Presidio Sanitario San Camillo
Altre Patologie | Morbo di Parkinson

Servizio di riabilitazione M. di Parkinson in regime di Day Hospital


L'obiettivo dei trattamenti riabilitativi da noi proposti è il miglioramento globale della qualità di vita, sia dei pazienti che dei loro famigliari.


L'equipe riabilitativa è composta da :

  • medici responsabili del progetto

  • personale infermieristico

  • terapista della riabilitazione (compreso il servizio di riabilitazione pelviperineale)

  • terapista occupazionale

  • logopedista

  • neuropsicologo

  • psicologo

  • musicoterapeuta

  • medico specialista in neurologia e/o fisiatra esperto in riabilitazione pelviperineale (quando richiesto come consulenza)

Al ricovero in D.H. si accede previa visita fisiatrica, da concordare con i medici di riferimento

Dott. Bottino Piero

Dott.ssa Castiglioni Carlotta

Tel. 0118199411

Nonostante i considerevoli progressi in campo farmacologico e neurochirurgico, il MdP resta un processo patologico cronico e invalidante, e la stessa terapia farmacologica è a volte alla base di complicanze a lungo termine di difficile gestione. L'affiancamento alla terapia classica di programmi riabilitativi e assistenziali multidisciplinari assume pertanto un ruolo indispensabile nella prevenzione della disabilità di questi pazienti e delle complicanze non solo motorie ma anche psichiatriche e internistiche.

Allo stato attuale tuttavia non esistono linee guida universalmente accettate per l'impostazione del progetto riabilitativo e gli studi clinici di accettabile qualità sono pochi ed eseguiti su popolazioni di malati eterogenee, a fronte di una evidente necessità di presa in carico globale di questo tipo di pazienti.

I soggetti colpiti dal MdP presentano caratteristiche molto variabili con diverso peso dei singoli aspetti che compongono la sindrome parkinsoniana e con peculiarità legate anche all'età del paziente e alla epoca di insorgenza dei disturbi. Inevitabilmente l'approccio riabilitativo dovrà essere modulato sulla base di questi aspetti e in particolare con differenze legate all'età.

Nel caso di soggetti giovani con diagnosi recente e buona risposta alla terapia farmacologica, un trattamento riabilitativo costante non è indicato né in genere ben accettato, anche in considerazione del grado modesto di disabilità. Gli obiettivi in questa fase sono principalmente accettazione della malattia, addestramento su prevenzione e gestione delle complicanze, adattamenti e strategie facilitanti per la vita quotidiana e/o l'attività lavorativa.

Nei pazienti più anziani, con lunga storia di malattia, il quadro è solitamente complesso per la sovrapposizione delle peculiarità di tale sindrome e dei conseguenti possibili danni terziari alle complicanze farmacologiche e alla polipatologia spesso presente nell'anziano. Si impone pertanto un intervento polispecialistico che coinvolge medico, TdR, TO, psicologa e neuropsicologa, logopedista.

In entrambi i casi la sede più idonea per la gestione del progetto riabilitativo è quindi rappresentata dal Day Hospital seppure con modalità e intensità di trattamento differenti.

Criteri di ammissione

Il requisito fondamentale è che si tratti di pazienti (sia di nuova diagnosi che con quadri avanzati di malattia) che possano partecipare attivamente ad un programma riabilitativo al di fuori del domicilio.

Non è perciò indicata la presa in carico riabilitativa in caso di involuzione cerebrale di grado elevato, in presenza di patologie internistiche che compromettano significativamente il compenso cardio-respiratorio e la tolleranza allo sforzo.

Pur non rappresentando nel senso stretto del termine un criterio di ammissione, i pazienti e i loro familiari devono comprendere il loro ruolo basilare e attivo nell'équipe riabilitativa e dimostrare nel tempo volontà di applicazione al progetto anche al di fuori delle sedute di trattamento.

Alti gradi di invalidità valutati con UPDRS rendono non realizzabile un trattamento in regime di DH (resta da stabilire un cut-off, se non già indicato dalla letteratura internazionale)

Salvo eccezioni non verranno prese in carico le sindromi parkinsoniane secondarie, più comunemente candidate a trattamenti domiciliari.

Anche la presenza di barriere architettoniche rappresenta naturalmente indicazione a trattamenti domiciliari.

Nel rispetto delle linee guida ministeriali per la riabilitazione abbiamo da tempo istituito un progetto riabilitativo dedicato a questa patologia, strutturato come segue:

  • Visita fisiatrica, primo contato con il paziente e con i care giver. In tale sede si valuta l'appropriatezza di un eventuale trattamento riabilitativo in regime di D.H., si concordano le modalità e si inserisce in lista di attesa.

  • Si struttura un progetto riabilitativo individuale i cui obiettivi tengano conto anche delle realtà familiari e ambientali

  • Durante il ricovero sono previsti incontri periodici tra i vari operatori e tra questi e i care-givers/famiglia

  • Verifiche di efficacia: specificando caso per caso quali e con quali tempi

  • Monitoraggio nel tempo anche dopo sospensione dei trattamenti riabilitativi

Offriamo la possibilità di una presa in carico con accessi a frequenza differenziata nella settimana, in modo da consentire anche a pazienti con maggiori difficoltà di spostamento di usufruire dei trattamenti senza eccessiva fatica.

Pertanto i ricoveri si configurano con accessi

  • bisettimanali (martedì e giovedì per un totale di 12 giornate di ricovero),

  • trisettimanali (lunedì, mercoledì e venerdì èper un totale di dodici giornate di ricovero)

  • settimanali (tutti i giorni per tre settimane, dal lunedì al venerdì).

I tempi medi di attesa per la visita fisiatrica di valutazione sono di circa 20 giorni.

Per la presa in carico in regime di D.H. l'attesa attualmente è di circa tre mesi.