva compresa) da versare anche in tre rate (1000 euro prima rata, 700 euro seconda e terza rata). È prevista una riduzione a 2200 euro (iva compresa) per gli iscritti che formalizzeranno l’iscrizione entro il 15/01/2020, per gli ex tirocinanti del San Camillo da versare anche in tre rate (1000 euro prima rata, 600 euro seconda e terza rata).

Segreteria organizzativa

Giorgina Giolito e Alessia Donati (Presidio Sanitario S. Camillo).
Pagamento attraverso bonifico bancario Fondazione Opera San Camillo BANCA PROSSIMA S. P. A. IBAN IT72V0335901600100000073035.

Inviare la scheda d’iscrizione all’indirizzo: segreteria.formazione@h-sancamillo.to.it

Il Bilancio Sociale 2018: tante storie per raccontare come opera concretamente il San Camillo

2019-07-10
Il Bilancio Sociale 2018: tante storie per raccontare come opera concretamente il San Camillo

Il 18 settembre San Camillo presenterà il Bilancio Sociale 2018: si tratta di un appuntamento particolarmente importante per il Presidio Sanitario. Ne parliamo con Marco Salza, Direttore generale dell'ospedale.

Perché il San Camillo si è dotato di un Bilancio Sociale?
Per motivi diversi. In primo luogo, perché riteniamo che sia un momento di sintesi e di verifica al nostro interno di quello che è stato l'andamento dell'ospedale. In secondo luogo, per un motivo di trasparenza rispetto a una responsabilità che sentiamo importante nei confronti del Servizio Sanitario regionale, che ci affida - attraverso la convenzione - un budget significativo, che abbiamo il dovere di utilizzare nel miglior modo possibile e in maniera trasparente. Infine perché vogliamo comunicare ai nostri principali stakeholder le iniziative, i progetti e le attività che il Presidio è riuscito a portare avanti nel corso dell'anno, con successo oppure con fatica.

Che cosa troveremo nel Bilancio Sociale 2018?
Siamo all'ottava edizione di questa iniziativa e ci siamo resi conto che erano importanti due elementi fondanti. Il primo è che un Bilancio Sociale non deve essere un'autocelebrazione. Per questo motivo la sua redazione avviene attraverso il coinvolgimento di due partner importanti come il Dipartimento Management dell'Università di Torino e l'Ordine di commercialisti revisori contabili della Provincia di Torino che certificano il documento: lo scriviamo noi, ma passa attraverso questo filtro significativo.

E il secondo?
Ci siamo detti come fosse importante cercare di dare una svolta anche al documento. Traduco: continueremo a seguire il Metodo Piemonte per il Bilancio Sociale, promosso dall'Ordine dei commercialisti. Però, restando fedeli a questo metodo, vogliamo dare una rappresentazione diversa del Presidio, attraverso una metodologia interna nostra. In anni passati il Bilancio Sociale forniva una immagine dell'ospedale molto spezzettata in diversi servizi, non fotografando lo spirito di stretta collaborazione e relazione che invece vige, come metodologia di lavoro, all'interno del San Camillo. Così quest'anno non assisteremo a un mero elenco dei diversi servizi ma abbiamo deciso di raccontare delle storie. Vale a dire: raccogliere i progetti più significativi e trasversali tra i diversi servizi che hanno caratterizzato il 2018 e che hanno avuto più o meno successo. Queste storie faranno sempre riferimento, proprio perché vogliamo rimanere agganciati al Metodo Piemonte, ai diversi capitali che caratterizzano il San Camillo: Umano, Intellettuale, Sociale-Relazionale, Naturale, Finanziario-Organizzativo. Al loro interno saranno rappresentate alcune delle esperienze più importanti che ci hanno visti maggiormente impegnati nel 2018.

Perché è nata questa esigenza?
Per sottolineare una delle caratteristiche più pregnanti del nostro ospedale, che è monospecialistico e che si occupa soprattutto di riabilitazione: è caratterizzato da una modalità di lavoro che potrebbe apparire scontata, ma che in realtà non lo è. Ovvero, la stretta collaborazione tra i diversi servizi. Se, per esempio, un paziente ha un ictus, è seguito dal gruppo dei medici, e poi dagli infermieri. dai fisioterapisti, dai logopedisti, dai terapisti occupazionali, dagli psicologi, dai neuropsicologi: una quantità notevole di professionisti diversi. Per questo diventano fondamentale la comunicazione e la costruzione di progetto riabilitativo tra tutti questi servizi. Uno dei punti di forza è lavorare con modalità di condivisione del progetto. Da qui l'idea di raccontare delle storie che siano il più trasversali possibile, che abbiano coinvolto più servizi possibili, elemento caratterizzante del nostro modo di lavorare.

Un esempio?
Ce ne sono alcune di cui siamo più orgogliosi. Come il Foglio Unico di Terapia, che ci permette di gestire la logistica del paziente e di avere una organizzazione della giornata riabilitativa del nostro utente più ricca e performante. E poi il progetto su attenzione e cura dei caregiver. Fanno parte delle storie che racconteremo, utili come esperienze da diffondere.

Ma parlate anche di quello che non avete raggiunto.
Per una questione di obiettività, perché ci sono progetti che, ahimé, a volte falliscono: e si migliora anche prendendo coscienza di errori e di esperienze che non sono andate perfettamente in porto. Tutto fa parte della storia dell'ospedale e tutto aiuta a far crescere.

Come si pone il San Camillo all'interno del panorama sanitario piemontese?
La presentazione del Bilancio Sociale è un'altra modalità con cui difendere il nostro Servizio Sanitario Nazionale. È un momento storico particolarmente difficile perché le risorse sono sempre più limitate. Abbiamo la necessità di utilizzarle correttamente e in modo appropriato. Per questo vogliamo collaborare con il Servizio Sanitario Nazionale nella ricerca ulteriore della tutela della salute, che sentiamo come un principio cui facciamo riferimento, in quanto Presidio, e quindi struttura equiparata al pubblico.

Ha parlato della collaborazione tra i vari servizi: i vostri degenti la avvertono?
Penso che la migliore risposta venga dai questionari di gradimento che misurano la qualità dell'offerta che riusciamo a dare ai nostri pazienti, dati di cui essere assolutamente orgogliosi: una percentuale altissima dichiara la sua soddisfazione rispetto a quanto ricevuto quando è nostro ospite. Sono dati online, tutti i pazienti che escono dal San Camillo compilato un questionario che semestralmente raccogliamo e verifichiamo. Ci permette di cercare di correggere anche i limiti.

