Lunedì 28 ottobre appuntamento con Update for Lunch: "Lavori di tesi in fisioterapia presso il San Camillo"

2019-10-21
Lunedì 28 ottobre appuntamento con Update for Lunch:

Lunedì 28 ottobre nuovo appuntamento con Update for lunch. L'incontro ha come tema “Lavori di tesi in fisioterapia presso il San Camillo”.

Il progetto ha l'obiettivo di condividere progetti svolti durante i mesi scorsi presso il San Camillo che hanno portato alla stesura di alcune tesi di laurea in Fisioterapia ma anche all'approfondimento di quesiti clinici rilevanti per i pazienti del San Camillo.

Presentazione dei lavori di tesi in fisioterapia svolti nell'anno accademico 2018-2019 presso il San Camillo

Le presentazioni affronteranno tematiche quali:

  • il ricondizionamento cardiovascolare nei pazienti con esiti di stroke
  • la teleriabilitazione con Action Observation nei pazienti con malattia di Parkinson
  • il protocollo riabilitativo per l'algoneurodistrofia
  • il protocollo riabilitativo per la fisioterapia infiltrativa
  • correlazione fra qualità del cammino e deficit di sensibilità

L'invito a partecipare è rivolto a tutte le professioni per confrontarsi sugli argomenti discussi.

 

QUANDO
lunedì 28 ottobre, dalle 12 alle 13

 

DOVE
aula terzo piano, sala convegni

 

REFERENTI
Luciano Braghin e Marco Trucco

 

Per iscrizioni cliccare qui

"Alta formazione in Neuropsicologia dell'età evolutiva e Disturbi del Neurosviluppo: dalla teoria alla pratica clinica": ecco il corso

2019-10-04

I disturbi del neurosviluppo relativi all’età evolutiva caratterizzano il vissuto di molti bambini e delle loro famiglie. Queste, sempre più di frequente, si trovano a dover rispondere nella maniera più adeguata alle esigenze concrete che i bambini manifestano negli apprendimenti a scuola o in ambiente domestico con forti influenze emotivo-relazionali. Affinché, con gli anni, non si intenda correre il rischio di andare incontro all’aggravarsi di tali problematiche, si esprime oggi il bisogno di un occhio clinico quanto più esperto nel settore ed un attento lavoro in rete. Contestualmente, sono sempre di più i ricercatori che rivolgono il proprio interesse di studio ai temi riguardanti il Neurosviluppo e il loro lavoro sta portando a suggerire sempre maggiori possibilità di intervento clinico, adatte alla fruizione dei Professionisti più preparati.

È in risposta a questa specifica e, quanto mai sentita, esigenza da parte di utenti ed operatori che nasce il corso di Alta Formazione in Neuropsicologia dell'età evolutiva e Disturbi del Neurosviluppo: dalla teoria alla pratica clinica, volto a fornire una preparazione elitaria rivolta a professionisti impegnati nell’ambito dello Sviluppo. Il corso si rivolge, infatti, esclusivamente a medici, psicologi e dottori magistrali in Psicologia al fine di garantire una formazione di grado superiore rispetto a quella che si potrebbe fornire a un pubblico più ampio.

Verranno affrontate in maniera specifica diverse tematiche riguardanti l’età evolutiva: temi più comuni come i Disturbi dello Spettro Autistico o i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), saranno integrati con altri più peculiari come la Psicofarmacologia, la Plusdotazione e i Disturbi Non Verbali. I moduli didattici saranno opportunamente introdotti dai maggiori esperti nei rispettivi campi. Il professor Cornoldi, il dottor Marotta o la professoressa Lucangeli sono solo alcuni dei nomi più noti di cui il corso vanta la collaborazione, ottenendo anche il patrocinio di AIRIPA (Associazione Italiana per la Ricerca e l'Intervento nella Psicopatologia dell'Apprendimento).

Con lo spirito di poter offrire a ogni studente una preparazione individuale che sia quanto più olistica e approfondita, si mira a trasmettere una metodologia riabilitativa più adatta e comprensiva rispetto alle specifiche difficoltà manifestate dall’assistito. Il clinico, così formato, sarà fornito delle competenze necessarie a una presa in carico globale della persona in crescita: potrà quindi agire tanto nella sfera cognitiva, quanto in quella sociale ed emotiva, garantendo una gestione trasversale in grado di rispettare la complessità della persona in quanto tale.

Oltre alle 120 ore destinate alle lezioni frontali, gli iscritti potranno usufruire di attività laboratoriali e ore dedicate alla supervisione di gruppo o individuale, il tutto svolto presso la struttura ospedaliera ospitante San Camillo di Torino in collaborazione con CPL Rivoli. Tutte le attività previste saranno coordinate e supervisionate dai direttori didattici del corso: la dottoressa Manuela Rogina e la dottoressa Patrizia Gindri (direttore scientifico).

 

 

Lezioni corso "Alta Formazione in Neuropsicologia dello Sviluppo"

MARZO 2020-APRILE 2021

I moduli saranno così suddivisi: 
venerdì dalle 14 alle 18 e sabato dalle9 alle 13 e dalle 14 alle 18

 

1° MODULO (INTRODUTTIVO)
“NEUROPSICOLOGIA DELL'ETÀ EVOLUTIVA. La mentalità riabilitativa, metodologia e strumenti. Psicopatologia e disabilità: normative vigenti per la pratica clinica e la tutela dl minore e della famiglia”

DATE: 27-28 marzo 2020

DOCENTI:

Venerdì: SIMONA MOSCHINI 
Sabato: CESARE CORNOLDI (2 ore Lectio Magistralis sabato mattina)
PATRIZIA GINDRI
MANUELA ROGINA 


 

2° MODULO
ADHD. Deficit dell’Attenzione e dell’Iperattività e Disturbo Oppositivo Provocatorio”

DATE: 17-18 aprile 2020 

DOCENTI:

Venerdì: CHIARA DAVICO (teoria)
Sabato: RAFFAELLA FIORELLA


 

3° MODULO

DISTURBI DELLO SPETTRO DELL’AUTISMO. Le menti autistiche: la conoscenza, la valutazione e la presa in carico del bambino e della sua famiglia"

DATE: 15-16 Maggio 2020

DOCENTI:

Venerdì: MAURIZIO ARDUINO (le menti autistiche)
Sabato: GIOVANNI GENINATTI (approccio clinico-diagnostico integrato: l’inquadramento clinico-diagnostico nell’ambiente di vita del bambino)
PATRIZIA GINDRI (intervento abilitativo)


 

4° MODULO

FARMACOLOGIA. Profili Neuropatologici e Aspetti di Farmacologia“

DATE: 18-19 settembre 2020 

DOCENTI:

Venerdì e sabato mattina: CHIARA DAVICO 
Sabato pomeriggio: MARINA GANDIONE (la presa in carico della famiglia)

 

5° MODULO

DISTURBI DEL LINGUAGGIO. Inquadramento nosologico e clinico dei disturbi di linguaggio specifici e secondari in età evolutiva”

DATE: 9-10 ottobre 2020

DOCENTI:

Venerdì: MARCO GILARDONE (parte teorica)
Sabato: LUIGI MAROTTA (Strumenti diagnostici e pratica riabilitativa)


 

6° MODULO

DISTURBI NON VERBALI. Teoria dei disturbi non verbali e pratica visuo-percettiva: teoria e modelli operativi”

DATE: 20-21 novembre 2020

DOCENTI:

Venerdì e sabato mattina: CHIARA GAGLIARDI (teoria e trattamento disturbi non -verbali e visuo-percettivo)
Sabato pomeriggio: DANILA SIRAVEGNA (aspetti riabilitativi prassici-motori)


 

7° MODULO

EMOZIONI. Aspetti emotivi e relazionali in psicopatologia”

DATE: gennaio 2021

DOCENTI:

Venerdì e sabato: BARBARA SINI 


 

8° MODULO

DSA e Plusdotazione. I disturbi del neurosviluppo dai DSA ai Gifted Children”

DATE: febbraio 2021

DOCENTI:

Venerdì e sabato: DANIELA LUCANGELI 


 

9° MODULO

RITARDO E PLUSDOTAZIONE. Disabilità Intellettiva e Funzionamento Intellettivo Limite: dalla clinica all’abilitazione sociale”

DATE: marzo 2021

DOCENTI:

Venerdì:MARINA GANDIONE
Sabato: RAFFAELLA FIORELLA


 

10° MODULO

CLINICA. Dalla valutazione alla stesura del Profilo di Funzionamento e del Progetto Riabilitativo” 

DATE: aprile 2021

DOCENTI:

Venerdi e sabato mattina: MANUELA ROGINA (approfondimenti pratici dalla diagnosi e stesura riabilitazione al progetto riabilitativo e lavoro in rete. Laboratorio PDP e PEI)
Sabato pomeriggio: PATRIZIA GINDRI (stesura relazione area autismo, comunicazione della diagnosi ai genitori e alla conclusione e verifica finale)

 

“Corso di alta formazione in Neuropsicologia dell'Età Evolutiva e Disturbi del Neurosviluppo: dalla teoria alla pratica clinica”

2019-07-01
“Corso di alta formazione in Neuropsicologia dell'Età Evolutiva e Disturbi del Neurosviluppo: dalla teoria alla pratica clinica”

illustrazione di Valeria Tomasi

Presentazione del corso

In tempi relativamente recenti, contestualmente all’evoluzione esplosiva delle conoscenze in ambito neuroscientifico, è stato possibile osservare un progressivo movimento di affermazione delle discipline che studiano la neuropsicologia dell’età evolutiva in quanto corpo dottrinale autonomo rispetto ai più numerosi e affermati studi che riguardano il mondo dell’adulto e dell’anziano.

