«Il malato è sempre al centro del nostro impegno»: intervista al Direttore sanitario Paolo Bruni

«Il malato è sempre al centro del nostro impegno»: intervista al Direttore sanitario Paolo Bruni

2018-10-15
«Il malato è sempre al centro del nostro impegno»: intervista al Direttore sanitario Paolo Bruni

Dottor Paolo Bruni, Direttore sanitario del Presidio Sanitario San Camillo di Torino: ci traccia un bilancio complessivo di questo 2018 che si sta concludendo?
Anche quest’anno  si chiude in modo positivo per il San Camillo. La qualità dell’assistenza è ancora migliorata con il potenziamento degli aspetti dì comfort alberghiero (aria condizionata ovunque, wi-fi nelle degenze e negli spazi comuni, completamento di alcune necessarie opere di manutenzione). Inoltre sono arrivate, insieme a nuove figure professionali, competenze e tecniche che hanno fatto crescere la qualità e il numero di servizi offerti.

Quali sono le strategie che hanno consentito al Presidio Sanitario San Camillo di rimanere una struttura all’avanguardia nel campo della riabilitazione?
L’aver stretto e migliorato i rapporti con l’Università di Torino e la Città della Salute in diverse discipline ha consentito maggiori collaborazioni con queste strutture con l’introduzione di nuove e aggiornate tecniche di assistenza e trattamento dei pazienti.

Cresce il numero di pazienti affetti da patologia neurologica e, al tempo stesso, scende l’età media del paziente: come si pone la struttura nei confronti di queste nuove esigenze? 
La presenza di un numero importante di pazienti in riabilitazione neurologica ha comportato di dover adeguare e aggiornare le procedure diagnostico terapeutiche e assistenziali con il coinvolgimento di molti degli operatori della struttura al fine di garantire un buon livello assistenziale ai pazienti. Questa operazione ha consentito di approfondire le novità esistenti in lettura e di disporre di tecniche riabilitative aggiornate e validate.

A livello di tecnologia riabilitativa, quali sono le eccellenze del Presidio Sanitario San Camillo?
Il San Camillo si occupa in particolare di riabilitazione neurologica e ortopedica; val la pena ricordare, fra le eccellenze assistenziali, la riabilitazione del pavimento pelvico, il trattamento delle vertigini, le malattie metaboliche dell’osso e il trattamento della malattia di Parkinson. Inoltre in questi ultimi tempi particolare attenzione è stata posta alla terapia infiltrativa e al settore della fisiatria interventistica.

Che importanza ha la formazione nella crescita del personale sanitario?
La formazione e l’aggiornamento professionale sono indispensabili per mantenere aggiornati gli operatori e favorirne la crescita. In questo senso, in quest’ultimo anno molto è stato fatto sia nella cosiddetta formazione obbligatoria sia nella formazione indirizzata alle novità dell’assistenza riabilitativa.

Quanto… cuore c’è nelle mani del personale sanitario? 
Il personale rappresenta il vero patrimonio della nostra struttura e lo sforzo è quello di porre la persona al centro del progetto assistenziale garantendo il ciclo completo della cura in riabilitazione e ponendo molta attenzione all’ascolto delle richieste dei pazienti. Il richiamo di San Camillo a porre più cuore nelle mani che assistono cerchiamo di farlo nostro ogni giorno.

Come valuta il rapporto che si crea con il paziente e i suoi familiari?
Il periodico report sui questionari di gradimento dei pazienti e dei loro familiari ci conforta sul fatto che stiamo percorrendo la strada giusta. La percentuale di segnalazioni negative è residuale, ma anche su queste ultime stiamo lavorando per superare le criticità segnalate. In quest'ultimo periodo stiamo sviluppando ulteriormente l'attività formativa e di supporto dei caregiver per consentire una più congrua assistenza al paziente anche quando rientrerà al domicilio.

Quali sono i motivi che possono indurre a scegliere il Presidio Sanitario San Camillo di Torino per la sua rieducazione?
Direi che i punti di forza sono senza dubbio la qualità delle persone che operano nell’assistenza e la specializzazione nei settori che ho citato in precedenza. Da ultimo, ma davvero non ultimo, il porre la persona malata al centro del nostro impegno lavorando per consentire a ognuno, rispetto alle proprie possibilità, un recupero il migliore possibile.

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