A proposito di online: troveremo il Bilancio Sociale sul sito del San Camillo.
Ospiterà la parte tabellare, nell'ambito di un discorso legato alla trasparenza e alla comunicazione. Tutti potranno trovare dati e numeri che hanno caratterizzato il 2018. Invece il 18 settembre, giorno della presentazione, distribuiremo un documento cartaceo, che racconterà essenzialmente quelle storie cui ho già accennato.

Qual è il suo auspicio come Direttore generale del San Camillo?
La condivisione del Bilancio Sociale viene al termine di un cammino. Nell'ottica della tutela della salute e della collaborazione che vogliamo avere con il Servizio Sanitario Regionale, sono convinto che si possa migliorare decisamente tutto quanto avviene prima del Bilancio Sociale, con la pianificazione e la sottoscrizione di accordi che dobbiamo prendere con SSR e ASL. Se c'è un auspicio è che gli spazi di dialogo e confronto, con le finalità accennate, siano ancora più ampi e numericamente più significativi di quanto già avviene.

Il progetto "caregiver" al San Camillo: addestrare e sostenere le persone che assistono chi è colpito da ictus

2019-06-13
Il progetto
 

Il Presidio Sanitario San Camillo di Torino ha deciso di dar vita a un progetto sulla presa in carico dei “caregiver” di pazienti colpiti da icuts. Ne parliamo con la dottoressa Camilla Gatti.
L’idea di questo progetto nasce con l’intento di implementare un intervento educativo e di supporto per i caregiver di pazienti affetti da ictus. Nella pratica clinica quotidiana i caregiver vengono individuati e addestrati, ma non sempre in modo continuo o documentato, cosi che spesso restano delle lacune oppure non si effettua un intervento sinergico tra i vari professionisti della riabilitazione. È ormai assodato e supportato dalla letteratura che la presa in carico del paziente colpito da ictus debba avvenire a livello di équipe interdisciplinare e che è altrettanto necessario individuare e coinvolgere nel progetto riabilitativo il caregiver informale, nell’ottica di un rientro a domicilio funzionale e nei tempi di degenza stabiliti. Un caregiver correttamente educato e addestrato rispetto all’assistenza sarà in grado di gestire appropriatamente il proprio caro a casa e saprà divincolarsi nella matassa delle complicanze burocratiche che spesso rendono più complesse alcune fasi necessarie come, ad esempio, la richiesta di invalidità o la gestione degli ausili. La formazione del caregiver, perché sia realmente efficace, deve avvenire fin dai primi giorni di ricovero del paziente e deve essere strutturata e documentata, in modo da evidenziare le criticità e risolverle durante il periodo di ospedalizzazione, nell’ottica di un passaggio fluido verso il domicilio, eventualmente in continuità con le strutture del territorio, qualora ve ne sia la necessità.

Quali sono gli obiettivi perseguiti?
Il cuore di questo progetto è di implementare un intervento che preveda i seguenti obiettivi

  • sviluppare e implementare strumenti di supporto che facilitino la comunicazione all’interno dell’équipe riabilitativa

  • coordinare e rendere maggiormente sinergica e documentata la presa in carico dei caregiver di pazienti colpiti da ictus

  • educare i caregiver rispetto ai bisogni assistenziali specifici del malato

  • facilitare la dimissione al domicilio

  • far acquisire un senso di efficacia rispetto a quella che sarà la gestione della persona al termine del ricovero

  • favorire la soddisfazione degli operatori rispetto ai risultati raggiunti con il nucleo paziente-caregiver dopo l’intervento educativo

Dottoressa Gatti, può scendere ancor più nel dettaglio?
In particolare per attuare l’intervento educativo vero e proprio saranno proposte delle skills educative prevalentemente sotto forma di check list (realizzate in collaborazione con fisioterapisti, terapisti occupazionali e logopedista). Ogni check list comprenderà una valutazione del livello di apprendimento del caregiver per fasi: primo momento di addestramento e successivi rinforzi. Ogni fase sarà documentata e firmata dall’operatore che la effettuerà. Si potrà definire raggiunto l’obiettivo educativo quando il caregiver sarà autonomo nell’eseguire la tecnica. Questo intervento sarà supportato anche da un opuscolo contenente informazione sulla patologia, sul servizio riabilitativo, sull’accesso ai servizi e sulla gestione della parte burocratica (invalidità, richiesta ausili, montascale, altro). Viene inoltre proposto ai caregiver un servizio di“sportello d’ascolto” gestito da alcuni membri dell’associazione A.L.I.C.E onlus.

Qual è il principale compito del caregiver e a quale formazione viene sottoposto presso il Presidio Sanitario San Camillo?
Preferiamo non attribuire un “compito “ ai caregiver. L’idea è quella di coinvolgerlo nel percorso riabilitativo che intraprende il paziente, ogni diade paziente-caregiver ha una storia a sé che va indagata e assimilata nel percorso di cura. Ciò che si vuole proporre è un percorso individualizzato sulla base dei bisogni del singolo paziente. Il caregiver viene poco a poco addestrato a rispondere ai bisogni del proprio caro, dalla comunicazione fino alle attività di base come mobilizzazione e igiene personale. La formazione avviene sia attraverso la lettura dell’opuscolo sia nei momenti pratici, svolti sotto forma di counseling con il terapista di riferimento. Ad esempio, se parliamo di“mobilizzazione” faremo riferimento al fisioterapista, e nei successivi momenti di rinforzo di quanto appreso che vengono svolti in reparto con gli infermieri durante le attività assistenziali quotidiane.

Quali sono le prime difficoltà dei pazienti colpiti dai ictus nel rientro al domicilio?
Per rispondere a questa domanda citiamo i risultati di uno studio svolto nel 2012 dalla dottoressa Paola Montanari nel Presidio San Camillo pubblicato sulla rivista L’Infermiere“Ictus cerebrale: studio qualitativo su esperienze e bisogni dei caregivers informali”. Le difficoltàemerse intervistando alcuni caregiver di pazienti colpiti da ictus nella fase di rientro al domicilio sono state le seguenti:

  • il passaggio da un ambiente protetto a uno non protetto

  • difficoltà pratiche e risoluzione di problemi

  • rapporti con istituzioni e servizi territoriali

  • percepire il peso del ruolo e delle nuove responsabilità

  • preoccupazioni per il futuro

Quanti sono i casi di caregiver-pazienti al San Camillo?
Attualmente abbiamo seguito 22 casi, di questi 14 hanno completato il progetto educativo, 6 non lo hanno portato a termine (un paziente è stato trasferito in un altro ospedale per aggravamento, un paziente si è autodimesso e 4 sono stati inclusi nel progetto ma non avevano caregiver, in quest’ultimo caso è stato comunque efficace la valutazione iniziale della presenza di caregiver poiché è stato attivato precocemente un percorso per l’inserimento in un’altra struttura al termine del ricovero) e 2 pazienti sono ancora ricoverati. I caregiver intervistati nella fase di follow up hanno espresso soddisfazione rispetto all’educazione ricevuta e si sono sentiti capiti e sostenuti.