Di conseguenza, a fronte di un sapere sempre più raffinato e concreto, è particolarmente avvertita l’esigenza di contestualizzare le conoscenze in ambito clinico, riguardanti sia gli aspetti diagnostici sia quelli attinenti alle possibilità di recupero, rappresentate soprattutto dalle tecniche riabilitative. In tale ottica nasce il “Corso di Alta Formazione in Neuropsicologia dell’Età Evolutiva e Disturbi del Neurosviluppo” che individua il proprio principale obiettivo nell’offrire conoscenze e suggerimenti finalizzati alla pratica clinica per una presa in carico integrata del minore.

La scelta di destinare, e pertanto limitare, la proposta formativa a Medici e Psicologi si giustifica sulla base di un’esigenza di individuare il focus nel management clinico, includendo sia aspetti inerenti alla formulazione diagnostica ed alla progettualità terapeutica, sia aree relative alla gestione di immancabili criticità familiari, scolastiche e socio-ambientali. Il Corso è dunque stato pensato come un percorso formativo multidisciplinare integrato tenendo conto del funzionamento neuropsicologico in età evolutiva e delle possibili manifestazioni di disturbo e psicopatologia.

La scelta dei docenti è stata altresì pensata per un ampio confronto fra i vari ambiti della neuropsicologia dell’età evolutiva e dunque poter integrare ricerca scientifica, intervento clinico ed aspetti sociali e normativi.

Programma

10 moduli, 120 ore di lezioni frontali, strumenti diagnostici e pratica operativa con materiale audiovisivo e attività laboratoriali; attività di supervisione casi sia in individuale che di gruppo, anche online. Si prevede un bonus di un’ora di supervisione su un caso clinico da concordare anche successivamente alla chiusura del Corso. La direzione si riserva di apportare eventuali variazioni relative a docenti e date.

Obiettivi formativi

Fornire una conoscenza clinica e scientifica integrata di tipo neurocognitivo e psicosociale solida ed ampia, che permetta il corretto utilizzo di strumenti nell’area dell’Età Evolutiva e dei Disturbi del Neurosviluppo. L’insegnamento di una presa in carico completa dei bambini, adolescenti e del loro sistema familiare e sociale: dal riconoscimento delle difficoltà alla valutazione (attraverso l’utilizzo di strumenti specifici) al fine di pianificare un intervento abilitativo-riabilitativo integrato. 

ECM

È stato richiesto l’accreditamento di 50 crediti ECM per il 2020 e 50 per il 2021 per Medici e Psicologi. L’attestato ECM sarà rilasciato solo ed esclusivamente ai partecipanti che avranno superato il questionario di apprendimento e che avranno raggiunto la soglia minima di partecipazione (90% di frequenza).

Responsabile scientifico

dott.ssa Patrizia Gindri

Progettista del Corso (Direttori Didattici)

dott.sse Manuela Rogina e Patrizia Gindri

I docenti del Corso sono costantemente affiancati dal Direttore Scientifico e/o Didattico del Corso con la funzione di coordinare e monitorare i partecipanti nell’apprendimento dei contenuti dei singoli moduli.

Docenti

Maurizio Arduino

Psicologo Dirigente in ruolo nel Servizio Sanitario Nazionale. Psicologo Dirigente, Responsabile Coordinamento Attività sull’autismo ASL 15, 16 e 17 Regione Piemonte. Coordinatore attività per l’autismo presso l’ASL CN1 di Mondovì. Condirettore della rivista “Autismo e Disturbi dello sviluppo”. Fa parte del gruppo di lavoro istituito dalla Regione Piemonte per l’autismo. Membro del comitato scientifico di ANGSA, di Autismo Italia e del Progetto Autismo PRIA della Regione Emilia Romagna. È Professore per l’insegnamento “Handicap e Riabilitazione” presso la Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute dell’Università di Torino.

Cesare Cornoldi

Professore Ordinario di Psicologia dell’Apprendimento professore di Psicologia Generale presso la facoltà di Padova. Responsabile del laboratorio di memorie di apprendimento del dipartimento di Psicologia dell'Ateneo, dirige progetti di ricerca sperimentale nell'ambito della Psicologia Cognitiva. Presidente AIRIPA.

Chiara Davico

Medico Chirurgo specialista in Neuropsichiatria Infantile, Ricercatrice (a tempo determinato) presso Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatrica. Docente presso Corso di Laurea in terapia della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva di Torino.

Chiara Gagliardi

Neuropsichiatria Infantile e Psicoterapeuta Età Evolutiva, svolge attività clinica, riabilitativa e di ricerca in ambito neurocognitivo e neuroriabilitativo, con particolare interesse per i disturbi dello sviluppo cognitivo e dell’apprendimento non verbali e ai quadri di disabilità neuromotoria e sindromici. Responsabile di attività di formazione in team anche multi professionali anche con accreditamento DSA. Docente in corsi universitari, Master di I e II livello sui Disturbi dell’Apprendimento e i Disturbi di Sviluppo. Svolge attività di progettazione e realizzazione di servizi integrati in ambito socio-sanitario. Autrice di pubblicazioni di livello internazionale su riviste indicizzate e di capitoli di libri.

Marina Gandione

Neuropsichiatra Infantile. Docente presso il Dipartimento di Scienze pediatriche e dell’Adolescenza e Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche dell’Università degli Studi di Torino. Ex Responsabile della Sezione Piccoli del reparto di degenza della sezione di Neuropsichiatria infantile presso il Dipartimento di Scienze Pediatriche e dell’Adolescenza dell’Università degli Studi di Torino dove era coordinatrice del gruppo di lavoro per la diagnosi dei Disturbi dello Spettro dell’Autismo e del gruppo di lavoro per i Disturbi Alimentari su base non organica nei pazienti preadolescenti ed i relativi ambulatori.

Geninatti Neni Giovanni

Neuropsichiatra Infantile. Ex Responsabile dell’unità operativa territoriale specializzata per la “diagnosi e presa in carico dei disturbi pervasivi dello sviluppo” dell’ASL TO 1. Consulente Neuropsichiatra presso il Presidio Sanitario San Camillo.

Marco Gilardone

Specialista in Foniatria e Audiologia. Professore a contratto, Corso di laurea in Logopedia, Università degli Studi di Milano. Responsabile del Servizio di Foniatria, Audiologia, Dipartimento di Scienze Riabilitative, Casa di Cura del Policlinico di Milano. Consulente CPL Rivoli.

Patrizia Gindri

Psicologa-psicoterapeuta. Responsabile del Servizio di Psicologia del Presidio Sanitario San Camillo di Torino. Docente a contratto del Dipartimento di Psicologia. Docente del Master Universitario “Autismi “. Docente presso la Scuola di Specializzazione di Psicologia della Salute e nella Scuola di Specializzazione in Neuropsicologia.

Daniela Lucangeli

Professore ordinario di psicologia dello sviluppo presso l’Università di Padova. Presidente dell’Associazione per il Coordinamento Nazionale degli Insegnanti Specializzati (CNIS) e membro di numerose associazioni di ricerca nazionale e internazionale (IARLD, AIRIPA, AIP-Sviluppo). Componente Comitato Scientifico European Agency for Development in Special Needs Education. Componente del Comitato Tecnico Scientifico, presso il Ministero della Pubblica Istruzione, che ha elaborato la Legge 170/2010 “Norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico. Dipartimento di Psicologia UNIPD. Presidente nazionale CNIS.

Luigi Marotta

Logopedista e formatore presso l’IRCSS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Santa Marinella. Vicepresidente dell’Associazione Scientifica Italiana Logopedisti. Direttore del Master di Logopedia clinica in età evolutiva dell’Università LUMSA di Roma. Direttore della rivista «Logopedia e Comunicazione» e della Collana Logopedia in Età Evolutiva. Docente Accademia di Neurosviluppo, Parma. Membro della I Consensus Conference Nazionale 2018 Federazione Logopedisti Italiani e CLASTA per le “Linee Guida sui Disturbi Evolutivi Specifici di Linguaggio”.

Simona Moschini

Psicologa-Psicoterapeuta. Collaboratrice e docente presso l’Università di Torino per la Facoltà di infermieristica, consulente tecnico d’ufficio (C.T.U) per il Tribunale di Torino e CTP, psicologa convenzionata in qualità di esperto ex art.80 per l’osservazione scientifica della personalità, del trattamento e dei “nuovi giunti” per il Ministero di Grazia e Giustizia, docente per Enti di formazione. Operatrice sociale esperta rationae in ambito delle Commissioni Medico- Legali dell’INPS. Consulente CPL Rivoli.

Raffaella Fiorella

Neuropsichiatra Infantile ASL Città di Torino. Docente universitaria a contratto presso il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Torino. Attività come medico dirigente dal 2010 al 2016 presso il “Centro di riferimento per la cura e la diagnosi ADHD” presso il Servizio NPI dell’Ospedale di Savigliano.

Manuela Rogina

Psicologa Psicoterapeuta esperta in Neuropsicologia dell’Età Evolutiva. Socio fondatore e responsabile CPL Rivoli. Conduce numerose attività di formazione sui DSA rivolte a insegnanti e clinici. Membro del Gruppo di Lavoro dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte DSA e BES.

Barbara Sini

Ricercatrice Universitaria presso Dipartimento di Psicologia di Torino. Psicoterapeuta analista SIPI. Socia fondatrice di Ludis S.r.l, spin-off accademico per la ricerca e interventi sui disturbi dell'apprendimento.

Danila Siravegna

Tnpee. Coordinatrice Servizio di Riabilitazione NPI Città della Salute e della Scienza di Torino, Ospedale Regina Margherita. Tutor e Docente presso Corsi di Laurea Triennali per le discipline inerenti la Riabilitazione Psicomotoria in età evolutiva. Esperta nella valutazione e nel trattamento delle principali patologie del neurosviluppo, in particolare dei Disturbi della Coordinazione Motoria, nell’area prassica, visuo-percettiva e visuo-spaziale, e della loro correlazione con le problematiche dell’apprendimento e dello sviluppo neuropsichico.

Luogo

Presidio Sanitario San Camillo Strada S. Margherita, 136 Torino
Periodo del corso: MARZO 2020 – APRILE 2021
Orari: al venerdì pomeriggio (parte teorica) 13-18
e tutta la giornata del sabato (strumenti 9-13 e metodologia di intervento 14-18).
OPEN DAY: 9 settembre 2019 presso il Presidio Sanitario San Camillo dalle 21 alle 22:30,
previa prenotazione tramite e-mail (p.gindri@h-sancamillo.to.it e manuela.rogina@libero.it)

Modalità d’iscrizione

È prevista una valutazione delle candidature attraverso l’analisi dei CV per l’ammissione al Corso. La quota di iscrizione è pari a euro 2400 (iva compresa) da versare anche in tre rate (1000 euro prima rata, 700 euro seconda e terza rata). È prevista una riduzione a 2200 euro (iva compresa) per gli iscritti che formalizzeranno l’iscrizione entro il 15/01/2020, per gli ex tirocinanti del San Camillo da versare anche in tre rate (1000 euro prima rata, 600 euro seconda e terza rata).

Segreteria organizzativa

Giorgina Giolito e Alessia Donati (Presidio Sanitario S. Camillo).
Pagamento attraverso bonifico bancario Fondazione Opera San Camillo BANCA PROSSIMA S. P. A. IBAN IT72V0335901600100000073035.

Inviare la scheda d’iscrizione all’indirizzo: segreteria.formazione@h-sancamillo.to.it

Al San Camillo appuntamento con il "Corso intensivo per il trattamento fisico dell'edema linfovenoso"

2019-10-16
Al San Camillo appuntamento con il

La Terapia Decongestiva Complessa (TDC) è considerata, nelle Linee Guida della Società Internazionale di Linfologia (ISL), il trattamento d’eccellenza per la cura del linfedema. La maggior parte delle tecniche in uso hanno, ancora oggi, un fondamento puramente empirico. Il metodo insegnato nel corso deriva dalle metodiche storiche di Vodder e Leduc. Questi metodi sono stati revisionati grazie a metodiche di studio dei vasi linfatici all’avanguardia, che consentono di valutare l’efficacia delle tecniche usate per la decongestione dell’edema in tempo reale.

Il metodo si basa quindi su sperimentazioni cliniche ampiamente documentate nelle più rappresentative riviste scientifiche internazionali ed è considerato tra i più efficaci dalla comunità internazionale di Linfologia. L’unità di ricerca in Linfologia de l’Université Libre de Bruxelles persegue attivamente questa attività, in collaborazione con altri centri di ricerca europei, per ottimizzare costantemente le tecniche.

La finalità del corso organizzato presso il Presidio Sanitario San Camillo è di far acquisire ai partecipanti le competenze necessarie per la gestione ottimale dell’edema linfatico, a breve, medio e lungo termine, secondo le più recenti evidenze scientifiche, mediante l’insegnamento delle tecniche di linfodrenaggio manuale e bendaggio multicomponente, adattate alle diverse situazioni clinico riabilitative; l’utilizzo appropriato della pressoterapia e i criteri di scelta delle contenzioni elastiche terapeutiche.

L’apprendimento delle modalità di esecuzione delle manovre di linfodrenaggio manuale sarà immediato, per l’eccezionale opportunità di verificare, durante le esercitazioni, l’efficacia della propria manualità, mediante la visualizzazione dello spostamento della linfa, mediante Linfofluoroscopia. Il corso rispetta l’insegnamento “EVIDENCE BASED MEDICINE”.

 

QUANDO
dal 24 al 27 ottobre
dal 12 al 15 dicembre


DOVE
Presidio Sanitario San Camillo
strada S
antaMargherita, 136 Torino
tel. 0118199411

fax 0118199431
www.h-sancamillo.to.it


DIRETTORE DEL CORSO E DOCENTE
Dottor Jean Paul Belgrado, PhD fisioterapista, docente dell’Università Libera di Bruxelles


TUTOR
Dottoressa Marzia Di Giulio, fisioterapista
Dottor Giuliano Natoli, fisioterapista

Per la parte dedicata alla Linfofluoroscopia il dottor Belgrado sarà coadiuvato dalla dottoressa Silvia Fontana


SEGRETERIA ECM E ORGANIZZATIVA
Zefiro Formazione srls
3803938831
info@zefiroformazione.eu


QUOTA DI PARTECIPAZIONE
1.560 euro


NUMERO MASSIMO PARTECIPANTI
35 (minimo 16)


CREDITI
50 crediti ECM

 

INFORMAZIONI E ISCRIZIONI
Per informazioni e iscrizioni cliccare QUI


 

Per un "Approccio riabilitativo con il metodo Pilates": tre giorni di approfondimento al San Camillo

2019-10-14
Per un

APPROCCIO RIABILITATIVO CON IL METODO PILATES

Il corso è progettato per introdurre i fisioterapisti al metodo Pilates dell'esercizio fisico, basandosi sulla valutazione e sul trattamento degli squilibri muscolari. La pratica riabilitativa rivolta alla correzione e sostegno del rachide ha bisogno di ritrovare la dimensione di allenamento alle masse muscolari stabilizzatrici globali e parziali dei segmenti vertebrali, mentre il lavoro della ginnastica vertebrale deve garantire un efficace intervento. Durante il corso i partecipanti arriveranno a conoscere la giusta meccanica di attivazione muscolare per sviluppare forza nella muscolatura profonda, creare il supporto giusto per controllare la giusta posizione della colonna in neutro, creare una seduta di riabilitazione individualizzata alle esigenze e ai sintomi del cliente. Verranno analizzati quasi tutti i 40 esercizi originali del metodo Pilates e verranno elaborati piani di trattamento su patologie di interesse riabilitativo. Parte fondamentale del corso è rappresentata dalle esercitazioni pratiche.

 

QUANDO
dal 15 al 17 novembre settembre, dalle 9 alle 18 (domenica 17 dalle 9 alle 14)

 

DOVE
Presidio Sanitario San Camillo
strada Santa Margherita 136 - Torino

 

PROGETTISTA DEL CORSO
Marco Trucco, fisioterapista Presidio Sanitario San Camillo Torino

 

RESPONSABILE SCIENTIFICO E DOCENTE
Michela Alvanini, fisioterapista

 

SEGRETERIA SCIENTIFICA
Marco Trucco, fisioterapista Presidio Sanitario San Camillo Torino

 

SEGRETERIA ECM E ORGANIZZATIVA
Giorgina Giolito e Alessia Donati
tel. 0118199567-0118199555
fax 0118199431
orario: lunedì-venerdì, dalle 9 alle 13
mail:
segreteria.formazione@h-sancamillo.to.it

 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE
Fisioterapisti iscritti AIFI Piemonte Valle d'Aosta: 420 euro
Fisioterapisti non iscritti:
520 euro

 

NUMERO MASSIMO PARTECIPANTI
24

 

CREDITI
31 crediti ECM

 

INFORMAZIONI E ISCRIZIONI
Per informazioni e iscrizioni cliccare QUI

 

Il servizio di Neurologia al San Camillo: un lavoro di équipe che ha come scopo il bene del paziente

2019-10-09
Il servizio di Neurologia al San Camillo: un lavoro di équipe che ha come scopo il bene del paziente

Dottoressa Elisabetta Bo, a cosa facciamo riferimento quando parliamo di neurologia?
La neurologia è una specialità medica che si occupa delle malattie del sistema nervoso sia centrale sia periferico. E quindi coinvolge tutta una serie di sintomi collegati a queste patologie: disturbi del cammino e dell’andatura in generale, mal di testa, vertigini, debolezza di un arto, di metà parte del corpo, paresi muscolare, riduzione della sensibilità o sensazioni anomale tipo bruciori, formicolii, in assenza di particolari motivi, discoordinazione motoria, disequilibrio, crisi epilettiche, rallentamento motorio, difficoltà nei movimenti fini e della scrittura, nevralgie.  