Quali sono le prospettive di crescita del progetto e quali sono i nuovi obiettivi da raggiungere?
Tra gli obiettivi futuri, e una volta analizzati i dati al termine della fase sperimentale, si vorrebbe estendere il metodo a tutti i reparti del Presidio e valutare lo strumento come modello valido per l’educazione dei caregiver di tutti i pazienti ricoverati, indipendentemente dalla patologia.

 

 la dottoressa Camilla Gatti

 

"Letture in corsia" è stato un successo tra i pazienti al San Camillo: libri, discussioni e voglia di stare insieme

2019-07-04

L'appuntamento è stato fisso, ogni venerdì dalle 16 alle 17, per tutto il mese di giugno. Ritrovo sotto il gazebo esterno oppure, come alternativa, nel salone al secondo piano davanti alla chiesa. Era il momento di “Pagine in corsia”, un progetto di responsabilità che fa parte del disegno “Leggere dappertutto”, guidato dalla Fondazione Circolo dei Lettori, inserito nel Salone Off di Torino. Alessandra e Marzia, volontarie del servizio civile presso il Presidio Sanitario e con la collaborazione di alcuni volontari del Circolo dei Lettori, hanno letto ad alta voce pagine di libri. Ad ascoltare, gruppi tra le 15 e le 20 persone, formati da pazienti del San Camillo (la maggioranza con diagnosi ortopedica ma erano presenti anche quelli con diagnosi neurologica), con loro familiari e amici.
La formula era semplici: la lettura alternata di testi tratti da libri scelti dai volontari e di poesie, opere famose e brani in dialetto. Si è trattato di ore che sono letteralmente “volate via”, con interessanti scambi di opinioni tra i pazienti, oppure con i volontari, sulle tematiche affrontate dai brani letti. Alcuni dei partecipanti hanno anche richiesto e proposto ai volontari testi che avrebbero voluto ascoltare, un desiderio esaudito nell'appuntamento successivo.
Ora “Pagine in corsia” si ferma per la pausa estiva di luglio e agosto. Ma, visto il grande entusiasmo con cui è stata accolta e vissuta l'iniziativa, l'intenzione è quella di ripartire a settembre con un nuovo calendario di letture.

Le convenzioni del Presidio San Camillo, uno strumento prezioso per i pazienti

2019-06-26
Le convenzioni del Presidio San Camillo, uno strumento prezioso per i pazienti

Il Presidio Sanitario San Camillo di Torino offre una serie di servizi che lpongono all'avanguardia in campo sanitario, a cominciare dalla Riabilitazione per persone colpite da ictus o da malattie degenerative come il Parkinson. Con la struttura collaborano professionisti di alto profilo, che possono visitare e mettere a disposizione le proprie capacità in una realtà che possiede tutto il necessario per un'offerta completa: strumentazioni all'avanguardia, palestre per la riabilitazione una disponibilità ricettiva che consta di cinque reparti di degenza (per un totale di 103 posti letto) e di un Day Hospital (25 posti letto).

Per consentire di far accedere ai suoi servizi il numero più ampio di persone possibili, il Presidio Sanitario ha attivato convenzioni con assicurazioni, fondi integrativi, fondi sanitari, aziende e casse mutue per chi riceve assistenza in regime privato. Parliamo di realtà che coprono un ampio spettro di realtà professionali, in maniera tale che l'offerta del San Camillo sia accessibile a chi usufruisca dei vantaggi garantiti dalla propria categoria oppure dalle assicurazioni attivate personalmente.

Le specifiche condizioni di polizza stipulate dal paziente per ciascuna compagnia prevedono forme diverse di autorizzazione, franchigie e rimborsi e devono essere verificate per le singole prestazioni fornite. I principali fondi assistenziali, invece, operano con polizze collettive, generalmente stipulate dalle aziende a favore dei loro dipendenti. Alcune prevedono, per i propri assicurati, il rimborso in forma diretta assumendo la diretta responsabilità del pagamento, completo o parziale, della prestazione erogata al proprio assistito. Altre adottano invece il rimborso in forma indiretta: il paziente, usufruendo comunque di condizioni economiche di favore, paga in toto le prestazioni erogate dal Presidio Sanitario San Camillo e richiede poi il rimborso, completo o parziale, alla propria assicurazione o cassa mutua.

Il San Camillo mette a disposizione personale qualificato che aiuta il paziente a comprendere nel dettaglio le spese dovute per la degenza e l'assistenza, stilando preventivi dettagliati, perché ogni voce sia giustificata in maniera chiara e opportuna. Il rimborso delle prestazioni può avvenire in maniera diretta oppure in forma indiretta: nel primo caso l'Ufficio accettazione procede secondo quanto stabilito dalla convenzione in essere; nel secondo caso si segue l'iter previsto per il paziente puro che, dopo aver pagato, potrà richiedere il rimborso delle spese sostenute.


 

QUI trovate l'elenco di tutte le convenzioni attivate dal Presidio San Camillo Torino.

Ecco in quale modo agisce e a chi si rivolge la Psicologia clinica al San Camillo

2019-06-19
Ecco in quale modo agisce e a chi si rivolge la Psicologia clinica al San Camillo

Il Presidio Sanitario San Camillo di Torino offre il servizio di Psicologia clinica: un lavoro di équipe coordinato dalla dottoressa Elena Magli.

La Psicologia clinica in un centro di riabilitazione come il Presidio Sanitario San Camillo di Torino: di che cosa si tratta e a quali pazienti si rivolge?
La Psicologia clinica svolge attività di prevenzione, valutazione, riabilitazione e sostegno psicologico delle condizioni di disagio personale e relazionale e promuove il benessere psicosociale. L’intervento psicologico si rivolge a persone che hanno avuto una patologia neurologica oppure ortopedica (come ad esempio stroke, tumori cerebrali, sclerosi multipla, malattia di Parkinson, esiti di incidenti stradali, ecc.) con l’obiettivo di favorire un adattamento funzionale all’evento di malattia o all’incidente occorso e prevenire e/o ridurre complicanze psicologiche quali disturbi dell’umore, ansia, disturbi da stress.