Quindi è in presenza di queste situazioni che un paziente deve rivolgersi a un neurologo?
Assolutamente sì. Ma siccome, prima degli anni Settanta, psichiatria e neurologia erano unite in un’unica specialità neuropsichiatria, molti pazienti si rivolgono anche per problemi psichiatrici, quindi depressione, ansia, sintomi psicotici. In realtà tutto questo sarebbe di pertinenza della psichiatria, ma al neurologo afferiscono anche pazienti con ansia e depressione modesta, un po’ per tradizione e un po’ per i timori di andare dallo psichiatra. Non è peraltro esclusivamente che questi disturbi in effetti possano anche essere la prima manifestazione di un problema neurologico organico. 

Come opera la neurologia al Presidio Sanitario San Camillo di Torino?
Mi occupo delle visite neurologiche convenzionate esterne, come uno specialista ambulatoriale, e poi facciamo le visite neurologiche interne, nei vari reparti e anche in day hospital, in particolare nel day hospital dedicato al morbo di Parkinson. Inoltre, lavorando anche come fisiatra nel day hospital neurologico del San Camillo, gestisco vari problemi neurologici nell’ambito appunto del day hospital neurologico.

Come funziona il lavoro in équipe al San Camillo?
È una delle nostre caratteristiche più importanti. Come consulente dei reparti, se un mio collega ha bisogno, mettiamo a disposizione tutta una serie di operatori, come fisioterapisti, terapisti occupazionali, logopediste, neuropsicologi, psicologi, con i quali collaboro costantemente. In particolare, sono previste riunioni interdisciplinari ogni settimana: quindi, oltre al contatto telefonico o personale, ci sono incontri strutturati nei quali ci confrontiamo sotto la mia coordinazione per le problematiche emergenti. 

Se un paziente vuole fare una visita neurologica presso il Presidio San Camillo che cosa deve fare?
Si fa fare l’impegnativa dal medico, telefona e gli verrà indicata una data dalla quale partono le prenotazioni. In quella data o viene o telefona, o se le prenotazioni sono già in corso può prenotare immediatamente. I posti non sono tanti, ecco il motivo per cui occorre prenotarsi. A quel punto occorre preparare tutta la documentazione pregressa. Il giorno della visita, se il paziente ha problematiche cognitive, è bene che sia accompagnato. Ovviamente dovrà esporre i suoi sintomi, mentre io effettuerò l’anamnesi neurologica molto accurata, per una storia approfondita della malattia. Poi c'è l’esame obiettivo neurologico che è molto particolare per valutare le varie funzioni, dopodiché si fa l’ipotesi diagnostica, con eventuali esami strumentali. E infine indico la terapia.

Al San Camillo un corso su “Lesioni muscolari e dolore miofasciale: gestione e trattamento fisioterapico”

2019-10-03
Al San Camillo un corso su “Lesioni muscolari e dolore miofasciale: gestione e trattamento fisioterapico”

LESIONI MUSCOLARI E DOLORE MIOFASCIALE: GESTIONE E TRATTAMENTO FISIOTERAPICO

Lesioni muscolari e dolore miofasciale: gestione e trattamento fisioterapico”: questo è il titolo del corso organizzato e ospitato dal Presidio Sanitario San Camillo a Torino venerdì 4 e sabato 5 ottobre, dalle 9 alle 17. Sarà presa in esame una delle problematiche più frequenti nell'ambito della medicina dello sport, eppure non ancora affrontata adeguatamente da chi si occupa di fisioterapia.
L'obiettivo del corso è quello di fornire un aggiornamento pratico e teorico, per formare un background comune di definizioni, classificazioni, concetti anatomo-fisio-patologici, meccanismi di riparazione e protocolli di trattamento. Sarà approfondita la valutazione fisioterapica delle diverse presentazioni cliniche, sarà esaminato l'argomento dei disturbi mio-fasciali e dei trigger point, verrà effettuata una rassegna della lettura scientifica e ci sarà un aspetto pratico, con tecniche manuali e sequenze di esercizi terapeutici.

 

QUANDO
4 e 5 ottobre, dalle 9 alle 17

 

DOVE
Presidio Sanitario San Camillo
strada Santa Margherita 136 - Torino

 

PROGETTISTA DEL CORSO
Marco Trucco, fisioterapista Presidio Sanitario San Camillo Torino

 

RESPONSABILE SCIENTIFICO E DOCENTE
Dottor Ft. Marco Minchillo, master in Riabilitazione sportiva

 

SEGRETERIA SCIENTIFICA
Marco Trucco, fisioterapista Presidio Sanitario San Camillo Torino

 

SEGRETERIA ECM E ORGANIZZATIVA
Giorgina Giolito e Alessia Donati
tel. 0118199567-0118199555
fax 0118199431
orario: lunedì-venerdì, dalle 9 alle 13
mail: segreteria.formazione@h-sancamillo.to.it

 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE
Fisioterapisti iscritti AIFI Piemonte Valle d'Aosta: 200 euro
Fisioterapisti non iscritti: 275 euro

 

NUMERO MASSIMO PARTECIPANTI
25

 

CREDITI
20 crediti ECM

 

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Il 5 e il 6 ottobre in cammino con il Parkinson: per stare e combattere insieme

2019-10-03
Il 5 e il 6 ottobre in cammino con il Parkinson: per stare e combattere insieme

“Da sole le terapie non bastano”: è questo il messaggio lanciato dall’Associazione Italiana Giovani Parkinsoniani. È diventato uno slogan, perché oltre alle cure, c’è molto di più. Il desiderio di stare insieme, di combattere insieme, di camminare insieme. Ed è proprio l’attività fisica al centro di una bellissima iniziativa nata ormai quattro anni fa: si tratta di “Walk for Parkinson’s”, una marcia giunta alla quarta edizione e che coinvolge anche il Presidio Sanitario San Camillo Torino. Dopo aver toccato le terre di Lombardia, Valle d’Aosta e Piemonte, ora si sposterà in Liguria. Otto chilometri da percorrere in due giorni, il 5 e il 6 ottobre: serve una piccola impresa, ma Massimiliano Iachini, vice-presidente di Aigp e organizzatore dell’evento, e tutti i suoi compagni di viaggio sicuramente ce la faranno.

Iachini, da dove nasce questa idea?
Siamo mossi dallo stare insieme e dal fare movimento: le due principali prerogative per chi è malato di Parkinson. Tanti, quando viene diagnosticata la malattia, provano il desiderio il desiderio di chiudersi in casa e non vedere più nessuno, ma bisogna fare esattamente il contrario. È per questo che siamo animati dall’articolo 13 dei Diritti Umani: anche noi abbiamo il diritto di muoverci nonostante le difficoltà.

Che cosa prevede la quarta Walk for Parkinson’s?
Ci siamo spostati in Liguria, dopo aver organizzato le prime tre tappe tra Lombardia, Valle d’Aosta e Piemonte. Lo abbiamo fatto per provare a stimolare gli investimenti anche in quella zona, che è un po’ particolare. Una ragazza ha già aperto una struttura importante nel Ponente Ligure, ora speriamo che ne nascano molte altre. Partiremo da Varigotti e arriveremo a Borgio Verezzi, cammineremo fianco a fianco con tanti amici, che saranno sia altri pazienti, sia i nostri fisioterapisti. Condivideremo tanti momenti, proprio ciò che dobbiamo fare noi malati di Parkinson. Lo faremo “Spinti dal Respiro”, quello che è un po’ il nostro motto. Saremo quasi 200, alcuni arriveranno anche dall’Olanda: saranno due belle giornate.

Pazienti e medici insieme: qual è il messaggio che volete mandare?
Il malato non bisogna definirlo tale, ma ascoltarlo. Perché io sono il malato e tu il medico, ma siamo entrambi due persone. È un concetto chiave, camminare e stare insieme permetterà di capirlo meglio. E farlo in posti splendidi è un ulteriore stimolo: spesso le strutture hanno un panorama mozzafiato ma siamo costretti a camminare soltanto in una piccola area, il 5 e il 6 ottobre avremo la possibilità di stare a contatto con la natura.

Una voce per chi non ha voce: al San Camillo parte il progetto "La voce dell'afasia"

2019-09-30
Una voce per chi non ha voce: al San Camillo parte il progetto

A fine maggio, nel 2018, il concerto dei pazienti seguiti da A.L.I.Ce. Cuneo onlus, che si era tenuto nel gazebo del San Camillo, era stato un successo. Adesso il passaggio successivo, ovvero il progetto di creare in pianta stabile un coro formato da persone afasiche. L'iniziativa si chiama "La voce dell'afasia" e verrà presentata venerdì 11 ottobre (alle 16.30) presso il Presidio Sanitario in strada comunale Santa Margherita 136. È stata ideata dall'associazione “Musica e cura”, il cui fondatore Maurizio Scarpa è il responsabile del servizio di Musicoterapia al San Camillo.

Musicista e musicoterapeuta, nel corso degli anni Scarpa ha potuto verificare concretamente i benefici che le sette note portano nel mondo di chi è stato colpito dall'afasia come esito di un ictus. Ha introdotto la musica nel San Camillo con la rassegna concertistica “Musica in ospedale” e lavora con i pazienti della struttura che hanno difficoltà nell'espressione vocale. Un'attività che ha spinto il San Camillo a farsi parte integrante del progetto di nascita di un coro stabile formato da queste persone, con l'obiettivo di garantire loro la possibilità di riprendere, o cominciare, un percorso di riabilitazione che vada a inserirsi in un adeguato contesto sociale, culturale e umano. L'idea è far sì che queste persone non entrino in una fase di isolamento, ma siano completamente all'interno del tessuto sociale. E il canto, come forma di espressione, concede tale opportunità.

Nel corso dell'evento in programma al San Camillo saranno rese note le modalità con cui verrà formato il coro, che avrà come obiettivo la riabilitazione attraverso la musicoterapia e l'attività corale. Un'attività che avrà anche un aspetto pubblico, con esibizioni concertistiche. Il gruppo comprenderà tra 25 e 30 persone, il progetto coinvolgerà a livello cittadino strutture e specialisti che trattano tale problematica. Perché l'afasia abbia finalmente espressione attraverso tante voci che diventano una sola: quella di un coro.

Martedì 15 ottobre riparte il corso “Organizzazione aziendale della continuità assistenziale”

2019-09-24
Martedì 15 ottobre riparte il corso “Organizzazione aziendale della continuità assistenziale”

Avviato il 19 febbraio, il corso “Organizzazione aziendale della continuità assistenziale” prevede cinque appuntamenti per fornire una formazione concreta, fruibile nella prassi quotidiana, e per formulare possibili suggerimenti di miglioramento organizzativo. Due gli obiettivi. Interesse nazionale: integrazione tra assistenza territoriale e ospedaliera. Formativi di processo: sviluppo delle competenze nelle attività e nelle procedure idonee a promuovere il miglioramento di qualità, efficacia, appropriatezza e sicurezza degli specifici processi di produzione delle attività sanitarie.

Dopo la pausa estiva si riprende con un doppio appuntamento. Martedì 15 ottobre, al mattino (dalle 9 alle 13), verrà affrontato il tema “Organizzazione aziendale della continuità assistenziale: presidi e ausili” mentre nel pomeriggio si approfondirà l'altro tema “Organizzazione aziendale della continuità assistenziale: Uvg e Umvd”. Entrambi i corsi si terranno nel Presidio Cottolengo: èprevisto un numero massimo di 50 partecipanti con profili sanitari e assistenti sociali. Ha priorità il personale dei NOCC e dei NDCC delle aziende e dei presidi. Il corso è gratuito


ORGANIZZAZIONE AZIENDALE DELLA CONTINUITÀ ASSISTENZIALE: PRESIDI E AUSILI

QUANDO
15 ottobre, dalle alle 13

DOVE
Presidio Cottolengo - via Cottolengo, 15 - Torino

RESPONSABILE SCIENTIFICO
dottor Paolo Bruni, Direttore sanitario Presidio San Camillo

PROGETTISTADEL CORSO
dottoressa Daniela Corsi, medico NOCC –Direzione Sanitaria Città della salute Torino

DOCENTI
dottoressa Daniela Corsi - Città della salute di Torino
dottor Piero Artuso - ASL Città di Torino
dottor Giorgio Avataneo - ASLTO 5
dottoressa Teresa Cuzzupi - ASLTO 4
dottor Antonio Lenzini - ASLTO 3

SEGRETERIA ECM E ORGANIZZATIVA
Giorgina Giolito e Alessia Donati
tel. 0118199567-0118199555-3396920531
fax 0118199431
orario: lunedì-venerdì, dalle 9 alle 13
email: segreteria.formazione@h-sancamillo.to.it

QUOTA DI PARTECIPAZIONE
gratuita

NUMERO MASSIMO PARTECIPANTI
50

CREDITI
5 crediti Ecm

INFORMAZIONI E PROGRAMMA
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ORGANIZZAZIONE AZIENDALE DELLA CONTINUITÀ ASSISTENZIALE: UVG E UMVD

QUANDO
15 ottobre, dalle 14 alle 18

DOVE
Presidio Cottolengo - via Cottolengo, 15 - Torino

RESPONSABILE SCIENTIFICO
dottor Paolo Bruni, Direttore sanitario Presidio San Camillo

PROGETTISTADEL CORSO
dottoressa Daniela Corsi, medico NOCC –Direzione Sanitaria Città della salute Torino

DOCENTI
dottoressa Daniela Corsi - Città della salute di Torino

dottoressa Giuseppina Dassio - ASL Città di Torino
dottoressa Livia Florio Plà - ASLTO 5
dottor Carlo Pontillo - ASL Ciità di Torino
dottoressa Federica Rossignoli - ASLTO 3
dottoressa Fulvia Vallero - ASLTO3
dottoressa Ornella Vota - ASLTO 4


SEGRETERIA ECM E ORGANIZZATIVA
Giorgina Giolito e Alessia Donati
tel. 0118199567-0118199555-3396920531
fax 0118199431
orario: lunedì-venerdì, dalle 9 alle 13
email: segreteria.formazione@h-sancamillo.to.it

QUOTA DI PARTECIPAZIONE
gratuita

NUMERO MASSIMO PARTECIPANTI
50

CREDITI
5 crediti Ecm

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Il corso di “Manipolazione della fascia 1°-2° livello”: approccio innovativo nel trattamento di disfunzioni e dolori

2019-09-23
Il corso di “Manipolazione della fascia 1°-2° livello”: approccio innovativo nel trattamento di disfunzioni e dolori

La Manipolazione della Fascia nasce dagli studi e dalla lunga pratica di Luigi Stecco, fisioterapista che ha elaborato un approccio innovativo nel trattamento delle disfunzioni e dei dolori a carico dell'apparato locomotore. L'elemento fasciale si presenta come il tensore e coordinatore dell'azione dei vettori muscolari nella loro azione sui tre piani dello spazio, realizzando le unità funzionali del nostro apparato locomotore: le Unità Mio Fasciali.

Il corso di “Manipolazione della fascia 1°-2° livello” vuole aiutare i fisioterapisti nel lavoro di individuazione delle zone di tessuto da trattare. L'intervento manipolativo restituisce alla Fascia la giusta elasticità e scorrevolezza, permettendo al fisioterapista e al paziente di valutare immediatamente, al termine della seduta, del proprio lavoro.

Le lezioni forniscono agli allievi le nozioni teoriche di anatomia e chinesiologia e la manualità necessaria per praticare un intervento manipolativo già alla fine della prima sessione.

 

QUANDO
24-25-26 gennaio 2020
7-8-9 febbraio 2020
15-16-17 maggio 2020
29-30-31 maggio 2020

 

DOVE
Presidio Sanitario San Camillo
strada Santa Margherita 136 - Torino

 

PROGETTISTA DEL CORSO
Marco Trucco, fisioterapista Presidio Sanitario San Camillo Torino

 

RESPONSABILE SCIENTIFICO E DOCENTE
Mirco Branchini, fisioterapista

 

SEGRETERIA SCIENTIFICA
Marco Trucco, fisioterapista Presidio Sanitario San Camillo Torino

 

SEGRETERIA ECM E ORGANIZZATIVA
Giorgina Giolito e Alessia Donati
tel. 0118199567-0118199555
fax 0118199431
orario: lunedì-venerdì, dalle 9 alle 13
email: segreteria.formazione@h-sancamillo.to.it

 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE
costo del corso: 1.700 euro
(comprensivo dei due libri ufficiali di Manipolazione della fascia)

 

NUMERO MASSIMO PARTECIPANTI
20 con un docente, 33 con due docenti

 

CREDITI
corso accreditato Ecm

 

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"Approfondimento al metodo Pilates in campo riabilitativo": un corso per riprendere i principi riabilitativi

2019-05-27

APPROFONDIMENTO AL METODO PILATES IN CAMPO RIABILITATIVO

Approfondimento al metodo Pilates in campo riabilitativo”: è il tema del corso organizzato e ospitato dal Presidio Sanitario San Camillo a Torino sabato 14 e domenica 15 settembre, dalle 9 alle 18. L'evento nasce dopo le tre giornate dedicate ai “Principi riabiltativi del Pilates” e, per questo motivo, si auspica che i partecipanti all'approfondimento siano stati presenti a questo appuntamento. L'intento è quello di confrontarsi sulle sequenze di esercizi che erano state affrontate e sulle quelle poi realmente utilizzate. Si lavorerà quindi per la costruzione di protocolli riabilitativi per le principali patologie, in campo muscolo-scheletrico e neurologico, con una parte del corso riservata a esercitazioni pratiche.
L'obiettivo della due giorni è quello di riprendere i concetti di Pilates Clinical appresi nel corso base: i fisioterapisti saranno guidati nella valutazione e nel trattamento degli squilibri muscolari.