Mindfulness, EMDR, ACT: quali sono i benefici offerti da questi nuovi approcci?
Le terapie psicologiche di ultima generazione basano il loro funzionamento sulle più recenti scoperte delle neuroscienze e promuovono un funzionamento mentale più sano, equilibrio e capacità di affrontare le situazioni difficili con maggiori consapevolezza e presenza. L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è una terapia di riconosciuta efficacia per il trattamento del disturbo da stress post-traumatico, in poche sedute si può ottenere una significativa riduzione dei sintomi e un aumento del benessere. La Mindfulness e l’ACT (Acceptance and Commitment Therapy) sono efficaci per il trattamento dei disturbi d’ansia e depressivi: attraverso le pratiche proposte la persona apprende ad avere un approccio più agganciato alla realtà e a perdersi meno nei propri pensieri e nelle proprie paure.

Qual è il percorso del paziente, dai primi approcci al trattamento in concreto della patologia?
Il paziente è inviato al Servizio dal medico di reparto e, successivamente, viene effettuata una valutazione psicologica attraverso un colloquio clinico e la somministrazione di test standardizzati che approfondiscono la presenza di disturbi depressivi, ansia, disturbo post-traumatico, difficoltà di adattamento. Nel corso di questa prima fase della presa in carico, ci si focalizza insieme al paziente sulle problematiche psicologiche presenti definendo assieme gli obiettivi e costruendo un percorso individualizzato che affianchi ai colloqui individuali i trattamenti in gruppo secondo indicazione. Durante il trattamento, la persona potrà riflettere sul proprio funzionamento e apprendere esercizi specifici e strategie utili a gestire il disagio psicologico. La frequenza del trattamento prevede di norma un colloquio settimanale e/o due/tre sedute in gruppo con l’utilizzo di tecniche diversificate in base ai bisogni dei pazienti. La presa in carico viene condotta in un’ottica multidisciplinare, il confronto con gli altri operatori coinvolti nel percorso riabilitativo è fondamentale e mette al centro la persone e i suoi bisogni. Vengono inoltre effettuati colloqui di counseling con il caregiver che mirano a contenere lo stress ed a favorire una maggiore comprensione e gestione delle variabili emotive che possono entrare in gioco.

Quali sono le principali tecniche utilizzate per il trattamento delle patologie e le prestazioni offerte dal Presidio Sanitario San Camillo?
Il Servizio di Psicologia utilizza tecniche e strumenti validati e riconosciuti come efficaci dalla letteratura scientifica internazionale. Ai pazienti vengono offerti colloqui psicologici individuali e durante le sedute possono essere effettuati interventi con l’utilizzo di EMDR, Mindfulness, ACT. Le attività in gruppo prevedono l’utilizzo di pratiche quali il rilassamento muscolare progressivo di Jacobson, la Mindfulness e l’ACT.

Come vengono messe in atto nello specifico?
L’EMDR è una terapia che si focalizza sul ricordo dell’esperienza traumatica e utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione destro/sinistra per rielaborare il ricordo che crea sofferenza e integrarlo secondo uno schema cognitivo ed emotivo più funzionale. Il rilassamento muscolare di Jacobson utilizza esercizi di contrazione volontaria dei principali gruppi muscolari e aiuta la persona ad avvertire in modo più consapevole e differenziato la tensione muscolare e ad aumentare la capacità di rilassarsi. La Mindfulness è una pratica che promuove una modalità di prestare attenzione nel “qui e ora” in modo intenzionale e non giudicante, al fine di raggiungere una maggiore consapevolezza della propria esperienza in termini di sensazioni, emozioni, pensieri, impulsi e di promuovere un maggiore benessere. L’ACT è una terapia basata su esercizi esperienziali che aiutano la persona ad affrontare i propri problemi psicologici in modo più consapevole e senza restare intrappolata nei propri pensieri, favorendo l’azione e un approccio alla vita concreto e orientato ai propri valori.

 

La dottoressa Elena Magli con la sua équipe

"Pagine in corsia": anche il San Camillo coinvolto nel progetto per portare la lettura in ospedale

2019-06-06

Pagine in corsia” è un progetto di responsabilità che fa parte del disegno “Leggere dappertutto”, guidato dalla Fondazione Circolo dei Lettori, inserito nel Salone Off Torino.

Tutti i venerdì Alessandra e Marzia (volontarie del servizio civile presso il San Camillo) e volontari del Circolo dei Lettori che hanno preso parte al percorso formativo realizzato con medici, attori e scrittori (necessario per capire il valore della lettura ad alta voce in ospedale e rafforzare l'alleanza con il processo di cura) danno appuntamento dalle 16 alle 17 sotto il gazebo del Presidio Sanitario San Camillo, immersi nell'oasi verde della struttura, sulle colline che guardano verso Tortino. Un momento di socialità e, al tempo stesso, di coinvolgimento dei pazienti e dei loro caregiver nel percorso legato all'affronto della malattia.

 

La formazione a 360° al San Camillo: dopo le vacanze estive è pronto un calendario ricco di appuntamenti

2019-06-03
La formazione a 360° al San Camillo: dopo le vacanze estive è pronto un calendario ricco di appuntamenti

Il Presidio Sanitario San Camillo a Torino ha preparato una proposta di formazione a 360 gradi che renderà interessante e intensa la ripresa dopo la vacanze estive. Si tratta di corsi di aggiornamento di alto profilo che, oltre a erogare crediti ECM, propongono temi di grande attualità, affrontati dal punto di vista teorico e pratico con l'aiuto di docenti altamente qualificati. Si comincia il 14 e 15 settembre con “Approfondimento al metodo Pilates in campo riabilitativo” per continuare il 4 e 5 ottobre con “Lesioni muscolari e dolore miofasciale: gestione e trattamento fisioterapico”.

Quindi doppio appuntamento con “Trattamento fisico dell'edema linfovenoso”, dal 24 al 27 ottobre e dal 12 al 15 dicembre. Si torna ad approfondire il Pilates con “Approccio riabilitativo col metodo Pilates”, dal 15 al 17 novembre, per poi passare a “Core stability”, il 23 e 24 novembre, e a “Basi di Pnl”, il 20 novembre e 1° dicembre. Infine triplo appuntamento con “Riabilitazione neuromuscoloscheletrica e sportiva dell'arto inferiore”: il 6 e 7 dicembre e, nel 2020, il 7 e 8 febbraio e il 7 e 8 marzo.