 

QUANDO
14 e 15 settembre, dalle 9 alle 18

 

DOVE
Presidio Sanitario San Camillo
strada Santa Margherita 136 - Torino

 

PROGETTISTA DEL CORSO
Marco Trucco, fisioterapista Presidio Sanitario San Camillo Torino

 

RESPONSABILE SCIENTIFICO E DOCENTE
Michela Alvanini, fisioterapista

 

SEGRETERIA SCIENTIFICA
Marco Trucco, fisioterapista Presidio Sanitario San Camillo Torino

 

SEGRETERIA ECM E ORGANIZZATIVA
Giorgina Giolito e Alessia Donati
tel. 0118199567-0118199555
fax 0118199431
orario: lunedì-venerdì, dalle 9 alle 13
mail: segreteria.formazione@h-sancamillo.to.it

 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE
Fisioterapisti iscritti AIFI Piemonte Valle d'Aosta: 200 euro
Fisioterapisti non iscritti: 300 euro

 

NUMERO MASSIMO PARTECIPANTI
24

 

CREDITI
23 crediti ECM

 

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“Tante storie per una storia unica”: il San Camillo presenta alla città il Bilancio Sociale 2018

2019-09-17
“Tante storie per una storia unica”: il San Camillo presenta alla città il Bilancio Sociale 2018

Mercoledì 18 settembre è il giorno in cui il San Camillo si racconta alla città. Appuntamento alle 9.30, nella sede di strada comunale Santa Margherita 136, per lpresentazione del Bilancio Sociale 2018, il volume che descrive quale sia stata l'attività del Presidio Sanitario nell'anno precedente. Non è soltanto l'esposizione di semplici dati e tabelle, ma la narrazione del lavoro quotidiano fatto da persone: chi opera nel San Camillo e chi vi si affida per risolvere i propri problemi fisici.

Per questo motivo per l'edizione 2018 si è deciso di raccontare concretamente alcune singole vicende, comesi capisce fin dal titolo: “Tante storie per una storia unica”. Sono raccolte all'interno dei cinque Capitali che compongono il bilancio e che sono la strada maestra per seguire le linee del Metodo Piemonte, come richiesto per documenti di questo tipo: Umano, Intellettuale, Sociale/Relazionale, Naturale, Economico/Finanziario e Organizzativo.

I lavori saranno moderati da Paolo Bruni, direttore sanitario del San Camillo,e prevedono gli interventi di chi ha contribuito con la propria opera alla formazione delle storie di cinque Capitoli. Parteciperanno anche Luigi Genesio, assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Enzo Lavolta, vicepresidente del Consiglio Comunale, Edoardo Tegani, direttore sanitario Asl Città di Torino, don Paolo Fini, direttore della pastorale sanitaria per la diocesi di Torino, Christian Rainero, del dipartimento di Management dell'Università di Torino, e Davide Barberis, dell'ordine dei Commercialisti e Revisori Contabili di Torino.

Bilancio Sociale 2018: il racconto emozionante di chi aiuta ogni giorno il San Camillo a crescere

2019-09-19
Bilancio Sociale 2018: il racconto emozionante di chi aiuta ogni giorno il San Camillo a crescere

Storie che hanno emozionato, con un finale che ha avuto per protagonista Riccardo, il ragazzo che era entrato al San Camillo per trovare un aiuto al problema dell'autismo e che oggi vi torna per lavorare. Al termine della presentazione del Bilancio Sociale 2018 ha firmato davanti ai presenti il contratto che lo ha assegnato proprio al Presidio Sanitario per il suo lavoro di gestione dei distributori di cibo e di bevande presenti nell'atrio della struttura.

Una conclusione emozionante, ed emozionante è stato il racconto di chi ha narrato a voce le vicende raccolte in "Tante storie per una storia unica", come quest'anno è stato intitolato il Bilancio Sociale, giunto alla sua ottava edizione. Hanno fatto da filo conduttore ai cinque Capitali di cui è composto il documento (Umano, Intellettuale, Sociale/Relazionale, Naturale ed Economico Finanziario/Organizzativo), consegnato mercoledì 18 settembre a chi ha partecipato all'evento organizzato nella sede di strada Santa Margherita 136. Importante è stato il saluto delle autorità, a cominciare da Enzo Lavolta, vicepresidente vicario del Consiglio comunale: “Sono contento di portare a esempio l'esperienza virtuosa del San Camillo: il Bilancio Sociale è una straordinaria possibilità per produrre valore, mettendo in evidenza tutte le realtà che partecipano di questo sforzo”. Con lui Franca Dall'Occo, in rappresentanza della Regione Piemonte (“Siete un fiore all'occhiello nel rapporto con il privato”), Edoardo Tegani, direttore sanitario dell'Asl Città di Torino (“Il San Camillo è un punto di riferimento”) e don Paolo Fini, direttore della pastorale sanitaria per la diocesi di Torino (“Il no profit è un valore importante per la società e interlocutore privilegiato delle istituzioni: il Bilancio Sociale è un'occasione per ragionare della nostra natura”).

Quindi gli interventi, coordinati dal Direttore sanitario Paolo Bruni, di chi ha costruito materialmente il bilancio, mettendo nero su bianco le storie che hanno caratterizzatil 2017 della struttura, fino alla firma del contratto da parte di Riccardo, davanti a don Andrea Bonsignori, fondatore del Chicco Cotto, e Marco Salza, Direttore generale del San Camillo, che ha indicato quale siano le sfide future che attendono il Presidio e di cui il Bilancio Sociale è testimonianza ogni anno.

Come nasce un Bilancio Sociale: l'importanza delle linee guide inserite nel Metodo Piemonte

2019-09-05
Come nasce un Bilancio Sociale: l'importanza delle linee guide inserite nel Metodo Piemonte

Il dottor Davide Barberis, dell'Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Torino, fa parte del Comitato scientifico e comitato di processo che si è occupato di redigere il Bilancio Sociale 2018 del Presidio Sanitario San Camillo di Torino. In questa intervista ci racconta quali siano state le linee guida seguito nella realizzazione del doumento.

Dottor Davide Barberis, ci spiega che cosa è un Bilancio Sociale?
Il bilancio sociale, come specificato nelle Linee Guida approvate dal decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del 4-7-2019, è uno «strumento di rendicontazione delle responsabilità, dei comportamenti e dei risultati sociali, ambientali ed economici delle attività  svolte da un'organizzazione. Ciò al fine di offrire un'informativa strutturata e puntuale a tutti i soggetti interessati non ottenibile a mezzo della sola informazione economica contenuta nel bilancio di esercizio». L’attenzione a responsabilità, comportamenti e risultati qualifica la gestione delle organizzazioni alla luce delle nuove sfide del terzo millennio e innova la visione e la missione delle aziende, oltre alla dimensione del profitto, verso la sostenibilità sociale e ambientale. Il bilancio sociale è anche dialogo continuativo con gli interlocutori qualificati dell’organizzazione in merito alla gestione, alla programmazione e ai risultati raggiunti in termini qualitativi e quantitativi, coerentemente con l’evoluzione dei bisogni del contesto sociale.

Quali sono gli elementi caratterizzanti del Bilancio sociale 2018 del Presidio Sanitario San Camillo di Torino?
Secondo quanto indicato dal framework internazionale sul reporting integrato (IR Framework) dell’International Integrated Reporting Council (IIRC) la struttura logica del bilancio sociale descrive l’impiego dei “capitali”, tangibili e intangibili, cioè quelle dotazioni funzionali che determinano la creazione di valore sociale ed economico del Presidio Sanitario San Camillo. Attraverso l’analisi di questi “capitali” (Umano, Intellettuale, Sociale e relazionale, Naturale, Finanziario e organizzativo), si comunica la multidimensionalità e la complessità dell’organizzazione a cui consegue l’integrazione consapevole e necessaria dei processi decisionali, che qualificano la strategia e la governance orientate all’attuazione della missione dell’Ente costituita dalle attività di riabilitazione, ricerca e formazione. In particolare, in questa edizione è stato adottato un approccio narrativo innovativo di storytelling, realizzato attraverso storie di persone che testimoniano l’agire sinergico e integrato dei servizi aziendali.

Quali principi metodologici sono stati applicati nella stesura del Bilancio Sociale?
L’approccio operativo al Bilancio Sociale si conforma al «Metodo Piemonte» per il Bilancio Sociale, secondo una logica di processo articolata in gruppi lavoro. Nell’elaborazione del documento sono stati parzialmente applicati i seguenti principi metodologici: lo Standard 2013 del Gruppo di studio per il Bilancio Sociale (GBS), per la progettazione e formalizzazione del sistema di rendicontazione sociale; il documento di ricerca n. 8 del GBS sulla rendicontazione sociale degli intangibili; lo Standard Global Reporting Initiative (GRI), per quanto concerne la costruzione del rendiconto economico con l’esposizione del «valore economico creato» e «valore economico distribuito»; l’Integrated Reporting Framework (IR Framework) delineato dall’International Integrated Reporting Council (IIRC) per l’individuazione e qualificazione dei capitali aziendali. L’applicazione di tali principi è stata effettuata in una logica critica e riferita alla natura istituzionale del Presidio Sanitario San Camillo.