Per informazioni contattare la segreteria organizzativa segreteria.formazione@h-sancamillo.to.it. Oppure si possono consultare QUI i moduli di iscrizione ai singoli corsi, in cui sono disponibili tutte le notizie riguardanti gli appuntamenti: le tematiche e le modalità di iscrizione.

"Musica in ospedale" al San Camillo con il recital dedicato a brani di Haydn e Mozart

2019-05-30

Nuovo appuntamento con la rassegna “Musica in ospedale”, concerti ospitati al Presidio Sanitario San Camillo a Torino e organizzati in collaborazione con l'Associazione di promozione musicale “Musica e cura” del professor Maurizio ScarpaL'obiettivo della rassegna non è soltanto quello di proporre un momento di svago e di socializzazione per gli ospiti della struttura e per i loro parenti e amici. La musica, come dimostra il servizio di Musicoterapia ospitato al San Camillo e di cui il professor Scarpa è referente, è un modo importante per affrontare certe problematiche in campo neurologico: inserito in un lavoro di équipe con Logopedia, Terapia occupazionale, Neuropsicologia e Psicologia clinica, aiuta le persone colpite da malattia di Parkinson e ictus a recuperare un senso di autoefficacia attraverso il ritmo e l'uso degli strumenti musicali.

Sabato 1° giugno, alle 16.30, si potrà assistere - grazie al coinvolgimento dell'Associazione musicale “Isla de Musiqueros” - al Concerto dei quartetti d'archi Musiqueros. Protagoniste quattro diverse formazioni, in programma “Musiche dal Rinascimento al Classicismo di Haydn e Mozart”.

 

 

Il 31 maggio è la Giornata mondiale senza il tabacco per ricordare i danni del fumo

2019-05-31
Il 31 maggio è la Giornata mondiale senza il tabacco per ricordare i danni del fumo

Venerdì 31 maggio si celebra la Giornata mondiale senza tabacco, il cui tema quest'anno è “Non lasciare che il tabacco ti tolga il respiro”. Si tratta di un appuntamento fisso dal 1988, in cui si chiede alle persone di astenersi per almeno 24 ore dal fumo. Un piccolo passo per cominciare un cammino di abbandono, quantomai necessario da quando sono state evidenziate le conseguenze negative che sigarette e loro simili hanno sul corpo umano. La malattia più conosciuta è rappresentata dalle forme di tumore che possono colpire le vie respiratorie, a cominciare dai polmoni. Poi ci sono altre conseguenze come i danni provocati all'apparato circolatorio, al cuore, alla pelle oppure i pericoli rappresentati dalle donne che fumano durante la gravidanza o in cui può incorrere chi è vittima del cosiddetto fumo passivo. Fino a provocare danni anche all'olfatto e al gusto.

Tra le insidie maggiore c'è poi l'ischemia cerebrale: gli esperti avvertono sul fatto che chi fuma ha una possibilità di essere vittima di un ictus due volte maggiore rispetto a chi non lo fa. Il problema deriva dalla nicotina che viene assorbita dai polmoni e poi trasmessa al sangue. La conseguenza è un aumento della pressione arteriosa e della tachicardia: in questo modo si formerebbero placche di arteriosclerosi e coaguli che possono danneggiare cuore, cervello e differenti organi.

Il San Camillo Torino è una struttura all'avanguardia nella cura delle persone che sono colpite da ictus. Un lavoro di équipe tra i vari servizi presenti nella struttura che affrontano le conseguenze di tale patologia: Fisioterapia, Logopedia, Terapia occupazionale, Musicoterapia, Neuropsicologia e Psicologia clinica. Ma il primo passo resta sempre la prevenzione, e quindi l'abbandono del fumo.

Primo appuntamento per il corso "Trattamento fisico dell'edema linfovenoso": 24-27 ottobre

2019-04-04
Primo appuntamento per il corso

La Terapia Decongestiva Complessa (TDC) è considerata, nelle Linee Guida della Società Internazionale di Linfologia (ISL), il trattamento d’eccellenza per la cura del linfedema. La maggior parte delle tecniche in uso hanno, ancora oggi, un fondamento puramente empirico. Il metodo insegnato nel corso deriva dalle metodiche storiche di Vodder e Leduc. Questi metodi sono stati revisionati grazie a metodiche di studio dei vasi linfatici all’avanguardia, che consentono di valutare l’efficacia delle tecniche usate per la decongestione dell’edema in tempo reale.

Il metodo si basa quindi su sperimentazioni cliniche ampiamente documentate nelle più rappresentative riviste scientifiche internazionali ed è considerato tra i più efficaci dalla comunità internazionale di Linfologia. L’unità di ricerca in Linfologia de l’Université Libre de Bruxelles persegue attivamente questa attività, in collaborazione con altri centri di ricerca europei, per ottimizzare costantemente le tecniche.

La finalità del corso organizzato presso il Presidio Sanitario San Camillo è di far acquisire ai partecipanti le competenze necessarie per la gestione ottimale dell’edema linfatico, a breve, medio e lungo termine, secondo le più recenti evidenze scientifiche, mediante l’insegnamento delle tecniche di linfodrenaggio manuale e bendaggio multicomponente, adattate alle diverse situazioni clinico riabilitative; l’utilizzo appropriato della pressoterapia e i criteri di scelta delle contenzioni elastiche terapeutiche.

L’apprendimento delle modalità di esecuzione delle manovre di linfodrenaggio manuale sarà immediato, per l’eccezionale opportunità di verificare, durante le esercitazioni, l’efficacia della propria manualità, mediante la visualizzazione dello spostamento della linfa, mediante Linfofluoroscopia. Il corso rispetta l’insegnamento “EVIDENCE BASED MEDICINE”.