Anche quest’anno, nella redazione del Bilancio Sociale, il Presidio San Camillo si è avvalso del cosiddetto “metodo Piemonte” promosso dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino: di che cosa si tratta, nel dettaglio?
Il «Metodo Piemonte» è il prodotto della collaborazione inter-istituzionale tra Regione Piemonte, Dipartimento di Management della Scuola di Management ed Economia dell’Università degli Studi di Torino, Ires Piemonte e Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino. Il modello propone un processo di realizzazione del Bilancio Sociale e costituisce un modello operativo di riferimento per le aziende pubbliche (ivi comprese le aziende sanitarie accreditate) che intendano intraprendere un percorso di rendicontazione sociale. Elementi caratteristici del processo di redazione del Bilancio Sociale, secondo il Metodo Piemonte, sono la qualificazione di una governance di processo, la definizione di una metodologia operativa e la validazione professionale a garanzia della qualità del processo di rendicontazione. Il Metodo Piemonte è stato adottato da numerose organizzazioni pubbliche e private per la redazione del bilancio sociale e costituisce un riferimento di prassi per i commercialisti, cultori di tale materia professionale.

I cinque Capitali che rappresentano il filo conduttore del Bilancio Sociale del San Camillo

2019-09-09
I cinque Capitali che rappresentano il filo conduttore del Bilancio Sociale del San Camillo

Mercoledì 18 settembre il San Camillo Torino presentil Bilancio Sociale con dati 2018. Non si tratta di un semplice rendiconto perché il Presidio dà particolare importanza ai valori intangibiliquelli che non si possono definire numericamente ma che sono fondamentali per il buon funzionamento di ogni struttura, soprattutto sanitaria. Sono stati suddivisi all'interno di cinque aree (Umano, Intellettuale, Sociale/Relazionale, Naturale ed Economico Finanziario/Organizzativo), con il racconto di esperienze significative.


Il Capitale Umano è formato in primo luogo da coloro che animano la strutturada chi si occupa dei malati a chi gestisce l’amministrazione, fino agli operatori dei servizi. Poi ci sono i pazienti e le loro famiglie, i portatori di interesse più rilevanti per l’attività dell’ospedale. Infine i fornitori, indispensabili nel processo di una erogazione dei servizi.

Il Capitale Intellettuale è strettamente correlato al Capitale Umano ed è rappresentato dai beni immateriali che corrispondono al valore della conoscenza. Consente di incrementare il sapere all’interno della struttura con la formazione dei dipendenti e poi di trasferirlo all’esterno del San Camillo, per renderlo utile alla società. Al centro di tutto c’è la formazione, che chiamiamo “a 360 gradi” per la sua completezza.

Il Capitale Sociale e Relazionale è rappresentato dai rapporti con le istituzionidalle relazioni tra comunità, gruppi di stakeholder e altri network, o all’interno di essi. Si consolida nella capacità di condividere informazioni al fine di aumentare il benessere individuale e collettivo e vede nel rapporto con i pazienti un passaggio fondamentale.

Infine il Capitale Naturale e quello Economico Finanziario/Organizzativo. Il primo è la ricchezza generata dai processi e dalle risorse ambientali, che forniscono beni o servizi indispensabili: il Presidio lo valorizza attraverso la gestione dell’efficienza di tutto che ciò che ogni giornopermette alla struttura di funzionare. Il Capitale Economico/Finanziario, invece, quantifica numericamente la ricchezza creata dal San Camillo mentre il Capitale Organizzativo è rappresentato da conoscenze implicite, sistemi, procedure e protocolli applicati per il miglioramento della qualità del processo di esercizio dell’attività sanitaria/assistenziale e degli outcome generati.

 

Mercoledì 18 settembre la presentazione di "Tante storie per una storia unica": il Bilancio Sociale 2018

2019-09-02
Mercoledì 18 settembre la presentazione di

Numeri e tabelle non esprimono tutto ciò che sta alle spalle di una struttura sanitaria, soprattutto se si tratta di un presidio sanitario con le caratteristiche del San Camillo. Per questo, dal 2011 a oggi, il Presidio Sanitario si è dotato di uno strumento particolare per raccontare come opera sul territorio: è il Bilancio Sociale, che verrà presentato mercoledì 18 settembre, dalle 9.30 alle 12, nella sede di strada comunale Santa Margherita 136. Nel volume sono riportati l'attività clinica, i risultati di produzione, di organizzazione, di qualità e di ricerca della struttura registrati nel 2018. Il San Camillo è stato tra i precursori nel comunicare gli obiettivi raggiunti e con la massima trasparenza possibile. Questo è stato possibile per la collaborazione con l'Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Torino e con il Dipartimento di management dell'Università degli studi di Torino, in modo da seguire le linee guide indicate dal Metodo Piemonte per la validazione delle competenze.

Quest'anno il San Camillo ha poi scelto di raccontare le esperienze che hanno caratterizzato il 2018 in maniera differente dal passato. Il Bilancio Sociale infatti si intitola “Tante storie per una storia unica”, perché non fosse un rendiconto semplicemente economico e organizzativo dell'attività. Il Presidio dà particolare importanza ai cosiddetti “valori intangibili”, quelli che non si possono definire numericamente ma che sono fondamentali per il buon funzionamento di ogni struttura, soprattutto sanitaria come il San Camillo.

Nel Bilancio Sociale 2018 tali Capitali sono stati suddivisi all'interno di cinque aree (Umano, Intellettuale, Sociale/Relazionale, Naturale ed Economico Finanziario/Organizzativo), in cui i protagonisti della vita quotidiana dell'ospedale hanno messo nero su bianco le proprie esperienze. Esperienze che hanno coinvolto tutti quelli che si interfacciano con la struttura (dipendenti, pazienti, caregiver e stakeholder) e che sono state significative per la crescita complessiva del San Camillo. Un racconto ovviamente completato dai dati che illustrano l'attività ospedaliera e che, da quest'anno, sono ospitati in un'apposita sezione sul sito del Presidio.

Un Bilancio Sociale non può essere fatto soltanto di numeri: come nasce quello del San Camillo

2019-09-12
Un Bilancio Sociale non può essere fatto soltanto di numeri: come nasce quello del San Camillo

Christian Rainero è professore associato di Economia aziendale nel Dipartimento di Management dell'Università di Torino. Fa parte del Comitato di indirizzo e del Comitato di processo che ha partecipato alla redazione del Bilancio Sociale 2018. Gli abbiamo chiesto come si è svolto il lavoro. 

Come e perché nasce un Bilancio Sociale?
Il bilancio sociale è un documento di rendicontazione (attualmente) volontaria che va oltre la sintesi economico-finanziaria del bilancio d’esercizio. Il bilancio d’esercizio è quel documento che, per legge, un’azienda deve redigere periodicamente per rendicontare la propria situazione economico-finanziaria e i propri risultati economici. Ma se vogliamo valutare a tutto tondo un’azienda, non ci si può accontentare di costi e ricavi. Ogni impresa si deve interfacciare con il territorio, l’ambiente, i lavoratori: gli stakeholder. Ecco perché, a parità di cifre, due soggetti possono avere un impatto estremamente diverso sul mondo che li circonda. Il bilancio sociale fonde queste due esigenze e valuta anche questo impatto, positivo o negativo che sia.

Quali sono le linee guida che deve seguire?
Il bilancio sociale viene pubblicato ogni anno, proprio come il bilancio di esercizio. Non esistono ancora delle vere e proprie normative vincolanti, che obblighino a trattare determinate questioni oppure a scegliere certi indicatori. Esistono però delle linee guida condivise a livello internazionale, come quelle del Global reporting initiative (GRI), o a livello locale (nazionale) come quelle del Gruppo di studio per il bilancio sociale (GBS). Siamo in attesa delle linee guida specifiche per il bilancio sociale degli ETS (Terzo settore). Il San Camillo da molti anni ormai costruisce il proprio bilancio sociale; inizialmente secondo linee GBS e, successivamente, introducendo gradualmente linee guida internazionali. L’obiettivo, per le prossime edizioni, è di un passaggio a un modello di bilancio sociale che risponda al framework GRI con la definizione e il monitoraggio periodico di indicatori di impatto sociale e di perseguimento degli Sdgs “Obiettivi di sviluppo sostenibile”.

Perché occorre concentrarsi sui vari Capitali?
L’analisi dei Capitali è un approccio metodologico. Attraverso l’analisi dei capitali che influenzano e sono influenzati dalle attività del San Camillo, si vuole comunicare in modo chiaro l’integrazione esistente e necessaria tra gli aspetti economici e quelli sociali e ambientali nei processi decisionali aziendali, ma anche nella definizione della strategia, nella governance e nel modello di attività del San Camillo.

In che cosa consiste il Metodo Piemonte? Come ha operato il vostro Gruppo di lavoro?
Per la costruzione del bilancio sociale del San Camillo si è seguito l’approccio operativo del “Metodo Piemonte”, nato anni addietro da una collaborazione inter-istituzionale di Regione Piemonte, Dipartimento di Management (già Facoltà di Economia) dell’Università degli Studi di Torino, Ires Piemonte e Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino.

Si è lavorato per gruppi di lavoro:

  • «Comitato scientifico di indirizzo», per la definizione dei riferimenti metodologici e la supervisione dell’intero processo

  • «Comitato di processo», per la direzione e il controllo dell’attività formativa e operativa

  • «Gruppo di applicazione metodologica e operativa», che ha curato la gestione operativa del Bilancio Sociale, secondo le metodologie e le tempistiche individuate nel cronoprogramma e in coordinamento e collaborazione con tutte le strutture interne del San Camillo.

L’intero processo e il documento sono poi stati oggetto di specifica revisione e analisi dell’«Organo di validazione professionale», che ha espresso il giudizio di conformità del documento ai requisiti del Metodo Piemonte.

 

 

Open Day del “Corso di alta formazione in Neuropsicologia dell’età evolutiva e disturbi del neurosviluppo”

2019-08-31
Open Day del “Corso di alta formazione in Neuropsicologia dell’età evolutiva e disturbi del neurosviluppo”

Il “Corso di alta formazione in Neuropsicologia dell’età evolutiva e disturbi del neurosviluppo: dalla teoria alla pratica clinica” individua il principale obiettivo nell'offerta di conoscenza e suggerimenti finalizzati alla pratica clinica per una presa in carico integrata del minore. L'esigenza di una tale proposta nasce dopo aver constatato come in tempi relativamente recenti - e contestualmente con l’evoluzione esplosiva delle conoscenze in ambito neuroscientifico - sia stato possibile osservare un progressivo movimento di affermazione delle discipline che studiano la neuropsicologia dell’età evolutiva in quanto corpo dottrinale autonomo rispetto ai più numerosi e affermati studi che riguardano il mondo dell’adulto e dell’anziano. Di conseguenza, a fronte di un sapere sempre più raffinato e concreto, è particolarmente avvertita l’esigenza di contestualizzare le conoscenze in ambito clinico, riguardanti gli aspetti diagnostici e quelli attinenti alle possibilità di recupero, rappresentate soprattutto dalle tecniche riabilitative.

Il corso, progettato dalle dottoresse Manuela Rogina e Patrizia Gindri (quest'ultima ne è anche il responsabile scientifico), si svolgerà tra marzo 2020 e aprile 2021 presso il Presidio Sanitario San Camillo a Torino. E nella stessa sede verrà presentato durante l'Open Day programmato per il 9 settembre, dalle 21 alle 22.30.

All'Open Day occorre prenotarsi con una mail: p.gindri@h-sancamillo.to.it e manuela.rogina@libero.it

Affrontare i disturbi dell'equilibrio per aver un corretto rapporto con il nostro corpo e con l'ambiente che ci circonda

2019-07-26
Affrontare i disturbi dell'equilibrio per aver un corretto rapporto con il nostro corpo e con l'ambiente che ci circonda

Dottor Pietro Cerrato, ci spiega, innanzitutto a che cosa facciamo riferimento quando parliamo di disturbi dell’equilibrio?
Controllare adeguatamente il nostro equilibriosignifica saper gestire la statica eretta, i cambiamenti di posizione e gli spostamenti in modo congruo nelle varie situazioni ambientali. Quando si parla di equilibrio pertanto si intende un continuo aggiustamento delle varie parti del nostro corpo (la cosiddetta “postura”) nei rapporti tra di loro e rispetto all’ambiente che ci circonda. Questo compito è affidato a un sistema al quale partecipano più organi e apparati che, per la sua complessità, può portare a disturbi di vario tipo quali capogiri, vertigini, sensazione di testa vuota, insicurezza nel cammino spesso anche senza una vera patologia sottostante.

Il termine più corrente, in questa materia è: vertigini. Ma certamente non racchiude tutte le tipologie dei vari disturbi dell’equilibrio. Quali sono i principali disturbi che possono essere sottoposti a riabilitazione?
Per rispondere alla domanda devo fare una premessa. La parola vertigini è un termine tecnico che indica solo i disturbi dell’equilibrio nei quali il soggetto percepisce una sensazione di vera rotazione dell’ambiente che lo circonda o del suo corpo rispetto all’ambiente (rispettivamente vertigini soggettive o oggettive, in entrambi i casi legate sempre ad una patologia del sistema vestibolare centrale o periferico). Negli altri casi utilizziamo terminologie differenti a seconda del tipo di sintomi riferiti (instabilità, disequilibrio, oscillopsia, dizziness ecc..). Detto questo in realtà è più facile parlare di quali disturbi non sono soggetti a trattamento riabilitativo. Infatti, a eccezione di quei pazienti che per gravi problematiche di salute generale (in particolare su base cardiologica) non potrebbero partecipare a qualunque tipo di programma riabilitativo, per il resto l’unica controindicazione è rappresentata dall’impossibilità da parte del paziente nel fornire un livello minimo di collaborazione per gravi deficit cognitivi o altri disturbi psichiatrici. 

Le patologie principali di cui si occupa il nostro centro sono:

  • malattie vestibolari: esiti di labirintiti, vertigine parossistica posizionale benigna, malattia di Meniere, tumori, traumi

  • malattie neurologiche: danni di varia natura a carico delle strutture cerebrali e cerebellari

  • affezioni della colonna vertebrale: esiti di traumi distorsivi cervicali (colpo di frusta) disturbi posturali in genere, cervicopatie muscolotensive

Il disturbo dell’equilibrio colpisce solo le persone anziane o può invece manifestarsi anche prima?
I disturbi dell’equilibrio e le vertigini rappresentano uno dei più frequenti disturbi che portano alla richiesta di prestazioni sanitarie in tutte le fasce di età, soprattutto a partire da quella giovane-adulta e con ulteriore progressivo incremento con l’avanzare degli anni. Nell’anziano in particolare sono connessi con aumentato rischio di cadute, problema dalle conseguenze mediche, funzionali e sociali spesso rilevanti, ma anche nelle altre fasce di età il problema è molto diffuso e in aumento (si calcola circa 20-25% delle persone giovani-adulte).

Qual è l’obiettivo che il Presidio si pone nel processo di riabilitazione nei disturbi dell’equilibrio?
Gli obiettivi fondamentali perseguiti al San Camillo sono rappresentati per alcune patologie dal completo recupero della funzionalità del sistema dell’equilibrio, mentre in altre si cerca di raggiungere tramite compensi, strategie vicarianti e aumento della soglia di tolleranza degli stimoli disturbanti, la migliore qualità di vita possibile, anche grazie a un processo di educazione del paziente che gli permetta un’autogestione delle sue problematiche con il minor ricorso possibile a interventi sanitari.

Le cause che portano a una stabilità imperfetta hanno rilevanza o no nel metodo di riabilitazione?
Il progetto riabilitativo viene impostato prevalentemente sulla base dei riscontri clinici che emergono durante la valutazione del medico e del fisioterapista, più che sulla diagnosi. In pratica sono le caratteristiche del paziente che ci permettono di impostare un programma il più possibile personalizzato pur partendo da protocolli standardizzati internazionali di provata efficacia. Il nostro è un approccio ispirato alle migliori evidenze scientifiche (la cosiddetta EBM cioè evidence based medicine), ma al tempo stesso siamo consapevoli che ogni paziente giunge alla nostra osservazione dopo un suo particolare e unico percorso di vita e di malattia e con lui cerchiamo di costruire il trattamento.

Cosa deve fare un paziente che vuole intraprendere un percorso di riabilitazione presso il Presidio Sanitario San Camillo di Torino?
Il primo passo è la visita fisiatrica per i disturbi dell’equilibrio che il paziente può prenotare tramite impegnativa del medico di medicina generale o in libera professione. Il medico, in base alla visita e alla eventuale documentazione clinica in possesso del paziente, deciderà se richiedere ulteriori esami e consulenze specialistiche o se inserire direttamente il paziente in un programma personalizzato di riabilitazione. È bene che i pazienti si presentino alla visita accompagnati, in quanto gli accertamenti effettuati possono riacutizzare momentaneamente i disturbi dell’equilibrio e rendere sconsigliabile il rientro al domicilio da soli, soprattutto con autoveicoli.

Lunedì 28 ottobre appuntamento con Update for Lunch. L'incontro ha come tema: "Lavori di tesi in fisioterapia presso il San Camillo" e si terrà dalle 12 alle 13 in Sala Convegni al terzo piano

Il corso si svolge in due fasi, dal 24 al 27 ottobre e dal 12 al 15 dicembre. L'obiettivo è l'apprendimento immediato delle modalità di esecuzione delle manovre di linfodrenaggio manuale

Dal 15 al 17 novembre i fisioterapisti saranno introdotti al metodo Pilates dell'esercizio fisico, basandosi su valutazione e trattamento degli squilibri muscolari: analisi dei 40 esercizi originali