 

QUANDO
dal 24 al 27 ottobre


 

DOVE
Presidio Sanitario San Camillo
strada S. Margherita, 136 Torino
tel. 0118199411


 

DIRETTORE DEL CORSO E DOCENTE
Dottor Jean Paul Belgrado, PhD fisioterapista, docente dell’Università Libera di Bruxelles


 

TUTOR
Dottoressa Marzia Di Giulio, fisioterapista
Dottor Giuliano Natoli, fisioterapista

Per la parte dedicata alla Linfofluoroscopia il dottor Belgrado sarà coadiuvato dalla dottoressa Silvia Fontana


 

CREDITI
50 crediti ECM


 

INFORMAZIONI E ISCRIZIONI
Per informazioni e iscrizioni cliccare QUI

"Approfondimento al metodo Pilates in campo riabilitativo": un corso per riprendere i principi riabilitativi

2019-05-27

APPROFONDIMENTO AL METODO PILATES IN CAMPO RIABILITATIVO

Approfondimento al metodo Pilates in campo riabilitativo”: è il tema del corso organizzato e ospitato dal Presidio Sanitario San Camillo a Torino sabato 14 e domenica 15 settembre, dalle 9 alle 18. L'evento nasce dopo le tre giornate dedicate ai “Principi riabiltativi del Pilates” e, per questo motivo, si auspica che i partecipanti all'approfondimento siano stati presenti a questo appuntamento. L'intento è quello di confrontarsi sulle sequenze di esercizi che erano state affrontate e sulle quelle poi realmente utilizzate. Si lavorerà quindi per la costruzione di protocolli riabilitativi per le principali patologie, in campo muscolo-scheletrico e neurologico, con una parte del corso riservata a esercitazioni pratiche.
L'obiettivo della due giorni è quello di riprendere i concetti di Pilates Clinical appresi nel corso base: i fisioterapisti saranno guidati nella valutazione e nel trattamento degli squilibri muscolari.

 

QUANDO
14 e 15 settembre, dalle 9 alle 18

 

DOVE
Presidio Sanitario San Camillo
strada Santa Margherita 136 – Torino

 

PROGETTISTA DEL CORSO
Marco Trucco, fisioterapista Presidio Sanitario San Camillo Torino

 

RESPONSABILE SCIENTIFICO E DOCENTE
Michela Alvanini, fisioterapista

 

SEGRETERIA SCIENTIFICA
Marco Trucco, fisioterapista Presidio Sanitario San Camillo Torino

 

SEGRETERIA ECM E ORGANIZZATIVA
Giorgina Giolito e Alessia Donati
tel. 0118199567-0118199555
fax 0118199431
orario: lunedì-venerdì, dalle 9 alle 13
email:segreteria.formazione@h-sancamillo.to.it

 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE
Fisioterapisti iscritti AIFI Piemonte Valle d'Aosta: 200 euro
Fisioterapisti non iscritti: 300 euro

 

NUMERO MASSIMO PARTECIPANTI
24

 

CREDITI
23 crediti ECM

 

INFORMAZIONI E ISCRIZIONI
Per informazioni e iscrizioni cliccare QUI

Al San Camillo un corso su “Lesioni muscolari e dolore miofasciale: gestione e trattamento fisioterapico”

2019-05-24
Al San Camillo un corso su “Lesioni muscolari e dolore miofasciale: gestione e trattamento fisioterapico”

LESIONI MUSCOLARI E DOLORE MIOFASCIALE: GESTIONE E TRATTAMENTO FISIOTERAPICO

Lesioni muscolari e dolore miofasciale: gestione e trattamento fisioterapico”: questo è il titolo del corso organizzato e ospitato dal Presidio Sanitario San Camillo a Torino venerdì 4 e sabato 5 ottobre, dalle 9 alle 17. Sarà presa in esame una delle problematiche più frequenti nell'ambito della medicina dello sport, eppure non ancora affrontata adeguatamente da chi si occupa di fisioterapia.
L'obiettivo del corso è quello di fornire un aggiornamento pratico e teorico, per formare un background comune di definizioni, classificazioni, concetti anatomo-fisio-patologici, meccanismi di riparazione e protocolli di trattamento. Sarà approfondita la valutazione fisioterapica delle diverse presentazioni cliniche, sarà esaminato l'argomento dei disturbi mio-fasciali e dei trigger point, verrà effettuata una rassegna della lettura scientifica e ci sarà un aspetto pratico, con tecniche manuali e sequenze di esercizi terapeutici.

 

QUANDO
4 e 5 ottobre, dalle 9 alle 17

 

DOVE
Presidio Sanitario San Camillo
strada Santa Margherita 136 – Torino

 

PROGETTISTA DEL CORSO
Marco Trucco, fisioterapista Presidio Sanitario San Camillo Torino

 

RESPONSABILE SCIENTIFICO E DOCENTE
Dottor Ft. Marco Minchillo, master in Riabilitazione sportiva

 

SEGRETERIA SCIENTIFICA
Marco Trucco, fisioterapista Presidio Sanitario San Camillo Torino

 

SEGRETERIA ECM E ORGANIZZATIVA
Giorgina Giolito e Alessia Donati
tel. 0118199567-0118199555
fax 0118199431
orario: lunedì-venerdì, dalle 9 alle 13
email:segreteria.formazione@h-sancamillo.to.it

 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE
Fisioterapisti iscritti AIFI Piemonte Valle d'Aosta: 200 euro
Fisioterapisti non iscritti: 275 euro

 

NUMERO MASSIMO PARTECIPANTI
25

 

CREDITI
20 crediti ECM

 

INFORMAZIONI E ISCRIZIONI
Per informazioni e iscrizioni cliccare QUI

La terapia occupazionale, un aiuto importante per recuperare l’autonomia negli ambiti di vita quotidiana

2019-05-25
La terapia occupazionale, un aiuto importante per recuperare l’autonomia negli ambiti di vita quotidiana

Dottoressa Elena De Toma, di che cosa si occupa un terapista occupazionale?
Il terapista occupazionale è un professionista sanitario che si occupa di riabilitazione, la sua figura è stata riconosciuta dal ministero della Salute con il decreto n. 136 del 17/01/1997 (G.U. 25.05.1997, n. 119) e inserita nell'area delle Professioni Sanitarie Riabilitative con decreto ministeriale 29 marzo 2001 (G.U. 23 maggio 2001, n.118). È abilitato a esercitare con titolarità e autonomia professionale le attività dirette alla prevenzione, alla cura, alla riabilitazione e a procedure di valutazione funzionale, al fine di espletare le competenze previste dal profilo professionale. Si tratta di una professione conosciuta e molto sviluppata in tutta Europa, Stati Uniti e Canada, mentre in Italia è relativamente giovane e spesso le persone non ne conoscono le specificità di azione e intervento.

Quali sono le principali patologie che cerca di curare?
In riferimento alla diagnosi e alla prescrizione del medico, il terapista occupazionale tratta tutte le patologie di interesse riabilitativo, le disabilità temporanee e permanenti riguardanti sia la sfera fisica sia psichica, rivolgendosi a persone di tutte le età.

Come si svolge una seduta con un terapista occupazionale?
Le sedute di trattamento variano in base alle caratteristiche e alle problematiche del paziente, ma vengono sempre impostate sulla base di un’attenta valutazione funzionale che si avvale di test e scale validate dal punto di vista psicometrico. Molta attenzione viene posta agli interessi del paziente, in quanto l’obiettivo principale dell’intervento occupazionale è il recupero dell’autonomia negli ambiti di vita quotidiana per lui/lei prioritari. Questi possono essere la cura personale (abbigliamento, igiene, nutrimento, spostamenti in casa), la cura della casa, il lavoro, lo svago e il tempo libero.

Di quali strumenti si avvale il lavoro del terapista occupazionale?
Le possibilità di approccio sono molteplici ma si possono riassumere in 3 macro-aree: occupazioni e attività utilizzate a scopo terapeutico, tecniche e metodi preparatori, educazione. L’igiene e l’abbigliamento al mattino, la preparazione di un pasto, il riordino della cucina sono esempi di occupazioni su cui il terapista occupazionale lavora, mentre fare pratica nel selezionare i vestiti o nel manipolare cerniere e bottoni, cercare o ricordare una ricetta, stilare un elenco degli ingredienti e del materiale necessario sono tipicamente attività significative usate a scopo terapeutico che permettono al paziente di sviluppare le abilità utili per l’occupazione. Queste competenze possono venire compromesse dal punto di vista motorio e/o cognitivo a seguito di patologie acute come lo stroke ischemico/ emorragico, il trauma cranico o a seguito di patologie cronico-degenerative come la malattia di Parkinson, di Alzheimer o la sclerosi multipla. Il secondo approccio prevede l’uso di metodi e tecniche in preparazione o in contemporanea a occupazioni e attività. Ne fanno parte il lavoro sulla stimolazione tattile e pressoria per migliorare la sensibilità, la mobilizzazione passiva e/o attiva/assistita per preparare i muscoli all’attività, la fornitura di ortesi o splint per fornire supporto e favorire il movimento, il rinforzo muscolare della presa digito palmare e dell’arto superiore. Infine l’intervento di tipo educativo consiste nel fornire informazioni utili alla gestione in sicurezza delle attività di vita quotidiana e al mantenimento di un corretto stile di vita. Comprende la sensibilizzazione degli anziani alla necessità di mantenersi attivi e uscire di casa per prevenire il decalage fisico/cognitivo, la prevenzione delle cadute, le norme di protezione articolare nell’artrite reumatoide, la prevenzione della lussazione nella protesi d’anca, l’educazione all’utilizzo di dispositivi e ausili e la consulenza sulle modifiche necessarie a domicilio.

Qual è il percorso di studi che bisogna intraprendere per diventare terapista occupazionale?
Il titolo da conseguire per diventare terapista occupazionale è la laurea triennale. Nello specifico il percorso accademico prevede la laurea di primo livello direttamente abilitante alla professione e una laurea magistrale di secondo livello conseguibile da tutti coloro che appartengono alla classe della riabilitazione e che permette di acquisire competenze relative al management, alla didattica e alla ricerca clinica. I corsi di laurea sono organizzati presso le facoltà di Medicina e Chirurgia degli atenei di molte città italiane, tra queste: Vercelli, Milano, Pavia, Bolzano, Chieti, Roma e Modena. Il corso prevede diverse tipologie di attività didattica: lezioni frontali, laboratori didattici e tirocini professionalizzanti.

Come si svolge il lavoro in équipe con le altre specialità al San Camillo?
Il Presidio Sanitario San Camillo è organizzato in sei reparti, cinque di ricovero ordinario e uno di ricovero in Day Hospital, ciascuno di essi si avvale di un terapista occupazionale che lavora in collaborazione con l’équipe riabilitativa multiprofessionale composta da: medico, fisioterapista, terapista occupazionale, logopedista, psicologo clinico, neuropsicologo, musicoterapeuta e infermiere. All’interno del Progetto Riabilitativo Individuale (PRI), concordato in équipe e stabilito dal medico di reparto, il ruolo elettivo del terapista occupazionale è trasferire il recupero ottenuto in contesto ecologico. Per intenderci, laddove un paziente abbia recuperato una buona capacità di spostarsi e deambulare o sufficienti abilità mnesiche e attentive è necessario lavorare affinché lui/lei sia in grado di integrare queste competenze per la gestione a casa delle attività di vita quotidiana.

Com’è organizzato al Presidio Sanitario San Camillo il team dei terapisti occupazionali?
Il team di terapisti occupazionali del San Camillo è composto da sei persone che lavorano in sinergia ma in completa autonomia e responsabilità professionale. Ciascuno gestisce e controlla le richieste di trattamento inviate dal medico di uno dei sei reparti del presidio, adotta modalità di comunicazione e collaborazione con le altre figure professionali congeniali e funzionali al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dal PRI, propone e sperimenta modalità di presa in carico dei pazienti in piccoli gruppi omogenei e concorda con il medico responsabile le priorità contingenti. La coordinatrice del Servizio presiede e supervisiona i processi, è chiamata a interagire ai tavoli decisionali con la direzione e risponde alle richieste dei portatori di interesse esterni al presidio.

 

La festa per san Camillo de Lellis, che la Chiesa ha scelto come patrono di ospedali e malati

2019-05-23
La festa per san Camillo de Lellis, che la Chiesa ha scelto come patrono di ospedali e malati

Un gigante buono, visti i quasi due metri altezza, ma facile a cadere in tentazione. Questo era Camillo de Lellis, nato il 25 maggio 1550 a Bucchianico, vicino a Chieti, in Abruzzo. Il padre era un ufficiale di famiglia nobile, che serviva Carlo V imperatore, mentre la madre era quasi sessantenne quando mise al mondo il figlio e muore quando Camillo ha tredici anni. Una volta adulto, a diciotto anni segue le orme del padre, diventando militare di carriera. Una vita in cui non si sottrae al vizio del gioco e a un comportamento fuori dalle righe, a cominciare dal linguaggio.

Combatte contro i Turchi per la Repubblica di Venezia, poi sotto gli Spagnoli, che lo mandano in Dalmazia e a Tunisi. Ma lo perseguita un'ulcera varicosa a un piede, contratta quando era ancora al soldo della Serenissima. Viene congedato nel 1574 e si ritrova senza un soldo, avendo perso tutto al gioco. Dopo aver fatto il mendicante e aver lavorato da manovale, si converte e, il 2 febbraio 1575, chiede di entrare tra i Cappuccini. Ma l'ulcera non dà tregua, e Camillo torna all'ospedale di San Giacomo degli Incurabili, dove si mette al servizio dei malati sotto la direzione di san Filippo Neri.

Un servizio che si trasforma in carisma quando Camillo pensa a una famiglia religiosa indipendente. Diventa sacerdote il 26 maggio 1583 e il 21 settembre 1591 papa Gregorio XIV riconosce i Chierici regolari ministri degli infermi come un ordine religioso. Da Roma l'opera dei camilliani si diffonde presto prima in Italia e poi in tutto il mondo, portando il suo messaggio “più cuore in quelle mani” in ogni angolo del mondo dove ci sia una persona che soffre, avendone cura nel corpo e nell'anima.

Camillo de Lellis viene proclamato santo da Benedetto XIV il 29 giugno 1746 e patrono degli ospedali e dei malati da Leone XIII nel 1886. Il 14 luglio, giorno della morte avvenuta nel 1614, si celebra la sua festa.

La formazione al San Camillo: uno strumento per mantenere elevati gli standard riabilitativi e assistenziali

2019-05-21
La formazione al San Camillo: uno strumento per mantenere elevati gli standard riabilitativi e assistenziali

Il dottor Marco Trucco è il referente della Formazione al San Camillo ed è coordinatore al corso di laurea in Fisioterapia all'Università degli studi di Torino. Quella organizzata e proposta al Presidio Sanitario è un'attività di formazione definita “a 360 gradi”, fatta non solo per adempiere agli obblighi di legge, ma per rispondere alle esigenze di chi opera in quei settori in cui la struttura è diventata un punto di riferimento nella realtà torinese.

Dottor Trucco, perché è necessario fare formazione?
Perché per noi si tratta di un'esigenza che nasce dalla volontà di mantenere elevati gli standard riabilitativi e assistenziali, in modo da rimanere sempre all'avanguardia con la pratica clinica.

In che modo viene organizzata?
Al San Camillo ci occupiamo direttamente della nostra formazione. Questo ci è possibile perché possediamo le risorse umane necessarie, abbiamo accumulato esperienza e c'è la disponibilità degli spazi in cui poter organizzare gli eventi. Utilizzando queste componenti miriamo a creare una formazione calata sul contesto specifico del nostro Presidio Sanitario, con ricadute positive sulla pratica clinica. I corsi di formazione a 360 gradi sono uno dei migliori investimenti per il presente e per il futuro della struttura.

Dove ospitate chi partecipa ai corsi?
I corsi sono erogati al terzo piano del San Camillo, in un'area completamente dedicata. Questo è stato reso possibile dall'ampliamento del Presidio nel 2008 e dallo spostamento dei servizi di riabilitazione in un'altra zona. Ora abbiamo a disposizione circa 300 metri quadri da poter dedicare alla formazione. C'è un'aula per corsi teorici da 50 posti a sedere, e attrezzata con gli schermi, e ce ne un'altra con 15 lettini per i corsi pratici. Tutti gli spazi sono coperti da una rete wi-fi.

Che tipo di formazione proponete?
Un primo livello è quello della formazione universitaria con i tirocini. Gli studenti dei corsi di laurea hanno gli stage nel loro percorso di studi, vale a dire un lavoro sul campo con l'affiancamento individuale da parte di un professionista. Li organizziamo per i corsi di laurea in Fisioterapia, Infermieristica, Logopedia, Terapia Occupazionale, Psicologia, Medicina Fisica e Riabilitazione. Un momento importante per gli studenti e anche per chi li segue: insegnare ti fa crescere.

Poi c'è la formazione richiesta dalla legge.
Sì, certamente. Assolviamo questi obblighi con corsi che caliamo sempre nella nostra realtà, grazie alla disponibilità di formatori interni, con esempi pratici e contestualizzati sul posto.

Infine c'è quella, come si diceva all'inizio, “per restare all'avanguardia”.
Ci rivolgiamo a professionisti che vogliano migliorare le loro competenze. In ambito fisioterapico, per esempio, nel 2018 abbiamo organizzato una decina di corsi, un numero decisamente considerevole. Sono corsi aperti agli interni, per accrescere il livello del nostro personale, e agli esterni. Vogliamo formare chi lavora nel Presidio Sanitario e quei professionisti che vedono nel San Camillo un punto di riferimento in questo ambito.

Che aree coprite?
Quelle proprie del San Camillo come fisioterapia, terapia occupazionale, psicologia, logopedia. Senza dimenticare le aree di medici, educatori professionali e infermieri.

E chi partecipa ottiene anche i crediti ECM.
Questo perché siamo riconosciuti come provider regionali e possiamo erogarli: possediamo i requisiti e i nostri corsi di formazione hanno la qualità certificata. Oltre alla possibilità di ottenere i crediti, però, voglio sottolineare la qualità dei docenti chiamati a tenere i corsi. Sono tutti di chiara fama nazionale e internazionale, provenendo da Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Norvegia, solo per citare alcuni paesi. E, analizzando i report a fine corso, che contengono le valutazioni di gradimento di chi lo ha frequentato - rigorosamente anonime -, il 90% dei partecipanti ha una opinione molto positiva. Ribadisco: per noi la formazione è un investimento.

 

 il dottor Marco Trucco

"Musica in ospedale" al San Camillo con il recital ”L'antico e il moderno. Due mondi per toccare le corde”

2019-05-22

Torna l'appuntamento con la rassegna “Musica in ospedale”, concerti ospitati al Presidio Sanitario San Camillo a Torino e organizzati dall'Associazione di promozione musicale “Musica e cura” del professor Maurizio Scarpa. L'obiettivo della rassegna non è soltanto quello di proporre un momento di svago e di socializzazione per gli ospiti della struttura e per i loro parenti e amici. La musica, come dimostra il servizio di Musicoterapia ospitato al San Camillo, è un modo importante per affrontare certe problematiche in campo neurologico: inserito in un lavoro di équipe con Logopedia, Terapia occupazionale, Neuropsicologia e Psicologia clinica, aiuta le persone colpite da malattia di Parkinson e ictus a recuperare un senso di autoefficacia attraverso il ritmo e l'uso degli strumenti musicali.

Venerdì 24 maggio al San Camillo sono protagonisti Sara Palmisano, alla tiorba (grande liuto dalle origini cinquecentesche), e Luca Spagnuolo, alla chitarra elettrica, con il recital ”L'antico e il moderno. Due mondi per toccare le corde”. Appuntamento alle 16.30 nel Presidio Sanitario di strada Santa Margherita 136.